
Le ultime notizie in diretta sul governo Meloni dopo le dichiarazioni di ieri sera della premier si concentrano sulle riforme e sui posizionamenti politici dell'esecutivo. Riguardo alla legge elettorale in discussione, ospite di Dieci minuti su Rete 4, Giorgia Meloni ha affermato che la proposta "non favorisce i partiti di maggioranza", ma servirebbe piuttosto "a garantire stabilità e a far scegliere il governo direttamente dai cittadini". Subito dopo, la presidente del Consiglio è intervenuta sul tema del Quirinale, sostenendo che l'ipotesi di un futuro Presidente della Repubblica di centrodestra "non debba più essere considerata un tabù dall'establishment", rivendicando pari dignità istituzionale per la sua area politica.
Sul piano dei rapporti interni, la premier ha escluso un'intesa con Roberto Vannacci, equiparandolo alle forze di opposizione e definendo la sua linea nei fatti puramente "distruttiva e analoga a quella della sinistra". Spostandosi sulla politica estera, ha invece contestato le dichiarazioni del segretario della Nato, Mark Rutte, sui voli statunitensi partiti dalle basi in Italia, giudicandole approssimative e specificando "che si tratta di normali attività non offensive già concordate nei trattati".
Questo scenario si inserisce nel contesto dell'ultimo sondaggio dell'istituto Piepoli, che rileva opinioni contrastanti tra i cittadini: sebbene la fiducia complessiva nella premier si attesti infatti al 42%, il 61% degli intervistati dichiara di approvare la sua risposta di fermezza nei confronti di Donald Trump, mentre la maggioranza del campione ritiene comunque che il governo dovrebbe prendere le distanze dalla linea del presidente degli Stati Uniti.
Omicidio di Reggio Emilia, Bonelli (Avs): "Emblema del metodo Lega con propaganda prima dei fatti"
"La vicenda di Reggio Emilia è l'emblema del metodo Lega: propaganda prima dei fatti, ritrattazione dopo". Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce di Europa verde, legge così le posizioni del partito di Matteo Salvini, poi ritrattate, sull'omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa a Reggio Emilia. Il gesto, inizialmente attribuito a un cittadino non italiano, aveva portato alcuni esponenti locali del Carroccio a dire che "la remigrazione deve diventare uno strumento concreto di tutela della sicurezza".
"Si specula su una tragedia prima ancora di conoscere i fatti – continua Bonelli – si usa il dolore di una famiglia per costruire un nemico, e quando il nemico immaginario si rivela inesistente, ci si limita a cancellare il post come se nulla fosse successo". Secondo il deputato di Avs, "la propaganda corre più veloce della verità; non è la prima volta". Bonelli chiede quindi alla Lega di "assumersi la responsabilità politica di aver strumentalizzato una tragedia". "La remigrazione resta una proposta ignobile, indegna di un Paese democratico, comunque vadano i fatti", conclude.
Legge elettorale, Conte (M5S): "Opposizioni pronte al ricorso alla Corte Costituzionale"
Le forze di opposizione "hanno convenuto di fare un'opposizione congiunta, con emendamenti soppressivi e, per quanto ci riguarda, con un'alternativa alla loro proposta, che nasconde un premierato". Così Giuseppe Conte parla del testo per la riforma della legge elettorale promosso dal centrodestra nel corso di un dibattito sul tema organizzato da Fondazione Demo. "Dobbiamo essere pronti – dice anche il presidente del Movimento 5 stelle – al ricorso alla Corte Costituzionale"
Legge elettorale, Fratoianni (Avs): "Meloni vuole introdurre il premierato con una legge ordinaria"
"Con la legge elettorale Giorgia Meloni sta tentando di introdurre il premierato con una legge ordinaria, solo che non si può fare", è questa l'accusa mossa da Nicola Fratoianni, deputato e leader di Alleanza Verdi Sinistra, alla presidente del Consiglio. "Sta tentando l'ennesima forzatura – continua Fratoianni – questa volta sulle regole del gioco, e lo fa a pochi mesi dal voto".
