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8 Novembre 2011
11:20

Il B. day: le sorti del governo appese a un filo (DIRETTA)

Giornata decisiva per Silvio Berlusconi: dopo la bocciatura su voto sul Rendiconto dello Stato, l’annuncio delle prossime dimissioni dopo un colloquio con il Capo dello Stato.
A cura di Susanna Picone
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Potrebbe essere questo il giorno decisivo per stabilire il futuro di Silvio Berlusconi e del suo governo: dopo il vertice di ieri sera a Palazzo Grazioli tra il premier e lo stato maggiore del Pdl, le intenzioni trapelate sembrano andare ancora verso una resistenza della maggioranza che si dice convinta di “avere i numeri”.

Secondo La Russa non ci sarà alcuna difficoltà a far passare il provvedimento sul Rendiconto dello Stato (il voto è previsto per oggi pomeriggio). Alla domanda se nel corso della riunione sia emersa la preoccupazione per il rischio che la maggioranza possa non tenere La Russa ha dichiarato, parlando di cifre, che “Ognuno ha la sua pena”.

Silvio Berlusconi vuole invece aspettare l’esito del voto di oggi per decidere cosa fare (nel Pdl continua a prevalere la convinzione della necessità di un passo indietro del premier). Probabilmente dopo il voto Berlusconi convocherà nuovamente i vertici della Lega e lo stato maggiore del Pdl per valutare le sue eventuali dimissioni.

La Diretta della giornata

21.32 – Bersani: "Una svolta, adesso Berlusconi si faccia da parte e non cerchi di condizionare un percorso che è pienamente nelle prerogative del Capo dello Stato e del Parlamento". Secco il commento del segretario del Partito Democratico, secondo il quale la decisione del cavaliere è finanche tardiva.

21.29- A Palazzo Grazioli arriva anche Tremonti.

21.02- Ecco la foto di Berlusconi che lascia il Quirinale:

20.54- Berlusconi: "La maggioranza probabilmente è sempre esistente se noi ponessimo la fiducia, ma non possiamo porre la fiducia su tutti i provvedimenti".

20.50– A Palazzo Grazioli arriva anche Umberto Bossi.

20.38- Berlusconi interviene in diretta al Tg1 e chiarisce il suo punto di vista: "Bisogna tornare dai cittadini. In una democrazia si fa così". Il premier s'è detto molto triste e rammaricato per i "traditori" della maggioranza.

20.34- Berlusconi ha confermato che dopo le sue dimissioni vede solamente elezioni, "ma deciderà Napolitano".

20.25- A Palazzo Grazioli arrivano Denis Verdini e i vertici leghisti.

20.20- Berlusconi: "Dopo di me solo il voto. Prendo atto di non avere la maggioranza".

20.19- Il Pd : "Formalizzare le dimissioni il prima possibile"

20.08- A Palazzo Grazioli stanno tornando gli uomini del Presidente.

20.03- Santanchè: "Qualsiasi altro premier che non passi per le elezioni è un impostore" (Tweet del Fatto quotidiano)

19.59- In un comunicato del Quirinale si legge che una volta approvata la legge di stabilità "opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione.

19.58- BERLUSCONI: "MI DIMETTO DOPO L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI STABILITA'"

19.54- Berlusconi avrebbe detto a Napolitano di voler rimettere il proprio mandato dopo aver dato le risposte necessarie all'Europa. Le sue dimissioni dovrebbero arrivare dopo approvazione della legge di stabilità .

19.51- Vertice alle 21 a Palazzo Grazioli. Berlusconi discuterà coi suoi fedelissimi del colloquio avuto col Capo dello Stato: l'appuntamento è alle 21 a Palazzo Grazioli.

19.47- Santanché: "No ad ipotesi Alfano, alternativa è voto" (Tweet del Fatto quotidiano)

19.39- Berlusconi lascia il Quirinale dopo un'ora di colloquio e rientra a Palazzo Grazioli.

