
Le notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo la lite con Donald Trump. Il presidente Usa torna ad attaccare la premier: "Dopo aver speso miliardi di dollari per la Nato, l'Italia e il suo premier non sembrano nemmeno disposti a prendere parte all'azione contro l'Iran e la sua seria minaccia nucleare. Da decenni li difendiamo, ma quando arriva il momento di difendere noi e il resto del mondo, non ci sono. Non va bene", ha scritto su Truth.
Per poi rincarare la dose: "Non sono deluso solo dall'Italia per non aver ricevuto quello di cui avevamo bisogno, ma da tutti i leader della Nato, i cui Paesi sono difesi dagli Stati Uniti", ha dichiarato al Tgcom24.
Dopo i feroci scambi del weekend, Meloni torna sul botta e risposta con il presidente Usa in Consiglio dei ministri: "Il nostro scambio – avrebbe detto secondo quanto viene riferito – non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti". La premier avrebbe poi invitato i ministri a partecipare al ricevimento a villa Taverna del 2 luglio, anche perché l'ambasciatore Fertitta – avrebbe detto – è sempre stato estremamente disponibile e professionale.
Trump ribadisce le accuse: "L'Italia si è comportata molto male"
Donald Trump ancora una volta ha ribadito le accuse all'Italia, oltre che agli altri alleati della Nato. Ha detto dallo studio ovale: "L'Italia si è comportata molto male". E ancora: "Non ci sono stati per noi e noi abbiamo speso miliardi di dollari per loro".
Trump ha poi menzionato altri due Paesi della Nato che "si sono comportati male" rispetto alla guerra contro l'Iran: punta il dito contro Germania e Gran Bretagna. Ecco cosa ha detto: "Anche la Germania si è comportata molto male. E Starmer".
Schlein: "Meloni passi dai tweet ai fatti ed esca da Board of peace di Trump"
"Abbiamo duramente condannato gli attacchi inaccettabili di Trump" a Meloni, "ma il governo passi dai tweet ai fatti ed esca dal Board of Peace, visto che è l'unico governo che ci è entrato da osservatore. Il punto è difendere il diritto internazionale da chi vuole sostituirlo con la legge del più ricco e più forte". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein al workshop della delegazione Pd a Bruxelles "L'Europa che vogliamo", in corso a Roma.
Lite Meloni-Trump, la premier torna sulla disputa in Cdm: "Non deve impattare nei nostri rapporti con Usa"
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a quanto si apprende è tornata sul suo botta e risposta con Donald Trump durante la riunione del Consiglio dei ministri. "Il nostro scambio – avrebbe detto secondo quanto viene riferito – non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti". La premier avrebbe quindi invitato i ministri a partecipare al ricevimento a villa Taverna del 2 luglio, anche perché l'ambasciatore Fertitta – sarebbe stato il ragionamento – è sempre stato estremamente disponibile e professionale.
Vannacci lancia a settembre l'iniziativa 'L'Italia agli italiani' nelle scuole
Questa mattina il generale Vannacci ha presentato le proposte del programma di Futuro Nazionale che ruotano attorno al tema scuola. E a lanciato per settembre la campagna ‘L'Italia agli italiani', sulla scia del caso dello striscione esposto da alcuni studenti a Cesena.
"Tenetevi pronti perché a settembre Futuro Nazionale lancerà la campagna ‘l'Italia agli italiani', con uno striscione in ogni scuola, e vediamo se ci sospendono". Il generale Vannacci ha risposto poi a una domanda di Fanpage.it sull'iniziativa: "Intanto ritorneremo a dire che ‘l'Italia agli italiani' è una frase normalissima che proviene dal Risorgimento addirittura mazziniano e che si può dire senza nessun problema, senza dover essere epitetati come razzisti, anche perché diciamo ‘l'Africa gli africani' e nessuno si strabilia, no? E ‘l'Italia gli italiani' diventerà uno dei motti che farà parte di Futuro Nazionale per riportare le cose nel giusto ordine. Perché è giusto che un popolo cresca con i propri valori e con la propria cultura e nella propria area geografica di cui fa parte", ha detto il generale ai microfoni di Fanpage.it.
