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Le ragazze vittime dei social, più li usano e più salgono ansia e stress: il rapporto Istat

Entriamo in contatto con Internet già a 3 anni e ci accompagna durante tutta la giornata. Una presenza che, attraverso i social network, può essere accompagnata da ansia e insoddisfazione personale, soprattutto per le ragazze. Il Rapporto annuale Istat studia la pervasività di questo strumento nelle nostre vite.

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Passiamo sempre più tempo online, in media 3,53 ore al giorno, iniziamo da piccolissimi, già dai 3 anni, e gli orari di lavoro condizionano la nostra presenza in rete. Questi sono solo alcuni degli aspetti che emergono dalla 34esima edizione del Rapporto annuale 2026 elaborato dall'Istat nella sezione dedicata alla pervasività del digitale. Un aspetto delle nostre vite che, secondo l'istituto di ricerca, merita attenzione perché "è indispensabile per trovare un equilibrio tra i vantaggi della tecnologia e il sovraccarico informativo, la riduzione della concentrazione e il minore tempo dedicato alle attività offline".

Tra le categorie che il rapporto Istat osserva con più attenzione ci sono i giovani. Dire che passano tanto tempo online potrebbe risultare banale e proprio per questo nel rapporto si cerca di capire non solo quando i ragazzi usano Internet durante l'arco della giornata, ma anche perché. Un interrogativo che apre a delle riflessioni sulla salute mentale degli under 25, in particolare delle ragazze, che sembrano essere la categoria che vive peggio il rapporto con i social network. 

Quante ore occupa Internet nelle nostre vite

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Nell'era digitale si cresce accanto a Internet, un compagno che rimane una costante nelle nostre vite, seppur con tempi di utilizzo diversi in base all'età. L'esposizione ai dispositivi digitali per le nuove generazioni parte già da piccolissimi: Istat, infatti, registra un utilizzo già nella fascia 3-5 anni per attività ludiche, dove la media è di un'ora al giorno. Non tutti i bambini di quell'età usano Internet (il 37,2%), ma in questo ristretto gruppo il tempo di utilizzo arriva a 2 ore e 50 al giorno.

Crescendo d'età, cambia anche il numero di ore in cui rimaniamo connessi. Fino ai 24 anni più sale l'età, più si sta su Internet, ma il trend si inverte dopo i 25 anni. Infatti, i ragazzi tra i 15 e i 24 anni sono quelli che rimangono più tempo davanti allo schermo (5 ore e 47 minuti) ma, man man che l'età aumenta, il tempo scende, fino ad arrivare a 1 ora e 41 minuti per gli over 75.

Le ore che passiamo online sono determinate anche dal lavoro

Non solo quante, ma anche quali ore. Siamo connessi online già dalle primissime ore del mattino, tra le 4 e le 8, ma la vera impennata di utilizzo arriva intorno alle 10, quando circa il 28 per cento degli utenti è connesso. La curva si inverte dopo le 16, quando l'utilizzo inizia a calare, e si rialza dopo le 20.30, fino a toccare la punta massima di accessi online alle 21.30. Un'andamento che, spiega Istat, dimostra la pervasività della tecnologia nella vita quotidiana. Dai dati, infatti, risulta evidente "l’incidenza dell’attività lavorativa, anche nella diminuzione registrata in corrispondenza della pausa pranzo e della chiusura della giornata lavorativa". Il boom di connessioni serali, invece, è trainato dalle attività ricreative e dall'utilizzo da parte dei giovani.

Il legame tra tempo online e occupazione è chiaro se si guarda ai numeri: sebbene l'andamento della curva negli orari centrali della giornata sia simile tra occupati e non occupati, tra chi naviga in rete circa 2 utenti su 3 hanno un impiego o studiano. È interessante notare poi che, per chi lavora o studia, il picco di utilizzo avviene intorno alle 10 del mattino, mentre, per chi è inoccupato, avviene alle 22.

Gli orari serali e notturni sono i preferiti anche per i giovanissimi. Chi ha tra i 15 e i 19 anni, e quindi è in piena età scolastica, utilizza poco internet di mattina (20%) e si connette molto più nel tardo pomeriggio (40%), con picchi serali che vedono impegnati la metà dei ragazzi. Anche alle 23 un ragazzo su quattro si trova ancora a navigare su Internet.

Il rapporto con i social network: luogo d'incontro e di solitudine

Come spiega Istat, i social media sono "uno degli ambienti principali in cui si sviluppano e si consolidano le relazioni interpersonali online". I social network sono entrati a pieno regime nella nostra vita, tanto che, nel 2024, quasi l'82% degli utenti di Internet ha fatto accesso su una piattaforma social tutti i giorni. Anche in questo caso, le persone con un titolo di studio più alto li usano di più. Non ci sono invece grandi differenze di utilizzo tra uomini e donne.