19.32- Crosetto (Pdl): "I malpancisti ci dicano cosa vogliono" (Tweet del Fatto quotidiano)

19.20- L'Ue prospetta una nuova manovra finanziaria per l'Italia. L'Europa ha prospettato la necessità di misure aggiuntive che l'Italia dovrà prendere per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Repubblica.it ha pubblicato il testo del questionario che la Commissione europea ha inviato all'Italia venerdì scorso: all'Italia vengono chiesti una serie di chiarimenti e dettagli sull'attuazione della "lettera d'intenti" mandata da Berlusconi all'Ue il 26 ottobre.  Olli Rehn: "Le misure varate non garantiscono pareggio di bilancio".

19.15- Berlusconi starebbe valutando ogni ipotesi. Gianni Letta avrebbe proposto un governo di larghissime intese che coinvolga anche il Pd; Bossi, al contrario, non disdegnerebbe un voto immediato. I dubbi potrebbero essere sciolti dal colloquio tra Berlusconi e Napolitano.

19.11- Olli Rehn: "La situazione economica e finanziaria dell'Italia è molto preoccupante". Al consiglio Ecofin il commissario europeo agli Affari economici e monetari ha poi aggiunto: "Vogliamo aiutare l'Italia sulla sorveglianza e stiamo mandando una missione a Roma, che comincerà a lavorare domani, incontrando ministri e alti funzionari"."

19.04- Gaetano Pecorella: "Finito B.? E' finito Napoleone, è finito Cesare, la storia cambia". Così il parlamentare del Pdl stuzzicato sulla votazione di oggi.

18.47- Bossi: "Dimissioni premier? Deciderà cosa fare al Colle. Aspettiamo qualche minuto".

18.46- Secondo fonti della maggioranza Berlusconi sarebbe intenzionato a chiedere la fiducia alla Camera sul pacchetto di misure anticrisi. Nel caso l'esecutivo da lui guidato non ottenga la fiducia, l'unica strada percorribile sarebbe quella delle elezioni.

18.42- Tosi: "Se Berlusconi non si dimette perderemo le prossime elezioni". Ha le idee chiare il sindaco di Verona Flavio Tosi che spiega a Radio 2: "Berlusconi? Se non passa il testimone, rischiamo di perdere anche le prossime elezioni come quelle di Milano. Nell'interesse della coalizione, sarebbe meglio che Berlusconi passi la mano e indichi un altro Premier nella maggioranza, cosi' si potrebbe gestire un passaggio morbido".

18.40- Berlusconi sta andando al Quirinale. Secondo fonti d'agenzia il Cavaliere avrà un confronto col Capo dello Stato e non rassegnerà le dimissioni.

18.36- Nichi Vendola su facebook: "I numeri per la maggioranza non ci sono e trascinare l'incertezza è solo un danno per il Paese. È il momento di votare per un governo che si assuma responsabilmente il compito di contrastare la crisi".

18.34- Sacconi: "Andiamo al voto di fiducia". Così il Ministro del Welfare:  dopo la votazione sul Rendiconto'C'è un modo ancora più evidente di verificare se c'è la maggioranza, e sono i voti di fiducia".

18.25- Antonio Di Pietro: "Speriamo che il Capo dello Stato prenda Berlusconi per l'orecchio e gli dica di andare a casa" (tweet del Fatto quotidiano)

18.13. Ecco come commentano la notizia del voto odierno alcuni dei principali giornali internazionali. Le Monde: "Un nuovo voto indebolisce Berlusconi",  Guardian: "Berlusconi non riesce a garantire la maggioranza nel voto sul bilancio", Spiegel: "Ultima battaglia di Berlusconi, supera il voto ma perde il potere", Times: "Vittoria sul budget ma Berlusconi perde la maggioranza", El Pais: "Berlusconi ottiene il voto sul bilancio, ma senza una maggioranza assoluta".

18.09- LO SPREAD SUPERA I 500 PUNTI

18.05- "A questo punto o si va al voto anticipato o governano loro" avrebbe polemizzato con una battuta Berlusconi a seguito della votazione in aula. Al vaglio del Cavaliere ci sono diverse misure, tra cui quella di verificare una maggioranza solida sulle misure anticrisi e chiedere la fiducia in Parlamento, possibilmente prima al Senato.

18.03- Secondo il Fatto quotidiano Berlusconi sarebbe atteso al Quirinale per le 18.30.

17.59- Secondo fonti della maggioranza Berlusconi stasera salirà al Quirinale. Il Cavaliere dovrebbe incontrare entro stasera il Capo dello Stato per fare il punto della situazione.

