Passare da una convivenza momentanea a un matrimonio. È questa, metaforicamente, la proposta lanciata dal segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, al Movimento 5 Stelle, suo alleato di governo. Zingaretti parla durante la registrazione della puntata di Otto e mezzo che andrà in onda questa sera e afferma: “Pd e M5s, assieme ai partiti che sostengono il governo, hanno un potenziale che va intorno al 47/48%. Insieme rappresentano oltre il 40% dell’elettorato. Vogliamo provare a farla diventare un'alleanza? Io dico sì. Altrimenti torna Salvini”. Un'intesa che potrebbe allargarsi anche a Italia Viva di Matteo Renzi: “Sostiene il governo, quindi per me sì. Poi chiedetelo a lui, io non ho nessuna preclusione”.

Di Maio sull’alleanza con il Pd è più cauto e chiede prima di vedere cosa succederà alle elezioni regionali in Umbria: “Ha ragione – replica Zingaretti –. Io sono molto d'accordo con questo metodo. È una straordinaria novità. Io dico che non c'è oggi un'alleanza così detta. C'è una missione che io a questo punto ho chiara: vedere con la concretezza e i risultati di questo Governo e il lavoro politico di costruire un nuovo centrosinistra”. Proprio su Di Maio, il segretario dem aggiunge: “Non ci siamo visti spesso, ma le volte che ci siamo visti sono stati sempre incontri utili”.

Zingaretti blinda Bonaccini alle regionali in Emilia Romagna

L’alleanza proposta da Zingaretti non può però mettere in discussione alcune certezze, a partire dalla candidatura alla presidenza della Regione Emilia Romagna del governatore uscente Stefano Bonaccini. L’idea di trovare un altro candidato se al M5s non andasse bene Bonaccini non è percorribile: “Non sono d'accordo. In Emilia Romagna c'è un bravissimo presidente e un buonissimo bilancio di quell'amministrazione”. E se il Pd dovesse perdere in Emilia, Conte dovrebbe dimettersi? “Io penso di no”, risponde il segretario dem.

Manovra, Zingaretti dice sì al carcere per i grandi evasori

Zingaretti parla anche della legge di Bilancio e si dice d’accordo con l’ipotesi di prevedere il carcere per gli evasori: “Sono d’accordo se sarà dentro una strategia che mette in campo anche altre misure. Questa sera è stato deciso che questa parte sarà tolta dalla riforma e questa discussione si farà in un provvedimento ad hoc sulla lotta all'evasione”. La priorità per il Pd, comunque, è quella di ridurre il cuneo fiscale per i redditi medio-bassi: “2,5 miliardi, poi 5 miliardi e se ce la facciamo il terzo anno di più. I sindacati dicono che è poco? Fanno bene, il ministro Gualtieri non può fare altro che ascoltarli”.