Il Cdm su dl Infrastrutture e attuazione Pnrr è terminato dopo neanche mezz'ora
Si è conclusa la riunione del Consiglio dei ministri, a Palazzo Chigi. Il Cdm è durato meno di mezz'ora.
In corso il Consiglio dei ministri, sul tavolo dl Infrastrutture e attuazione del Pnrr
Al via a palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei ministri, sul tavolo il decreto con disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), anche in materia contabile. L'esecutivo esaminerà inoltre, in via definitiva, il decreto legislativo di attuazione della delega per la riforma organica e il riordino del sistema sanzionatorio e delle procedure sanzionatorie previste dal Testo unico della finanza.
Tra i provvedimenti all'ordine del giorno anche l'esame preliminare del decreto legislativo di recepimento della direttiva dell'Unione europea sulle emissioni industriali e sulle discariche di rifiuti. Il Consiglio dei ministri affronterà poi, in esame definitivo, il decreto legislativo sulla revisione del sistema degli incentivi e, in esame preliminare, lo schema di regolamento per il conferimento della medaglia al merito silvano, conferita tradizionalmente a chi si distingueva nella realizzazione di grandi rimboschimenti o nella loro promozione.
Processo per diffamazione, Meloni sentita in tribunale il 28 settembre come testimone sul gossip di Corona
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà sentita come testimone davanti al Tribunale di Milano nella prossima udienza del processo che vede imputati Fabrizio Corona e Luca Arnau. Ad annunciarlo oggi in aula l'avvocato Giulia Bongiorno che assiste la premier, costituitasi parte civile insieme al deputato di Fratelli d'Italia Manlio Messina nel procedimento per diffamazione legato alla pubblicazione, il 20 ottobre 2023, sulla testata online "Dillingernews", di una presunta relazione tra i due. Il pubblico ministero Giovanni Tarzia ha chiesto l'esame della presidente del Consiglio come teste dell'accusa e Meloni "è disposta a venire a Milano la prossima udienza". Il prossimo 28 settembre è previsto anche l'interrogatorio di Corona.
Piano casa, ok dalla Camera alla fiducia: al via in aula l'esame degli ordini del giorno
L’aula della Camera ha approvato con 168 voti favorevoli su 262 la questione di fiducia posta dal governo sul decreto legge Piano casa. Si procede ora all’esame degli ordini del giorno e del provvedimento in vista dell’approvazione finale del testo, prevista tra stasera e domani mattina. Il testo passerà poi al Senato. Il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 6 luglio.
Inno di Mameli in Costituzione, Patto per il nord contrario: "La nostra terra mai 'schiava di Roma'"
La definiscono una "provocazione inaccettabile" perché "la nostra terra, il Nord, non è e non sarà mai ‘schiava di Roma' e i nostri bimbi non si ‘chiaman balilla'". A dirlo è il movimento Patto per il Nord in riferimento alla proposta della senatrice di Fratelli d'Italia, Donatella Campione, di inserire l'Inno di Mameli all'interno dell'articolo 12 della Costituzione.
"Siamo a fine legislatura, di federalismo non si è neppure mai accennato, i dati Istat, Caritas e Svimez sentenziano che il Nord cresce di meno del Sud e si impoverisce di più rispetto alla media nazionale", scrivono gli esponenti del movimento in una nota. "Molti dimenticano, o non sanno – aggiungono – che nell'inno di Mameli non è citata solo Roma, ma anche Legnano e Legnano siamo noi, è il Nord che sconfisse Federico Barbarossa che voleva egemonizzazione l'Italia settentrionale".
"L'Italia non è solo Roma, ma è anche il Nord e non riconoscerlo è uno sfregio ai nostri territori e alla nostra gente: noi non lo consentiremo", promette il movimento.
