Italiani più preoccupati dalla fuga di cervelli che dagli immigrati: lo rivela uno studio

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Nonostante l’immigrazione sia protagonista del dibattito politico in Italia, un sondaggio dell’European Council on Foreign Relations rivela che 2 italiani su 3 sono più preoccupati per la fuga dei cervelli dal nostro Paese. I giovani che lasciano l’Italia rappresenterebbero, secondo l’indagine, una minaccia maggiore rispetto ai flussi di migranti che arrivano nel nostro Paese.

Nonostante il governo firmato Lega e Movimento Cinque Stelle sia in prima linea nel sostenere politiche di contrasto all'immigrazione, un sondaggio dell'European Council on Foreign Relations (ECFR) rivela che a preoccupare gli elettori italiani sia un altro tipo di flusso migratorio, ossia quello che porta oltre i confini i propri connazionali. L'indagine, condotta per il think tank pan-europeo da YouGov, si è svolta tra gennaio e febbraio in 14 paesi diversi, su 46mila cittadini europei di cui circa 5mila italiani.

Dallo studio risulta che il 32% degli elettori in Italia è più preoccupato per la fuga di cervelli dal Paese che per l'arrivo dei migranti. Solo un 24% riterrebbe questi ultimi una minaccia e quindi un problema maggiore dell'evasione di massa dei giovani italiani all'estero. Emergono quindi delle incongruenze per cui gli slogan elettorali che incitano alla chiusura dei porti non rispecchierebbero le preoccupazioni prioritarie della maggior parte degli elettori. Oppure queste vengono interpretate in maniera opposta. Il 52% degli italiani infatti, sempre secondo il sondaggio, vorrebbe che il governo adottasse "misure che impediscano ai connazionali di lasciare il Paese per lunghi periodi come risposta all'emigrazione".

Secondo dei dati raccolti da Eurostat, riportati dal Corriere della Sera, il 3,1% degli italiani adulti vive e lavora all'estero. Negli ultimi dieci anni i cittadini che hanno deciso di lasciare l'Italia sarebbero circa 738mila, a quanto riporta l'Istituto Nazionale di Statistica (Istat). Un fenomeno che ora preoccupa chi è rimasto e che alla domanda "È più preoccupato per le persone che emigrano nel suo Paese o per i cittadini che lo lasciano?" risponde la seconda due volte su tre. Questa stessa tendenza è emersa anche in altri Paesi, come la Polonia, che si stanno contraddistinguendo nella scena europea per aver fatto campagna su sentimenti ostili all'immigrazione.

Le dichiarazioni di Matteo Salvini, Viktor Orbán e Steve Bannon per cui le prossime elezioni dell'Europarlamento saranno un referendum riguardo alla questione migratoria non avrebbero colpito nel segno a tutti gli effetti. Secondo Mark Leonard, il direttore dell'ECFR, "i risultati di questo sondaggio dovrebbero dare coraggio agli europeisti e mostrare che ci sono ancora voti da vincere su temi importanti come il cambiamento climatico, l'assistenza sanitaria, l'housing sociale e gli standard di vita. Faranno un errore strategico se accettano la definizione dei partiti antieuropei che queste elezioni saranno vinte o perse solo sulla migrazione".

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