Come prevedibile, per accelerare i tempi di approvazione della legge elettorale il governo ha richiesto la fiducia anche al Senato. Anzi, per la precisione, prima della discussione generale in Aula, sono state respinte per alzata di mano le questioni pregiudiziali poste da Si e M5S, la sospensiva presentata sempre da M5S e in seguito l'esecutivo ha annunciato l'intenzione di porre ben cinque questioni di fiducia, per gli articoli 1,2,3,4 e 6 del disegno di legge. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha inoltre dichiarato che sarà negato il ricorso al voto segreto, richiesto da M5S e Si. La decisione del governo sta scatenando accesissime polemiche politiche. Sinistra Italiana, Mdp e Movimento 5Stelle protestano e sostengono sia "gravissima" la decisione di porre la questione di fiducia anche al Senato, soprattutto in seguito alla bagarre scatenatasi poche settimane fa a Montecitorio.

"Vergogna", scrive su Twitter la senatrice di Si Alessia Petraglia. "In Senato chiesta la fiducia prima della discussione generale sulla legge elettorale. Gravissimo", scrive l'ex 5 Stelle, ora Mdp, Francesco Campanella. Solo poche ore fa Roberto Speranza, tra i fondatori di Mdp insieme a Bersani e D'Alema, aveva rivolto un appello al presidente del Consiglio Gentiloni, chiedendo di rinunciare alla fiducia al Senato: "Mi appello a Gentiloni: evitiamo un'ulteriore violenza al Parlamento italiano. L'occasione è quella di oggi, bisogna permettere al Senato di votare. Mi chiedo se la destra è forte e dobbiamo combatterla, perché poi si fa la legge con Forza Italia e Lega, favorendo la destra? Il Rosatellum divide la sinistra e rafforza la destra". Stando ai fatti, l'appello sembra essere caduto nel vuoto.

"Questo voto è la sintesi di tutta la legislatura. Chiude una stagione lunga di arroganza del potere: di fiducie, di canguri, di sedute lunghe nella notte. Non è mai stato possibile fare un dibattito parlamentare sulla legge elettorale. L'alleanza Renzi-Berlusconi c'è da tempo sulle grandi decisioni politiche", ha detto il segretario di Possibile Pippo Civati.

"Siccome noi votiamo contro questa fiducia come Mdp usciamo anche formalmente dalla maggioranza", ha dichiarato la presidente dei senatori Mdp, Cecilia Guerra al termine della conferenza dei capigruppo.

Nel corso della seduta in Aula, le opposizioni hanno duramente protestato. La capogruppo di Sinistra italiana, Loredana De Petris, al termine della seduta al Senato, ha occupato la sedia del presidente del Senato Pietro Grasso, in segno di protesta contro la scelta di porre la fiducia sulla legge elettorale. De Petris è stata circondata dagli assistenti parlamentari e dai questori Malan e De Poli.