Inno di Mameli, Fratelli d'Italia lo vuole nella Costituzione: "Simboli sono sostanza, non forma"
La senatrice di Fratelli d’Italia, Donatella Campione, ha presentato una proposta di legge per inserire l'Inno di Mameli nella Costituzione italiana. Il testo è in discussione in commissione Affari costituzionali ed è stato illustrato nel corso di un convegno stamattina a palazzo Madama. L'obiettivo è modificare l’articolo 12 della Costituzione "per conferire rango costituzionale all’Inno d’Italia e proteggerlo". Il comma, spiega la senatrice, "già disciplina la bandiera italiana, perché i simboli non sono forma ma sostanza: gli italiani si riconoscono in essi e vengono in essi riconosciuti nel mondo".
Ad oggi l’Inno è regolato da una norma ordinaria, la legge numero 181 del 4 dicembre 2017. Secondo Campione, "inserirlo in Costituzione lo tutela da eventuali modifiche e mutamenti; una garanzia per la sua diffusione alle prossime generazioni". Da quanto fa sapere la senatrice, il disegno di legge è stato sottoscritto da tutta la maggioranza e una parte dell’opposizione, "ma auspichiamo nella condivisione di tutte le forze politiche”.
La lamentela di Vannacci: "A mia figlia a scuola non hanno ancora insegnato l'Inno di Mameli"
"Mia figlia sta facendo l'esame della terza media. Non le hanno ancora insegnato l'Inno d'Italia. Mia figlia non ha imparato l'inno d'Italia. Come si può pensare che nella scuola non si trasmettano valori fondamentali come la patria la cultura il popolo di cui l'inno è la parte più importante?". Lo ha detto il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci durante un convegno sulla scuola a palazzo San Macuto.
Boccia: "Pd-M5s-Avs blocco politico aperto ad alleanze"
Partito democratico, Movimento 5 stelle e l'Alleanza verdi e sinistra "rappresentano un blocco politico e assolutamente aperto alle alleanze", parola di Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato. Nella lunga chiacchierata con l'Adnkronos, nel nuovo formato AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario, il ‘quasi' braccio destro della segretaria dem traccia una linea sulle polemiche degli ultimi giorni dopo la foto dei quattro leader del campo progressista, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, a tavola, in un ristorante nel centro di Roma (senza Matteo Renzi).
Ma non manca neanche di dare una stoccata al governo per l'atteggiamento nei confronti di Donald Trump e su come sta trattando le istituzioni, in particolare la commissione Covid, e su cosa potrebbe essere il centrodestra se dovesse accogliere Roberto Vannacci. "Quel blocco lì – dice l'ex ministro – è quello che ha iniziato sin dall'inizio della legislatura a cooperare, ma noi siamo sicuri che un centrosinistra largo, che ha dentro i movimenti liberali democratici, che si rivedono nel centrosinistra e quindi tutti coloro che si ritengono alternativi a questa destra, sono benvenuti e saranno benvenuti". Insomma, nessun problema con chi da quell'istantanea è stato escluso, anzi. I vari Matteo Renzi, Alessandro Onorato, Ernesto Maria Ruffini, anche Vincenzo Spadafora "hanno un obiettivo comune: far finire presto questa esperienza disastrosa del governo Meloni, e io sono sicuro che insieme potranno costruire un riferimento per gli elettori italiani", tanto che, mette ancora agli atti Boccia, "auspico un'azione comune di tutti quanti".
Dopo tutto, nelle mozioni, risoluzioni, nei voti, anche dell'ultima legge di bilancio, le opposizioni, compresa Italia viva, lavorano già insieme, e continueranno a farlo. Persino sulla politica estera, su cui è pronto a scommettere "che il centrosinistra sarà compatto". In fondo, un conto è stare all'opposizione, un altro è governare. E allora si farà quadrato, dice ancora Boccia, perché "io non penso che il governo e la maggioranza di destra siano messi in condizioni migliori" in politica estera rispetto al campo largo, "anzi", e poi, appunto, "la politica estera di solito la fa il governo di turno", e quando sarà il loro, l'unità di intenti si troverà. Cosa che, invece, sembra più difficile nel centrodestra, specie ora che è arrivato come un fulmine a ciel sereno Vannacci. Se il generale dovesse entrare a far parte della coalizione, spiega l'ex ministro del Pd, "significherebbe la morte di Forza Italia perché non ci sarebbe più un Partito popolare". A prendere una decisione, secondo Boccia, deve essere Fratelli d'Italia, che "deve scegliere da che parte della Costituzione stare, se dentro o fuori, e penso che questa scelta Vannacci gliela imponga senza giri di parole".