"In ogni altro Paese europeo sarebbe uno scandalo impronunciabile, solo in Italia accade, non è accaduto solo con la destra al governo, che qualcuno provi a cambiare le regole all'ultimo minuto per farsi un favore, peraltro segnalo – rileva ancora l'esponente di Avs – che di solito non finisce quasi mai bene per chi lo fa". "Forse potrebbero ripensarci, in ogni caso noi ci opporremo con tutte le nostre forze", conclude.
Omicidio di Reggio Emilia, Silvestri (M5S): "Salvini e i suoi prima parlano e poi pensano"
"Lo vediamo quotidianamente: Salvini e il suo partito, prima parlano e poi pensano", così il deputato del Movimento 5 Stelle, Francesco Silvestri, commenta le posizioni espresse, e poi ritrattate, dalla Lega in merito all'omicidio di un pizzaiolo a Reggio Emilia. Il partito di Matteo Salvini aveva "inviato dei comunicati stampa parlando di remigrazione per il killer, per poi chiedere alle agenzie di stampa di non pubblicarli appena scoperto che l'assassino era italiano, dimostra quanta malafede, strumentalizzazione e propaganda ci sia dietro questa proposta", secondo il deputato pentastellato. "D'altronde l'esempio gli viene dall'alto – continua Silvestri – cioè da un ministro (Salvini, ndr.) che fa propaganda su tutto e non fa mai il lavoro per il quale viene pagato dai cittadini".
Non è vero che tutti i presidenti della Repubblica sono stati "di centrosinistra", come ha detto Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che nel 2027 si potrebbe superare il "grande tabù" di avere un presidente della Repubblica "non di centrosinistra". Parole che hanno sollevato polemiche perché considerano ‘di parte' il capo dello Stato, una figura che per definizione è super partes. Ma soprattutto perché non sono esattamente vere: in ottant'anni di Repubblica ci sono stati inquilini del Quirinale con estrazioni e storie politiche molto diverse, e in alcuni casi decisamente lontani dalla sinistra, anche moderata.
Il premio Nobel Parisi critica le parole di La Russa sul caldo: "Abituarsi? Al camposanto, sotto un metro di terra"
Non è possibile "abituarsi" a ondate di caldo come questa e più in generale alla crisi climatica, come ha sostenuto il presidente del Senato Ignazio La Russa. A dirlo è stato Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica nel 2021, a margine di un evento sulle energie rinnovabili organizzato da Alleanza Verdi-Sinistra. "Per il caldo si muore, certo. Magari non il presidente del Senato, che immagino abbia l'aria condizionata", ha detto Parisi.
Figuraccia della Lega sulla remigrazione: attacca il killer "straniero" a Reggio Emilia, ma è italiano
Dopo l'omicidio di Raffaele Stipa, ieri sera a Reggio Emilia, la Lega si è subito lanciata sull'occasione politica. In un primo comunicato, diversi esponenti del Carroccio in Regione avevano pubblicato comunicati dicendo che serviva: "Una riflessione seria, senza ipocrisie: un uomo è stato accoltellato e ucciso per essersi rifiutato di regalare l'ennesima pizza ad uno straniero. Non siamo davanti a un episodio di ordinaria criminalità, ma all'ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere". E ancora: "La remigrazione deve diventare uno strumento concreto di tutela della sicurezza". Peccato che, come è emerso poche ore dopo, il principale indiziato per l'omicidio sia un italiano. Così, i leghisti hanno chiesto di annullare i comunicati (ormai già pubblicati) "alla luce delle nuove informazioni diffuse dagli inquirenti, che modificano un elemento centrale della ricostruzione iniziale".
