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La Camera dei Deputati ha respinto la mozione del Movimento 5 Stelle, avente come primo firmatario il deputato Emanuele Cozzolino, che intendeva sospendere il pagamento della rata relativa all'anno 2013 del finanziamento pubblico ai partiti "nelle more dell'approvazione della nuova legge di riforma del vigente sistema di finanziamento pubblico ai partiti". Stando a quanto sostenuto dal Movimento 5 Stelle, che ha già annunciato la volontà di restituire in ogni caso l'importo spettante (calcolato, con una certa approssimazione, in circa 42 milioni di euro), infatti non è ammissibile che i partiti continuino ad incassare la rata 2013, proprio mentre è ancora in corso l'iter della riforma della normativa relativa al finanziamento pubblico ai partiti. Secondo i parlamentari grillini, dunque, continuare ad utilizzare il denaro pubblico secondo le "vecchie modalità", "contribuirebbe in maniera determinante ad aumentare il sentimento di sfiducia e, in alcuni casi, di ostilità nutrito da molti cittadini nei confronti di istituzioni quali il Parlamento e il Governo" e allo stesso tempo "a rendere meno credibile la legge di riforma che eventualmente il Parlamento approverà. È notorio da tempo, infatti, che uno dei principali motivi di sfiducia nei confronti della politica è costituito proprio dal finanziamento pubblico del quale i partiti politici sono stati destinatari in questi anni, un volume di denaro di portata talmente ampia che i cittadini, anche alla luce sia della grave crisi economica che attanaglia il Paese dal 2008, sia di clamorosi scandali che hanno coinvolto importanti formazioni politiche, hanno più volte dimostrato di ritenere non più accettabile".

Ricordiamo che la riforma, fortemente voluta dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, prevede in effetti una sorta di rimodulazione del finanziamento ai partiti, che sarà poi affidato alle donazioni volontarie dei cittadini (con un modello simile a quello del 5 x mille), mentre lo Stato fornirà agevolazioni per quanto riguarda spazi, strutture ed utenze. Una deliberazione che ha provocato polemiche da "fronti contrapposti" e che ha riportato in auge il dibattito sulla centralità e sul ruolo della politica. In tal senso, la maggioranza ha sostenuto e votato una mozione che si inserisce proprio nel solco del progetto del Governo.