Futuro Nazionale irrompe al Rovigo Pride: "Siete da centro di recupero" e bandiere tricolore
Rovigo sabato 20 giugno ha ospitato per la prima volta un Pride, la manifestazione per i diritti Lgbt+, nonostante la contrarietà della sindaca di centrodestra, Valeria Cittadin. La prima cittadina aveva definito il Pride "una carnevalata inutile" poiché "gli omosessuali hanno gli stessi diritti, come i doveri, degli eterosessuali". Alcuni sostenitori di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, hanno deciso di irrompere nel corteo con una contro manifestazione a supporto della sindaca e in difesa della bandiera italiana.
Nel gruppo dei vannacciani anche due ragazze che portavano con loro due cartelli con scritto "Siete da centro di recupero" e "Svegliatevi! Valeria sindaco numero 1!", insieme a una bandiera tricolore. Secondo quanto spiega a Fanpage.it una rappresentante di Famiglie arcobaleno, Daniela Ghiotto, il loro scopo era "intimidire noi partecipanti e provocarci".
La prima cittadina all'indomani del Pride ha condiviso sui suoi social una foto delle due ragazze, cercando però di cancellare, con l'uso dell'intelligenza artificiale, la frase denigratoria verso i partecipanti alla manifestazione. Secondo Cittadin le due ragazze erano lì per "testimoniare i valori della nostra Nazione".
Nucleare, Pichetto Fratin: "Non possiamo riempirci di pannelli fotovoltaici e pale eoliche"
"Non possiamo riempirci di pannelli fotovoltaici e di pale eoliche", lo ha detto il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'evento "Il contesto mondiale e il ruolo di Saras per la sicurezza energetica del Paese e della Sardegna", in corso a Cagliari, indicando il nucleare come una delle fonti da prendere in considerazione nel percorso di decarbonizzazione del Paese.
Pichetto Fratin ha ricordato che la crescente elettrificazione del sistema produttivo, l'efficientamento degli edifici e lo sviluppo dei data center faranno aumentare in modo significativo il fabbisogno elettrico nazionale. "Gli analisti ci dicono che solo nei prossimi 10-15 anni avremo già circa 100 miliardi di kilowattora in più di domanda", ha spiegato. Un incremento che, secondo il ministro, "non è raggiungibile solo con le rinnovabili". "Dovendo decarbonizzare – ha concluso – dobbiamo prendere in considerazione una forma pulita di produzione di energia, che è la fonte nucleare".
Vannacci cita Marx sugli immigrati e aggiunge: "Porteremo gli italiani a raccogliere i pomodori"
"Questi immigrati hanno costituito quello che Marx definiva l'esercito industriale di riserva del padrone, togliendo i diritti ai lavoratori e facendoli lavorare per un salario non adeguato", queste le parole di Roberto Vannacci a margine di un evento sulla scuola alla Camera organizzato dal suo partito, Futuro Nazionale. Secondo l'ex generale, "rimandandoli a casa sbloccheremmo una situazione assurda e porteremmo gli italiani stessi, che raccoglievano fragole, olive e pomodori trenta o quaranta anni fa, probabilmente a rivolgersi anche a questi lavori".
"Porteremmo gli imprenditori a meccanizzare le aziende agricole – continua Vannacci – perché non avranno più un esercito di riserva industriale del padrone e sarà conveniente far raccogliere i prodotti a delle macchine, piuttosto che a delle persone che hanno tutto il diritto di restare a casa propria e di cercare di realizzarsi a casa propria".