17.54- Il Times di Londra riporta una dichiarazione Marc Chandler, capo delle strategie valutarie a Brown Brothers Harriman, secondo cui Berlusconi vince il voto ma non ha la maggioranza. Questo è euro-negativo perché aumenta l'incertezza a breve".

17.45- Destro: "Berlusconi non può chiamarci traditori". L'ex parlamentare del Pdl ha rispedito al mittente le accuse, sottolineando di aver sempre sostenuto il premier dal 2008.  "Farebbe bene e riflettere su chi siano stati invece i veri traditori" ha poi aggiunto la Destro.

17.36- Come promesso, a seguito della votazione sul Rendiconto, il Popolo Viola ha brindato fuori Montecitorio. Ecco una foto che immortala la gioia di alcuni esponenti del movimento:

17.34- Casini su Twitter: " Non è più il momento di parlare, è il momento di operare".

17.29- Lupi: "Berlusconi non andrà al Quirinale". Il vicecapogruppo del Pdl alla Camera dichiara: "Non siamo stati sfiduciati e !sono successe tre cose: primo, è stato approvato il Rendiconto; secondo, si è visto che l'opposizione non è in grado di sfiduciare il governo altrimenti si sarebbero fatti contare; terzo, c'è una maggioranza che però deve verificare se è in grado di mantenere gli impegni, magari attraverso quell'allargamento, ma con Berlusconi premier, che hanno chiesto i cinque che oggi non hanno votato". Per Lupi le alternative sono 3: mettere la fiducia alla Camera sui contenuti della lettera all'Unione Europea, mettere la fiducia al Senato sul ddl stabilità oppure andare al voto.

17.27- Matteo Renzi su Twitter: "Adesso tocca al Quirinale. E con Giorgio Napolitano siamo in ottime mani: quello che verrà fuori sarà il meglio per il Paese…"

17.25- Un fotografo avrebbe immortalato gli appunti di Berlusconi a seguito della votazione in aula. Su un foglietto il premier avrebbe scritto testualmente: "308 (meno 8 traditori), poi: "Prendo atto", poi "Presidente della Repubblica". E infine: "dimissioni".

17.21- Il futuro del governo si sta decidendo a Palazzo Chigi. Presenti Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, i ministri Alfano, Calderoli e Maroni, il sottosegretrio Letta, il legale del premier Niccolò Ghedini e il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto

17.19- Bondi: "La strada maestra sono le elezioni anticipate". L'ex Ministro della cultura ha dichiarato di approvare in toto le parole di Rotondi ("Il nostro patrimonio sono il bipolarismo, il Partito Popolare europeo, la leadership di Berlusconi e l'investimento su Alfano") e di non voler pasticci. Per questo la strada maestra potrebbe essere quella delle elezioni anticipate.

17.15- Franceschini su Facebook: "In un altro Paese o in altri tempi in questo Paese un uomo politico nei panni di Berlusconi si sarebbe dimesso. Da parte nostra c'è stato un atto di responsabilità sul Rendiconto e un atto di sfida: faccia vedere se ha i numeri per governare. L'esito è sotto gli occhi di tutti."

17.12- Massimo D'Alema: "Il governo è finito, non può più andare avanti. Ora ci sono solo due scelte possibili: o si creano le condizioni per un altro governo o si precipita verso il voto, dipenderà da Berlusconi e da quelli che ha intorno"

17.09- Scajola: "Occorre fase nuova. Berlusconi ci sta pensando". Scajola ha dichiarato di non aver parlato con Berlusconi, ma di essere sicuro che il Cavaliere stia pensando a una fase nuova. "I numeri erano risicati da tempo" ha aggiunto l'ex Ministro dello sviluppo economico.

17.06- In borsa Mediaset perde il 2,6%.

17.03- Berlusconi: " Mi hanno tradito, ma questi dove vogliono andare?". Sarebbero state queste le parole di Berlusconi a seguito della votazione. Il Cavaliere non si aspettava di raccattare meno di 310 voti.

16.59- Saverio Romano: "La cosa più probabile è che si vada al voto". Queste le impressioni a caldo del Ministro dell'agricoltura, convinto che non ci siano "le condizioni per un governo delle larghe intese", specie dopo l'intervento di Bersani.