Piano casa, opposizioni abbandonano l'aula in commissione Ambiente: "La destra impedisce confronto"
"Come al solito la destra impedisce qualsiasi confronto di merito", queste le parole del senatore Nicola Irto, capogruppo del Partito democratico in commissione Ambiente e lavori pubblici a palazzo Madama, all'uscita dall'aula dei lavori. "In commissione Ambiente stavamo discutendo del decreto Piano casa ma la maggioranza ha rifiutato di svolgere audizioni e di continuare la discussione, accettando solo il voto sugli ordini del giorno", ha spiegato il senatore dem. "Per questo motivo come opposizioni abbiamo abbandonato i lavori della commissione", ha concluso.
Casapound consegna in Parlamento le firme per la legge sulla remigrazione: "Muore l'antifascismo"
Il "comitato per la remigrazione e riconquista" ha consegnato in Parlamento i documenti contenenti 150mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla remigrazione. Dopo il precedente tentativo dello scorso 30 gennaio, i militanti di estrema destra guidati dagli esponenti di Casapound, tra cui Luca Marsella, hanno consegnato questa volta i faldoni senza tensioni o disordini, in una Montecitorio blindata dalla polizia. La consegna è avvenuta senza una conferenza stampa all'interno della Camera, a differenza della volta scorsa. In quell'occasione fu Domenico Furgiuele, deputato all'epoca tra le fila della Lega e ora con Futuro nazionale, a riservare la sala stampa di Montecitorio. La conferenza però non si tenne a causa dell'occupazione della sala da parte dei deputati di opposizione.
"Oggi – dice Marsella – consegnamo una proposta di legge che può cambiare le sorti dell'Italia". Secondo il portavoce di Casapound, "è una vittoria del popolo italiano; nessuno ce lo poteva impedire". "Oggi decretiamo la sconfitta dell'antifascismo – continua Marcella – Siamo entrati in Parlamento, abbiamo portato la nostra proposta di legge e l'antifascismo oggi finalmente muore: ci siamo tolti dai coglioni l'antifascismo".
"I parlamentari del Pd non ci sono, mi auguro – ironizza Marsella – hanno capito che non possono fermare la volontà del popolo italiano: non so se perché ieri era festa e stanno ancora a casa o perché fa troppo caldo". Secondo l'esponente di estrema destra, i parlamentari del centrosinistra "hanno rinunciato a questa battaglia in nome di questo stantio antifascismo".
Boccia (Pd): "A Meloni interessa solo il proprio potere"
"Da ieri è chiara una cosa: a Giorgia Meloni interessa solo il potere. Soprattutto il suo. L'ambiguità delle parole della presidente del Consiglio, pronunciate in una trasmissione televisiva, serve a dissimulare, dietro la rivendicazione politica di parte che piacerà a molti elettori di centrodestra, il vero obiettivo: il Quirinale", lo ha detto Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd.
"Ritornando ad una narrazione da ‘underdog', che è stata nei primi mesi di questa legislatura la sua fortuna, Giorgia Meloni ha rivendicato il diritto della destra ad esprimere un futuro Capo dello Stato. Facendo finta di non sapere che il Capo dello Stato non viene eletto da una maggioranza politica ma è una figura super partes, che deve esssre votata infatti in prima battuta dai due terzi del Parlamento e poi dalla maggioranza assoluta dell'assemblea. Al netto del cattivo gusto di voler schiacciare l'attuale Presidente della Repubblica (e altri predecessori) a sinistra, dalle parole di Giorgia Meloni emerge che l'unico suo vero obiettivo, da ottenere con il cambio di legge elettorale proposto dalla destra, è il Quirinale. La riforma del Premierato è fallita? Giorgia Meloni prova a scassinare gli equilibri costituzionali attraverso altre vie: l'obiettivo è solo quello di ottenere più potere per sé e per la sua parte politica".
Vannacci a Meloni: "Se non vuol perdere la faccia dia un segnale almeno sulle preferenze"
"Vannacci non distrugge: ricorda. Ci ricordiamo il blocco navale. Ci ricordiamo lo stop alle accise. Ci ricordiamo le preferenze nella legge elettorale. E ci ricordiamo anche quel famoso ‘è finita la pacchia' rivolto all'Unione Europea. Parole forti. Promesse chiare. Risultati? Futuro Nazionale non nasce per demolire la destra. Nasce perché milioni di italiani non vogliono più una destra che promette battaglia e poi si adegua", lo ha scritto su fb Roberto Vannacci che prosegue: "Presidente Meloni, se non vuole perdere completamente la faccia, almeno sulle preferenze nella legge elettorale dia un segnale".
