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La bufala dello smalto sulle mani di Josefa, Open Arms: “È stato messo dalle volontarie”

In rete gli ‘haters’ hanno attaccato i volontari di Open Arms, accusandoli di aver messo in piedi una montatura: la donna salvata dall’ong lo scorso 17 luglio non sarebbe realmente una naufraga. La prova che l’intera vicenda sia stata solo una fake news inventata per screditare il governo italiano e la Guardia costiera libica, sarebbe la presenza dello smalto sulle mani della donna, assente in uno scatto immediatamente successivo al salvataggio.
A cura di Annalisa Cangemi
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La donna salvata da Open Arms, Josefa, si trova adesso al sicuro in Spagna. Ma nemmeno lì è protetta dalle calunnie degli haters, e dei dietrologi a tutti i costi: per alcuni utenti sui social network, la vicenda dei due cadaveri recuperati nel Mediterraneo, insieme alla donna originaria del Camerun, miracolosamente recuperata dalle onde dopo due giorni, tra i resti di un gommone, sarebbe tutta una montatura. L'omissione di soccorso, per cui l'organizzazione umanitaria ha denunciato la Marina militare libica, sarebbe solo una fake news. La prova di questa oscura trama ordita ai danni della Guardia costiera libica da parte dell'ong spagnola sarebbe un dettaglio notato in una foto che ritrae Josefa a bordo di Open Arms: lo smalto sulle unghie.

La bufala, rilanciata dagli utenti a sostegno del Viminale e di Matteo Salvini, è diventata virale. È stata una giornalista de "Il Primato nazionale" ad aver notato per prima alcuni particolari. La redattrice ha sollevato con un post alcuni dubbi sul naufragio dello scorso 17 luglio: innanzi tutto, secondo la giornalista, la donna, subito dopo essere stata salvata, non presentava sulla pelle delle mani segni di permanenza in acqua. Poi ci sarebbe la questione della temperatura dell'acqua: troppo fredda per permettere a un essere umano di resistere per più di qualche ora.

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E infine la questione dello smalto, assente negli scatti immediatamente successivi al recupero. Ma i volontari di Open Arms hanno già fatto sapere che appunto la manicure è stata solo un mezzo per tranquillizzare la migrante traumatizzata, e poter così stabilire un contatto con lei. L'intervento psicologico era mirato a mettere la donna in condizioni di testimoniare quanto accaduto. La correlazione tra la cura estetica delle mani e "i protocolli medici" (quali?) citati dalla giornalista, utilizzati per i casi di ipotermia e che sarebbero stati in questo caso disattesi, è priva di fondamenti scientifici: nel corso delle ore a bordo della nave Josefa si è ripresa, e i sintomi sono scomparsi. Qual è dunque il nesso logico tra le cure prestate alla migrante e l'applicazione dello smalto sulle unghie?

Dopo aver passato la prima notte in Spagna in ospedale per accertamenti, Josefa potrebbe essere trasferita nel convento di Son Rapinya, quartiere della città di Palma di Maiorca, dove sono ospitati anche i rifugiati che erano a bordo della nave Aquarius, attraccata un mese fa a Valencia dopo che il governo italiano le ha impedito di sbarcare. La donna, di 40 anni, riceverà adesso un trattamento da rifugiata: è fuggita dal suo Paese per scappare da un marito violento, che la picchiava perché non poteva avere figli. Ora ha fatto sapere di voler denunciare la Libia per aver abbandonato l'imbarcazione, lasciando in mare i naufraghi che non volevano essere riportati indietro e opponevano resistenza.

"Lo smalto sulle mani di Josefa è stato messo da alcune volontarie a bordo della Open Arms, nei giorni dopo il salvataggio, per aiutare Josefa a rilassarsi, distrarsi e provare a dimenticare per qualche istante il dramma vissuto, raccontando quanto le era successo", ha detto al Corriere della Sera Veronica Alfonsi, dell'Ufficio stampa italiano di Open Arms. Un semplice gesto di umanità, che però ha scatenato l'ira degli utenti sui social network. Ha replicato anche la giornalista di Internazionale Annalisa Camilli, che in un tweet ha scritto: "Josefa ha le unghie laccate perché nei quattro giorni di navigazione per raggiungere la Spagna le volontarie di Open Arms le hanno messo lo smalto per distrarla e farla parlare. Non aveva smalto quando è stata soccorsa. Serve dirlo?"

Ma questo non è bastato a placare gli ‘odiatori in rete': "Notare per bene: Josefa, la donna che Open Arms afferma di aver salvato. è bella cicciottella. Non mi sembra proprio una che abbia sofferto la fame. E poi notare le unghie smaltate e il braccialetto: una che scappa dalla fame o dalla guerra ha mani curate e unghie smaltate?", è il contenuto di un tweet. "A parte lo smalto, la pelle di Josefa non corrisponde affatto alla pelle di una che è stata in acqua 48 h (ma neanche 4!) Debunking failed". E ancora: "Josefa miglior attrice non protagonista…"; "Josefa scappa dalla guerra, ma si è pitturata le unghie. Inoltre le mani non hanno l'aspetto spugnoso, tipico di quelle mani che restano in acqua per ore. Scusate, ma io non ci credo al 100%".

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