 16.54- Continua il vertice tra Berlusconi e i suoi fedelissimi a Palazzo Chigi.

16.52- Berlusconi: "Riflettere sul da farsi". Parlando con alcuni parlamentari del Pdl al termine della votazione sul Rendiconto, il Capo del governo avrebbe ravvisato "un oggettivo problema di numeri". Per questo motivo occorrerà riflettere sul da farsi.

16.50- La Russa: "Al Colle si sale qualunque sia il risultato. Credo che sicuramente Berlusconi debba parlare col presidente della Repubblica. Nessuno puo' sottovalutare il voto di oggi"-

16.48- Franceschini su Facebook: "Il governo ha 308 voti su 630. Le opposizioni unite hanno dimostrato che la maggioranza non c'e' piu'. Ora basta."

16.45- Dopo il voto alla Camera lo spread è risalito a quota 490 punti.

16.43- Berlusconi ha lasciato l'aula e si sarebbe recato a Palazzo Chigi assieme a Gianni Letta.

16.41- Sono 11 i deputati del centrodestra che non hanno votato. Per il Pdl: Roberto Antonione, Fabio Fava, Gennaro Malgieri, Giustina Destro, piu' Alfonso Papa (agli arresti domiciliari). Assenti al voto anche gli esponenti del Misto Calogero Mannino, Giancarlo Pittelli, Luciano Sardelli, Francesco Stagno D'Alcontres e Santo Versace. Astenuto Franco Stradella del Pdl.

16.37- Berlusconi e Bossi sono nella Sala del governo di Montecitorio per un vertice. Presenti anche Tremonti, Maroni, Bonaiuti e Matteoli Roma

16.33- Berlusconi resta in aula a controllare i tabulati delle votazioni

16.27- E' Franco Stradella (Pdl) il parlamentare ad essersi astenuto.

16.20- Bersani: "La maggioranza non c'è più". Così il segretario del Pd dopo la votazione: "Il governo ha un problema di credibilità. Con questo voto abbiamo avuto la certificazione che questo deficit di credibilità è fondato."

16.14- LA CAMERA APPROVA CON 308 VOTI A FAVORE, UN SOLO ASTENUTO E 321 NON VOTANTI.

16.11- Aperta la votazione sul Rendiconto generale dello Stato per l'anno 2010.

16.10- Il ricordo di Franzoso è ora affidato a Massimo Polledri (Lega Nord)

16.08- Berlusconi e Letta sono da poco giunti a Montecitorio

16.05- Anche Carmine Santo Patarino (Fli) ricorda Franzoso. Lo stesso fa Ludovico Vico del Pd.

16.03- La Camera ricorda Pietro Franzoso, il politico scomparso lo scorso 4 novembre per alcune complicanze renali. Il ricordo è stato affidato prima al Presidente della Camera Gianfranco Fini, poi dal capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto.

15.57- Berlusconi lascia Palazzo Grazioli. La sua scorta è composta da 6 auto.

15.54- Dichiarazioni di voto, Cicchitto: "I mercati non eleggono i governi". "Noi non sfuggiamo dalle nostre responsabilità e confermiamo la nostra linea di fondo"

15.51- Franceschini all'aula: "Berlusconi dimostri oggi di avere la maggioranza"

15.44- L'aula è pienissima. Berlusconi non è ancora arrivato.

15.42-MONTECITORIO: INIZIANO LE DICHIARAZIONI DI VOTO SUL RENDICONTO

15.36- I deputati della SVP non voteranno il Rendiconto. Siegfried Brugger: "Qualora non abbia la maggioranza dell'Aula nel voto di oggi il Presidente del Consiglio tragga immediatamente le dovute conseguenze".

15.29- Berlusconi ancora a Palazzo Grazioli con i suoi fedelissimi. A riferirlo è il Fatto Quotidiano su Twitter.

15.16- Pannella: "Noi e il PD siamo contro le elezioni". Così il leader dei radicali al termine di un vertice con Bersani. Tra i Radicali e il Pd sembra sia tornato il sereno, almeno per ora.