Ora Meloni vuole fare la leader anti Trump: l'intervista di Fanpage all'analista Riccardo Alcaro
Ora Meloni cerca di stravolgere la narrazione: da ponte con gli Usa a leader anti Trump. Ma a che prezzo? Non ci sono precedenti nella storia delle relazioni tra Roma e Washington. Mai nessun leader aveva trasformato la politica estera in una scaramuccia social. Lo spiega a Fanpage.it, Riccardo Alcaro, analista geopolitico presso l'Istituto Affari Internazionali (IAI).
Caso Almastri, Zan (Pd): "Sentenza della Libia estrema dimostra incompetenza del governo Meloni"
"La condanna di Almasri certifica la figuraccia internazionale del governo Meloni", dure le parole dell'europarlamentare del Partito democratico, Alessandro Zan, dopo la condanna del generale libico per violazione dei diritti dei detenuti. "Se perfino la Libia ha riconosciuto le responsabilità del torturatore libico, perché l'Italia ha scelto di riportarlo a casa con un volo di Stato invece di consegnarlo alla giustizia?", questa la domanda di Zan al governo Meloni, "che aveva il dovere di consegnarlo alla Cpi, lo ha rimpatriato in Libia con i soldi degli italiani".
L'eurodeputato spiega che il governo italiano "per mesi ha fornito ricostruzioni fumose e versioni contraddittorie sulla vicenda, e Meloni ha attaccato i giudici, il tutto mentre il nostro Paese veniva deferito dalla Corte penale internazionale subendo un danno gravissimo di credibilità". "Una vicenda che dimostra l'estrema incompetenza, irresponsabilità e opacità del governo Meloni", conclude.
Piano casa, Futuro Nazionale di Vannacci vota contro il governo Meloni
Il deputato di Futuro Nazionale, Edoardo Ziello, ha comunicato, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal governo sul decreto legge Piano casa, che il gruppo alla Camera di Roberto Vannacci voterà contro.
Piano casa, in corso alla Camera le dichiarazioni di voto: alle 14 la votazione
Sono in corso nell'aula della Camera dei deputati le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia al decreto legge "Piano casa", posta venerdì dal governo Meloni. Dalle 14 è prevista la votazione per appello nominale.
Caso Almasri, Movimento 5 Stelle: "Con governo Meloni l'Italia si è trasformata in Stato canaglia"
"La condanna a 7 anni e 4 mesi del torturatore libico Almasri da parte del tribunale penale di Tripoli, per ‘aver violato i diritti dei detenuti', conferma che l'Italia, per gravissima responsabilità del governo Meloni, si è trasformata in uno Stato canaglia", lo affermano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato: Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
"Quello che non ha fatto il nostro Paese lo ha fatto la Libia che non è esattamente la culla del diritto penale – continuano i parlamentari pentastellati – Le sciocchezze diffuse a caldo dal centrodestra per provare a sfruttare la situazione e coprire i suoi enormi scheletri nell'armadio, susciterebbero ilarità e compassione se il tema non fosse drammaticamente serio".
I senatori e i deputati del Movimento 5 Stelle ricordano che "Almasri era una persona sottoposta a mandato di cattura della Corte Penale Internazionale, la massima espressione della giustizia a livello globale, e l'Italia aveva il dovere giuridico oltre che etico e politico di consegnarlo alla Cpi dopo averlo arrestato". I parlamentari puntano il dito contro la "scelta politica vergognosa compiuta dal governo italiano, un indecente atto di viltà con cui venne sottratto alla giustizia internazionale".
Il referente di Musk vuole Vannacci come mediatore Usa-Russia, l'ex generale: "Problemi non ne ho"
"Io mi propongo come ponte per tutte quelle iniziative che fanno gli interessi dell'Italia e degli italiani". L'ex generale Roberto Vannacci risponde così all'ipotesi di un suo possibile ruolo di mediazione tra gli Stati Uniti e la Russia di Putin, sollevata dai cronisti alla Camera a seguito di un endorsement di Andrea Stroppa, referente di Elon Musk in Italia. "Non conosco questo signore, mi fa piacere che abbia fatto questo endorsement", ha ammesso l'eurodeputato, precisando: "Io sono qua per fare gli interessi degli italiani con chiunque; problemi non ne ho né di schieramento, né con nomi o marchi".
