La fase due è arrivata anche per i parchi e i giardini pubblici. Dal 4 maggio la ripartenza graduale riguarda anche i parchi, finora chiusi a causa dell’emergenza Coronavirus. L’obiettivo è duplice: da una parte far ritrovare ai più piccoli spazi per giocare, dall’altra permettere anche ai più grandi di fare attività motoria nei giardini e non solo nelle vicinanze della propria abitazione. La riapertura dei parchi avviene però con regole ferree da seguire. Vediamo cosa è permesso e cosa no.

La riapertura dei parchi per i bambini

Dal 4 maggio, quindi, riaprono i cancelli di parchi e giardini, finora chiusi. Una novità che riguarderà soprattutto i bambini, che possono approfittare del verde cittadino per una passeggiata e per un po’ di gioco all’aperto, ovviamente accompagnati dai genitori. Un modo per permettere ai più piccoli – chiusi in casa con le scuole che probabilmente non riapriranno prima di settembre – di uscire ogni tanto di casa. Non sono permessi i giochi collettivi, insieme ad altri bambini, ma solo individuali.

Fase due, nei parchi anche i runner

La riapertura dei parchi riguarda anche gli adulti, a partire dai runner. Per loro c'è la possibilità di fare jogging e passeggiate anche a maggiore distanza dalla propria abitazione, accadendo ai giardini pubblici. La prima regola da rispettare, comunque, è quella del distanziamento sociale. Il che vuol dire anche che l’attività sportiva si dovrà svolgere in solitudine, senza altre persone. Nella fase 2 è possibile anche fare una passeggiata con il proprio animale domestico. Rimangono, però, le indicazioni riguardanti l’utilizzo delle mascherine, da indossare sempre, così come sul distanziamento sociale.

La limitazione degli assembramenti in parchi, giardini e ville

Come specifica la Faq diramata dal Governo in merito ai chiarimenti sul decreto per la Fase 2, l'attività motoria e sportiva all'interno dei parchi deve sottostare alle norme sul distanziamento sociale per evitare gli assembramenti incontrollati. Ciò implica che è necessario mantenere un metro di distanza dagli altri quando si pratica attività motoria, e due metri di distanza in caso di attività sportiva.

Le possibili limitazioni di Regioni e Comuni

Come per tutte le norme previste dal nuovo decreto, viene fatta salva per gli enti locali la possibilità di adottare misure più restrittive in relazione alla situazione dei singoli territori. Ciò si applica anche alla norma che regolamenta l'apertura dei parchi: qualora vi siano casi che richiedano di applicare una restrizione, i Sindaci dei Comuni e i Governatori delle Regioni potranno decidere di chiudere parchi, giardini e ville.