15.11- Alle 15.30 prenderanno il via le votazioni sui disegni di legge di rendiconto e di assestamento del Bilancio dello Stato. L'assemblea sarà chiamata a 5 votazioni: 4 sull'assestamento e una sul Rendiconto. Quest'ultima dovrebbe tenersi attorno alle 17, dopo un dibattito cui parteciperanno i gruppi parlamentari.

14.28- Dopo Letta arrivano anche Matteoli e Alfano.

14.22- A Palazzo Grazioli arriva Gianni Letta. Dopo i colloqui con la Bertolini, Stracquadanio e Niccolò Ghedini, il premier parlerà col sottosegretario, additato da alcuni come suo possibile successore alla guida di un esecutivo allargato.

14.15- Fuori Palazzo Grazioli, la stampa è eccitatissima. Un cronista: "Neanche fosse la villetta di Avetrana, diamoci una calmata" (tweet del Fatto Quotidiano).

 14.11- Debora Serracchiani su Facebook: "Tremonti abbandona l'Ecofin di Bruxelles per tornare in Italia nel disperato tentativo di salvare il Governo che non c'è. Anche questo viene giudicato e messo in conto dall'Europa alla voce "credibilità"."

13.44- Palazzo Grazioli: Stracquadanio assediato dai cronisti trova rifugio in un blindato dei Carabinieri.

13.39- A Palazzo Grazioli arriva il senatore Pasquale Viespoli del gruppo Coesione nazionale. Lo riferisce su Twitter il Fatto quotidiano.

13.24- Berlusconi continua ad incontrare i delusi. Sono ore frenetiche per il Cavaliere

13.15- Gentiloni: "Dopo quanto ha detto Bossi, Berlusconi si dimetta". Secondo il parlamentare del Pd, "anche la Lega non sostiene più Berlusconi nel ruolo di presidente del Consiglio". Per questo motivo è opportuno che il Cavaliere rassegni subito le dimissioni.

13.00- Cicchitto: "Non mi risulta che la Lega abbia chiesto un passo indietro a Berlusconi". Così il capogruppo del Pdl alla Camera ancora non al corrente delle dichiarazioni di Bossi. "Con la Lega Nord – ha poi spiegato Cicchitto – c'e' un rapporto strettissimo, affronteremo la situazione con una linea comune".

12.50- I radicali non voteranno il Rendiconto. Il deputato Maurizio Turco: Abbiamo sempre votato contro il governo Berlusconi e continueremo a farlo, perche' dovremmo fare diversamente adesso?".

12.37- Bertolini: "Voterò il rendiconto". Scioglie le esitazioni Isabella Bertolini e fa sapere che voterà il Rendiconto.

12.35- Franceschini su Twitter: "Voto sul Rendiconto: gli italiani vedranno se la maggioranza c'è ancora o no"

12.30- Bossi: "Berlusconi faccia un passo laterale". Il senatùr è convinto che Berlusconi debba farsi da parte e che l'ipotesi Alfano sia al momento la più percorribile.

12.27- Cicchitto: "Aspettiamo il voto di oggi, poi si vedrà". Il capogrupppo del Pdl alla Camera non vuol prendere in considerazione l'ipotesi delle dimissioni di Berlusconi prima del voto sul Rendiconto di oggi pomeriggio: dopo il voto "si aprirà una riflessione sull'esito del voto e si valuterà la situazione" ha dichiarato ai cronisti.

12.23-  De Magistris: "Il Paese non capirebbe un ribaltone". Parlando del voto odierno alla Camera, il sindaco di Napoli ha dichiarato che il Paese vuole due cose: "che si vada alle elezioni al piu' presto e che il traghettamento istituzionale avvenga con un governo di altissimo profilo istituzionale e morale"

12.09- Le opposizioni non voteranno il rendiconto. La decisione delle opposizioni a seguito di un vertice alla Camera.

12.04- Giornata piena anche per giornalisti e fotografi. Un cronista del telegiornale di La7: "Mentana ci ha detto:  ‘Voi li, stasera ci dormite!'". L'aneddoto riportato dal Fatto quotidiano su Twitter.

12.00- Isabella Bertolini: "Tra le ipotesi anche un passo indietro di Berlusconi". Lo scrive il Fatto quotidiano su Twitter.