"Noi dobbiamo riallacciare i rapporti diplomatici con tutte quelle realtà con le quali potremmo avere interessi convergenti", ha sottolineato Vannacci, secondo cui "essendo a capo di un movimento futurista devo essere avanti". "Dobbiamo basare la nostra politica estera su una realpolitik, guardando a di che cosa ha bisogno l'Italia e lasciando perdere legami personali, figure dogmatiche e posizioni ideologiche che ci porterebbero probabilmente a non fare gli interessi né degli italiani né dell'Italia", ha concluso.
Molteni (Lega): "Contro fondamentalismo islamico azzerare ricongiungimenti familiari"
Immigrazione e fondamentalismo islamico "sono due volti dello stesso problema e vanno arginati senza alcun tentennamento", secondo quando dichiarato da Nicola Molteni, sottosegretario al ministero dell'Interno, in un'intervista pubblicata su "Il Giornale".
Molteni fa sapere che "la Lega sta portando avanti una stretta ulteriore, concentrandosi sui ricongiungimenti familiari, che dobbiamo ridurre, azzerare, stoppare, e sui minori stranieri non accompagnati, perché sono il principale veicolo che genera baby gang e maranza, frutto di un'integrazione fallimentare causata dalla sinistra". "Quella stessa sinistra – continua il sottosegretario – che raccontava che con il barcone non sarebbero arrivati terroristi, per giustificare le loro politiche filo-immigrazioniste".
Molteni rivendica il lavoro della maggioranza sull'immigrazione: "Si parla tanto di remigrazione, ma in questi anni il governo ha rimpatriato 23 mila immigrati irregolari e pericolosi; i flussi sono in calo del 77 per cento rispetto al 2023, i rimpatri sono aumentati del 40 per cento negli ultimi anni, e gli ingressi irregolari dalla rotta balcanica sono scesi del 50 per cento".
Italia-Usa, Vannacci difende Meloni: "Trump ha offeso il Paese, non siamo succubi di nessuno"
"Meloni ha tutelato l'interesse nazionale perché il commento di Trump ha offeso l'Italia e il presidente del Consiglio, non tanto Meloni stessa", lo ha detto il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, arrivando a un convegno sulla scuola organizzato dal suo partito a palazzo San Macuto, a Roma. Secondo l'ex generale, "un risposta vibrante va nel senso dell'interesse della Nazione, noi non siamo succubi di nessuno, non ci inchiniamo a nessuno, ma questo non vuol dire che debbano continuare relazioni diplomatiche e commerciali con gli Stati Uniti".
"La politica estera si fa su base pragmatica non sulla base di dichiarazioni – precisa Vannacci – Ho criticato ampiamente l'indirizzo del presidente americano nei confronti del presidente del Consiglio, e non della persona in qualità di Giorgia Meloni, perché così facendo offende una nazione e la nostra nazione non è in svendita".
Il leader di Futuro Nazionale aggiunge poi: "Io ero d'accordo con le posizioni politiche del presidente Trump quando esaltava il Make America great again e il sovranismo, non quando si è trasformato a fare il gendarme del mondo e soprattutto quando si è implicato in un'attività bellica che ha comportato solamente dei ritorni negativi per l'Europa e per l'Italia". "Io sono sempre quello che dice noi dobbiamo fare gli interessi degli italiani", conclude.