Abbiamo detto che i social network sono lo spazio delle relazioni online – d'altronde siti come Facebook sono nati proprio con questo scopo – peccato che, precisa sempre l'istituto di statistica, "la loro diffusione" abbia "effetti ambivalenti sulla coesione sociale, favorendo da un lato nuove forme di connessione e partecipazione e accentuando dall’altro le divisioni, le polarizzazioni e le dinamiche di esclusione". Così emergono i segnali di un “uso problematico” dei social. Nel 2024 il 13,6% degli utenti sopra gli 11 anni ha avuto la sensazione di avere bisogno di usare i social di più, con valori superiori tra le femmine rispetto ai maschi (14,8% contro 12,4%). Un bisogno che si acuisce tra le ragazze dai 15 e ai 17 anni (23,8%). In particolare, tante giovani ragazze ricorrono ai social per "dimenticare i problemi personali": il 16,1% delle femmine tra i 15 e i 24 anni, più del doppio rispetto ai coetanei maschi.

Uscire da questo rapporto con le piattaforme non è facile, in particolare per i giovanissimi, dove sono nuovamente le ragazze ad avere più difficoltà nell'allontanarsi dalle piattaforme (6,3% delle 15-17enni contro il 4,5% dei maschi in quell'età). C'è anche chi prova ansia o agitazione all'idea di rimanere sconnesso (4,5% nella fascia 15-17) e chi ritiene che Internet interferisca con le attività di studio o lavoro (5,2% tra i 18 e i 24 anni). Questi comportamenti sono accomunati da un dato: le più colpite sono le ragazze sotto i 25 anni e la situazione migliora solo al crescere dell'età.

Sembrerebbe esserci una correlazione tra l'intensità dell'utilizzo di Internet e lo sviluppo di comportamenti disfunzionali. Il fenomeno è trasversale a tutte le fasce d'età, ma è più intenso tra gli under 25. "Un uso molto frequente dei social è associato, tra gli adolescenti, a livelli più elevati di ansia, stress e insoddisfazione personale", ricorda Istat, che però precisa che "la relazione tra l’uso dei social e il benessere psicologico non è chiaramente identificabile: da un lato, potrebbero essere i ragazzi più fragili a usarli maggiormente; dall’altro, potrebbe essere proprio l’uso dei social a contribuire a un peggioramento del benessere emotivo".

Benessere psicologico

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Il legame tra i social network e la salute mentale, come sottolinea l'istituto di ricerca, non può essere ridotto a un rapporto di causa-effetto, ma analizzare come entrano in correlazione "è essenziale per investire nell’educazione digitale, favorendo un uso dei social più responsabile, consapevole dei rischi e meno influente sul benessere dei giovani". In particolare delle giovani ragazze, dal momento che sono il gruppo in cui l’uso frequente dei social è più associato a uno scarso benessere psicologico.

Le giovani tra i 14 e i 19 anni che usano i social frequentemente hanno un indice di benessere psicologico pari a 66,8. Chi li usa poco o non li usa affatto, invece, ha un indice di 75,5. Un divario molto più ampio rispetto a quello registrato nei coetanei maschi, che è di soli 2 punti, e a quello delle ragazze più grandi (20-24 anni). Le ragazze che usano i social più volte alla settimana dicono più spesso di sentirsi tristi, agitate o giù di morale, sia rispetto alle coetanee che usano meno le piattaforme che rispetto ai coetanei maschi con la stessa presenza online. Secondo l'Istat, queste differenze mostrano "una specifica vulnerabilità".

Stiamo online per parlare con i nostri amici

Se siamo sempre più connessi durante l'arco della giornata, spesso lo facciamo per parlare con qualcuno che si trova dall'altra parte dello schermo. Più di una persona su quattro sopra i 14 anni, infatti, dichiara a Istat di incontrare i propri amici su Internet. Di questi, alcuni lo fanno quotidianamente (5,9%), altri una volta a settimana (9,3%), ma per la maggior parte è un'occasione sporadica (12,6%). Anche in questo caso i più esposti al fenomeno sono gli under 25, in particolare i maschi. Le differenze di genere, infatti, sono più marcate nei ragazzi tra i 14 e i 17 anni che si incontrano molto più online rispetto alle loro coetanee (58% ragazzi contro il 50,9% delle ragazze).

Un altro divario digitale è segnato dal livello di istruzione: le persone con un titolo di studio elevato si incontrano molto di più online rispetto a chi ha solo un titolo ottenuto alla scuola dell'obbligo (35,2% contro il 19%). Questa differenza si acuisce tra gli over 65, dove il 75% delle persone con un titolo di studio alto si incontra online contro il 25% di chi ha un titolo più basso.

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