11.55- Stracquadanio arriva a Palazzo Grazioli. Anche lui come la Bertolini è uno dei "malpancisti del partito": il colloquio con Berlusconi servirà a far luce sulle sue intenzioni.

11.52- Il popolo viola sarà fuori Montecitorio. Dalle 15 i militanti del popolo viola aspetteranno la votazione sul Rendiconto con in mano spumante e panettoni.

11.46- Maggioranza alla conta dei deputati, molti gli incerti. Chi voterà la fiducia e chi no >>> QUI

11.42- Bersani: "Io penso che sia evidente a chiunque un problema di credibilità". Così il segretario del Pd durante la trasmissione "A prescindere" su Rai 3. "Chi deve prestare i soldi non si fida del debitore perché pensa che quel debitore non abbia in mano la situazione" ha aggiunto.

11.33- Rotondi: "Non voteremo la fiducia ad altri esecutivi". Il Ministro per l'attuazione del programma non lascia spazio a dubbi e fa sapere che non verrà data la fiducia a governi diversi da quello attuale.

11.30- Titolo emblematico del Financial Times Deutschland: "Berlusconi è la crisi in persona"

11.16- Isabella Bertolini è a Palazzo Grazioli. La parlamentare del Pdl, una di quelle col mal di pancia, sta per incontrare Berlusconi.

11.12- Osvaldo Napoli: "Se Berlusconi lascerà, Alfano prenderà il suo posto". Nel caso Berlusconi decida di rassegnare le dimissioni, il centrodestra deve salire al Quirinale e "chiedere a una sola voce di affidare l'incarico ad Alfano". Lo ha detto il vicepresidente del gruppo del Pdl a Montecitorio Osvaldo Napoli.

11.07- Francesco Nucara non sarà in aula. Il segretario del Pri è ricoverato da domenica e non potrà partecipare alla votazione. Secondo quanto riportato in una nota del suo ufficio stampa Nucara ha auspicato che "le forze responsabili votino il Rendiconto come atto dovuto".

11.01- Rutelli: "Impossibile governare con due voti in più". Il leader dell'Api torna a ventilare l'ipotesi di un'esecutivo di unità nazionale:  "L'unica soluzione per affrontare la crisi- ha dichiarato a Radio 24- sta in un governo di emergenza, di tregua nazionale, con larga condivisione in Parlamento".

10.55- Lo spread scende a 480 punti.

10.48- Matteo Salvini: "Governo tecnico metterebbe mano alle pensioni". Salvini (Lega Nord) ha dichiarato a Coffee break su La7 che un eventuale esecutivo tecnico toccherebbe sicuramente le pensioni: " Il famoso governo tecnico cosa viene a fare? Sono quasi certo che la prima cosa che viene a toccare sono le pensioni di anzianità".

10.42- Osvaldo Napoli: "Berlusconi non si dimetterà mai". Il vicepresidente del gruppo del Pdl a Montecitorio ha dichiarato ad Agorà (Rai 3) che fino a quando non Berlusconi avrà un voto in più non lascerà. "Per ribaltare la situazione il centrosinistra deve dimostrare di avere in aula un voto in più del centrodestra".

10.40- Di Pietro: "Voteremo non al Rendiconto". Per il leader dell'Italia dei Valori sarà "interessante vedere i numeri che Berlusconi riuscirà a ottenere".

10.31- Ferrara: "Non ho sentito il premier". Il direttore del Foglio ha dichiarato alla trasmissione televisiva Omnibus di non aver sentito Berlusconi. "Mi avrebbe insultato" ha aggiunto.

10.29- Nuovo record dello spread. Il differenziale di rendimento tra i nostri titoli  di Stato e quelli tedeschi + schizzato a quota 495 punti: l'interesse sui Btp decennali è ormai giunto al 6,74%, a un passo dalla soglia di insostenibilità.

10.25- Crosetto: "Berlusconi si risparmi l'umiliazione della fiducia". Il sottosegretario Guido Crosetto, interlocutore di Bechis nelle telefonata che ieri ha fatto tanto discutere, ha le idee chiare: "Sono uno di quelli che pensa che il premier non possa permettersi di cadere in Parlamento. Non vorrei che Berlusconi arrivasse in Parlamento e per colpa di due, tre traditori subisse l'umiliazione di vedersi sotto nei numeri".

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