Donzelli: "Con "Stabilicum" al voto in autunno 2027, con legge attuale in primavera"
Nell'opposizione "sono dilaniati da due tentazioni: fingere di criticare" la proposta di nuova legge elettorale "sperando di vincere oppure affossarla sognando governi tecnici", lo dice in un'intervista alla Libertà il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli. "Se fossi in Elly Schlein farei una riflessione: meglio augurarsi di prendere più voti per guidare l'Italia o ambire ad un pareggio per venire rottamata un minuto dopo?". Donzelli conferma che FdI presenterà un emendamento per le preferenze perché è giusto – argomenta – che su un tema del genere "si esprima tutta l'Aula". Cercando una maggioranza diversa? "Ciascun parlamentare valuterà cosa reputa più opportuno". Sui tempi del via libera alla nuova legge elettorale ribattezzata ‘Stabilicum' dal centrodestra, il meloniano si augura che entro l'estate arrivi almeno l'ok della Camera. Interpellato sulla data del voto, invece, ribatte che si voterà nel 2027: "La nuova legge elettorale permetterebbe una maggioranza solida, quindi anche in autunno. Quella attuale costringerebbe ad anticipare in primavera, per evitare di finire a ridosso della finanziaria".
Fratoianni: "Da Trump volgarità, ma Meloni lo ha sempre assecondato"
"A me pare che quella di Meloni sia una reazione molto nervosa. La capisco perché è un colpo alla narrazione a cui hanno fin qui lavorato, quella della pontiera con gli Usa. Ora rischia di crollare il rapporto con la rete Maga degli Steve Bannon, con i feudatari delle big tech, con le forze dell’ultradestra che magari in Italia cominciano a guardare un’altra parte. Le parole di Trump contro Meloni dimostrano volgarità ed arroganza ma non può pretendere solidarietà quando reagisce solo ora, finora ha assecondato il presidente Usa", lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un'intervista a La Stampa."E perfino accusare le opposizioni – prosegue il leader rossoverde – come nemici della Patria è ridicolo: l’idea che gli avversari politici siano nemici della Patria appartiene storicamente all’esperienze autoritarie. Ed proprio il contrario : Meloni con le sue scelte ha lavorato contro l’interesse nazionale come sul gas, si è legata all’internazionale nera di Bannon, quella rete che ha l’obiettivo strategico di far saltare per aria l’Europa"."E oggi – conclude Fratoianni – non c’è nulla di più contrario all’interesse nazionale che far saltare l’Europa, serve invece un’ Europa più forte e più protagonista".
Renzi: "Trump inaccettabile, ma lei lo elogiava e candidava a Nobel"
"La nuova stagione politica è iniziata con un litigio via social tra Trump e Meloni, cui è seguito – per ripicca – l'annullamento del forum economico di Miami cui doveva partecipare Tajani. Personalmente credo che la politica estera vada gestita senza atteggiamenti da asilo nido. Meloni ha davvero implorato Trump di fare una foto? Non lo so. Ma so per certo che ciò che fa Trump è inaccettabile nel metodo e nel merito. Dunque abbiamo dato piena solidarietà alle istituzioni italiane insultate dal capo della Casa Bianca", lo dichiara il leader di Iv Matteo Renzi nella sua e-news. "Ma – aggiunge – domandiamoci: perché la destra si accorge solo ora di chi è Trump? Quando Trump insultava gli Obama, Biden, Hillary Clinton, tutti gli altri leader europei, i nostri governanti andavano con il cappello in mano (anzi il cappellino MAGA in mano) alla Casa Bianca. Ora, all'improvviso, la Meloni si rende conto che Trump è un problema. Ma era lei o una sua sosia a candidarlo al Nobel per la pace fino a qualche settimana fa? Era lei o una sua sosia a elogiarlo dai palchi di tutte le piazze italiane in campagna elettorale? Era lei o una sua sosia a fare viaggi atlantici per una photo opportunity come accadde due volte all'inizio del 2025? Questo è un Paese che dimentica tutto. Noi no. Noi non accettiamo l'idea che la politica sia effimera e il dibattito duri lo spazio di un giorno. Noi non dimentichiamo. La collaborazione con gli Stati Uniti va preservata, sempre, e messa al riparo dai litigi da asilo che vedono protagonisti i leader pro tempore. Per questo sabato ho espresso all'ambasciatore americano Fertitta i sensi dell'amicizia mia personale e di tutta Italia Viva. Il 4 luglio ricorrono i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza: noi di Italia Viva – Casa Riformista organizzeremo un evento speciale perché i Presidenti passano, l'amicizia no".
