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La foto del pentito del clan Senese con Meloni e i suoi strani rapporti con FdI: la premier attacca la stampa

Gioacchino Amico, ex referente del clan Senese in Lombardia, oggi collaboratore di giustizia nel caso Hydra, nel 2018 sosteneva di avere importanti contatti dentro Fratelli d’Italia. A un evento elettorale del 2019 si scattò un selfie con Giorgia Meloni: quella foto ha fatto arrabbiare la premier, che ha attaccato i giornali che l’hanno pubblicata.
A cura di Luca Pons
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Si torna a parlare di clan Senese e di Fratelli d'Italia. Ma la vicenda non è quella dell'ex sottosegretario Delmastro, che nel 2024 aprì un ristorante con la figlia di un prestanome del clan camorristico romano (il locale oggi è al centro di un'inchiesta per riciclaggio in cui Delmastro non è indagato). No, si parla di fatti precedenti e di un nome ben più pesante di quello dell'imprenditore Mauro Caroccia: quello di Gioacchino Amico, boss camorrista e oggi collaboratore di giustizia nell'ambito del processo Hydra a Milano. Si parla di una foto che Amico scattò con Giorgia Meloni nel 2019, e più in generale dei suoi legami con Fratelli d'Italia.

Uno scatto che ha fatto arrabbiare parecchio la presidente del Consiglio. Sui social ha risposto, oggi, attaccando la "‘redazione unica', composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report" per averla pubblicata.

Che il clan senese e il "sistema mafioso lombardo" avessero un'interesse per i politici di destra è noto. Lo ha ricostruito Fanpage.it sulla base delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, tra cui lo stesso Amico. Le sue dichiarazioni agli inquirenti sono state in grandissima parte oscurate – cosa che potrebbe anche segnalare l'inizio di una nuova inchiesta. Ciò che è certo è che intrattenesse rapporti con diversi partiti.

Le porte aperte del Parlamento per l'ex boss di camorra

A Report, un ex parlamentare ha raccontato che Amico gli avrebbe detto di avere "agganci importanti dentro Fratelli d'Italia". Tanto che, nel 2018, lo avrebbe portato a un incontro alla Camera, negli uffici di FdI, con il deputato Giovanni Donzelli. Oggi Donzelli nega, affermando: "Non avrei avuto motivo di incontrarlo, considerato il mio ruolo nel partito in quel momento. Credo che l'incontro, per le modalità in cui me lo riferisce, non ci sia mai stato".

Ma il racconto di quel presunto incontro porterebbe alla luce anche un altro dettaglio, per nulla secondario. Stando al racconto dell'ex parlamentare, Amico sarebbe entrato alla Camera senza alcun controllo, "come con un tesserino o un accredito speciale". Lo stesso ex camorrista avrebbe detto agli inquirenti di aver avuto modo di entrare in Parlamento a suo piacimento. Non è chiaro, però, chi glielo abbia permesso.

Il tema tornerebbe anche in più di un'intercettazione. Amico avrebbe parlato di "aprire le porte di Montecitorio" con Alice Murgia, assistente della deputata di Fratelli d'Italia Paola Frassinetti, oggi sottosegretaria all'Istruzione. Murgia avrebbe risposto: "Quelle te le apro io, stai sereno". Amico avrebbe parlato anche, in conversazione con altri esponenti mafiosi, di un incontro a cena con la stessa Frassinetti per discutere degli appalti legati alla sanità. La sottosegretaria ha smentito: "Questa persona voleva visitare la Camera, quindi ci ha contattato. Non sapevo chi fosse, l'ho visto per dieci minuti, per me era uno sconosciuto".

Su questo, i canali ufficiali della Camera hanno fatto sapere che "non è mai stato rilasciato alcun tesserino permanente intestato al soggetto citato dalle fonti di stampa". Non è chiaro se l'affermazione riguardi anche tesserini non permanenti.

Il selfie di Amico con Meloni e l'evento con Carlo Fidanza

E qui si arriva alla foto con Meloni. Lo scatto risale al 2 febbraio 2019. Quel giorno Fratelli d'Italia si presentava a Milano, all'hotel Marriott, per un evento elettorale di grande peso in vista delle elezioni europee. Erano presenti tutti i pesi massimi del partito, tra di loro Ignazio La Russa, Daniela Santanchè, Guido Crosetto, Raffaele Fitto. E naturalmente Giorgia Meloni, che svolse l'intervento conclusivo.

In quel momento Amico non era indagato per mafia, ma alle spalle aveva già una condanna definitiva per ricettazione, ed era stato arrestato per truffa e associazione a delinquere. Tuttavia, partecipava all'evento. E alla fine del discorso di Meloni chiese un selfie alla leader del partito. La foto è stata scovata e diffusa dalla trasmissione d'inchiesta di Rai 3. A quanto risulta, il camorrista avrebbe usato quell'immagine per accreditarsi con altri interlocutori, per mostrare quanto fosse vicino a FdI.

Peraltro, solo due settimane dopo, Amico avrebbe portato l'europarlamentare meloniano Carlo Fidanza al congresso di Grande Nord, la forza politica nata in opposizione alla Lega di Matteo Salvini per preservare la linea della Lega Nord bossiana.

"Un nostro iscritto di Milano ci presentò Gioacchino Amico come un referente di Fratelli d'Italia, in grado di raggiungere i vertici e di portarci qualcuno di significativo al congresso", ha raccontato Monica Rizzi, tra i fondatori di Grande Nord. Amico avrebbe quindi promesso di portare proprio Fidanza. E, parlando dal palco (era anche lui ospite in quanto imprenditore milanese), avrebbe poi salutato e ringraziato l'eurodeputato.

La risposta di Meloni è attaccare i giornali: "Squallidi attacchi di gente in malafede"

Poche ore dopo la pubblicazione della foto sui giornali è arrivata la risposta di Giorgia Meloni. Sui social, la presidente del Consiglio ha attaccato la "‘redazione unica', composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report", che "mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi". Tesi che questo articolo non sostiene.

"Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni", ha proseguito.

"In decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze", ha attaccato ancora Meloni. "Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento".

Vale la pena di sottolineare che la foto mostra più che altro che Amico si trovasse a un evento di rilievo di FdI, mentre altri documenti sollevano domande sui suoi rapporti con più di un esponente politico, anche del partito di Meloni. La premier però ha preferito attaccare: "Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica. Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede".

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