Ghirra (Avs): "È record di incidenti stradali, Codice Salvini è un fallimento"
"Il ministro Salvini si nasconde, cerca sponde al Viminale ma la verità è che il suo Codice della strada, chiamato dalle associazioni ‘Codice delle stragi', è un fallimento. I dati tragici sulle vittime, purtroppo non smentiti nell'ultimo fine settimana, sono un record di cui deve rispondere. Il suo Codice ha punte di rigore ipocrita ( ne fanno le spese anche persone malate che fanno uso di cannabinoidi) ma non limita la velocità che è la causa principale delle morti né rafforzano i controlli. Salvini ha solo voluto distruggere la mobilità dolce, un toccasana per le nostre città, lo abbiamo sentito incensarsi per il suo Codice che però non ferma le stragi", lo dichiara Francesca Ghirra, capogruppo di Avs nella commissione Trasporti della Camera
Italia-Usa, il ministro Urso: "Nessuna ricaduta economica dallo scontro"
Le tensioni politiche tra il presidente Usa Donald Trump e la premier Giorgia Meloni non avranno conseguenze sui rapporti economici tra Italia e Stati Uniti. Ne è convinto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che in un'intervista a "Quotidiano Nazionale" sottolinea la forza del Made in Italy e la crescente competitività del sistema produttivo nazionale. "I consumatori americani amano il Made in Italy e non vogliono assolutamente rinunciarvi", afferma Urso, ricordando che nel 2025 l'export italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto del 7,2% e che ad aprile 2026 ha segnato un ulteriore +12,1% su base annua, la migliore performance tra i Paesi europei. Un risultato che ha consentito all'Italia di raggiungere il quarto posto a livello globale, superando Giappone e Corea del Sud. Il ministro evidenzia anche il rafforzamento delle relazioni industriali bilaterali, dalla farmaceutica all'aerospazio, citando la collaborazione con la Nasa nel programma Artemis e i nuovi investimenti americani nel Paese.
Tajani: "Alleati ma non sudditi, con gli Usa rapporto solido"
L'Italia è alleata degli Stati Uniti ma "non è suddita di nessuno" e il rapporto con Washington resta "solido", nonostante le tensioni degli ultimi giorni con il presidente Donald Trump. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un'intervista al "Corriere della Sera", dopo la decisione di annullare la partecipazione all'American Business Forum di Miami. "Bisogna abbassare i toni e lavorare. La politica estera non si fa con le offese e gli ultimi attacchi immotivati, a cui è stato sacrosanto rispondere", ha affermato Tajani, sottolineando che "essere alleati leali degli Usa, come siamo, non significa rinunciare alla nostra sovranità". Secondo il ministro, l'Italia decide "in base ai propri interessi, alla propria Costituzione e al proprio posizionamento internazionale", mentre il rapporto storico con gli Stati Uniti va gestito "con maturità". Tajani ha spiegato che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "ha difeso l'Italia e ha fatto bene" e ha aggiunto che farà capire agli interlocutori statunitensi che il Paese "va rispettato e ogni equivoco superato". Il ministro ha confermato che i contatti con il segretario di Stato Marco Rubio "non si sono mai interrotti" e che i due si vedranno al vertice Nato di Ankara. Tajani ha inoltre annunciato che partecipera' alle celebrazioni del 4 luglio a Villa Taverna, "a testa alta", per festeggiare l'indipendenza di "un grande Paese libero e democratico"
Trump: "Deluso non solo da Italia ma da tutti i leader Nato". Uscire dall'Alleanza? "Non so"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di "non essere deluso" solo dall'Italia e dalla premier Giorgia Meloni, ma anche "da tutti i leader della Nato". Lo ha detto a "Tgcom24" in una intervista rilasciata alla corrispondente Maria Luisa Rossi Hawkins. Interpellato su una possibile uscita degli Usa dall'Alleanza atlantica, il presidente ha risposto di non escluderlo. "Non so, ma ora non voglio parlare di questo", ha affermato, ribadendo che la Nato non ha avuto l'atteggiamento che lui si aspettava in relazione al conflitto contro l'Iran