Covid, Ricciardi (M5s):"Conte smaschera campagna diffamatoria orchestrata da Meloni"
Le braccia sono quelle dei giornali di Angelucci, deputato della maggioranza mai visto in Aula, ma sappiamo bene che la campagna diffamatoria sulla pandemia è orchestrata e pianificata da Giorgia Meloni, che sta mettendo tutto il suo impegno, non per risolvere i drammi economici del nostro Paese, ma per gettare fango sui suoi avversari politici. Il presidente Conte però è stato chiaro: sono due anni che ripete che non ha nessun problema a farsi sentire dalla commissione Covid, ed ecco quindi che viene smascherata una vera e propria campagna di diffamazione orchestrata dalla premier", ha detto in una nota Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera.
"È da inizio legislatura che denunciamo il vero intento del governo, testimoniato anche dall'operato del presidente di commissione Lisei, il quale continua a non dimettersi nonostante la sua evidente faziosità. Per quel che ci riguarda non abbiamo nulla da nascondere, non siamo mica come una ministra che corrisponde al nome di Daniela Santanchè che scappa dall'accusa di essersi intascata indebitamente i soldi degli italiani durante la pandemia o come un ex sottosegretario, Delmastro, che fa affari con i prestanome della camorra. Meloni continua a non comprendere una cosa piuttosto semplice: da Conte, lei, ha solo da imparare. Piuttosto ci dica: quando sara' disponibile ad ammettere tutti i suoi fallimenti?".
Legge elettorale, Magi (Più Europa): "C'è un gravissimo rischio democratico, le opposizioni si uniscano"
In un'intervista a La Stampa, il segretario di Più Europa Riccardo Magi ha lanciato un appello alle forze di minoranza affinché si uniscano per fermare la nuova legge elettorale, da lui definita "una sciagura e un grave rischio per la tenuta democratica". Magi ha contestato i profili di incostituzionalità del provvedimento, criticando in particolare l'introduzione della doppia lista bloccata e un premio di maggioranza assegnato già con il 42% dei voti, una misura giudicata peggiore della "legge truffa" del 1953. Il segretario ha poi espresso contrarietà sui criteri per la presentazione delle liste elettorali, chiedendo la possibilità di utilizzare la firma digitale tramite Spid e sottolineando come la mobilitazione dei cittadini contro il cosiddetto "Melonellum" abbia già superato le 20.000 firme.
Arianna Meloni: "La sinistra non pensa al bene comune, si salva solo Calenda"
In un passaggio della sua intervista a Il Giornale, Arianna Meloni ha espresso un giudizio critico nei confronti del centrosinistra, accusando i leader del cosiddetto campo largo di mostrare "scarso interesse per il bene comune e di inseguirsi a vicenda solo alla ricerca di popolarità". L'esponente di FdI ha tuttavia concesso un'eccezione a Carlo Calenda, riconoscendo al leader di Azione la capacità di "portare avanti un'opposizione costruttiva nei confronti dell'esecutivo".
Arianna Meloni: "Vannacci alleato della sinistra per far cadere il governo"
In un'intervista a Il Giornale, la responsabile della segreteria politica di Fratelli d'Italia, Arianna Meloni, ha criticato la componente parlamentare legata a Roberto Vannacci, accusandola di votare sistematicamente insieme alle opposizioni di sinistra con l'obiettivo di far cadere l'esecutivo. Arianna Meloni ha difeso la solidità della maggioranza, sottolineando che il prossimo 4 settembre l'esecutivo guidato dalla sorella Giorgia diventerà il più longevo nella storia della Repubblica. Sul tema della nuova legge elettorale, l'esponente di FdI ha confermato l'apertura del partito al sistema delle preferenze, precisando tuttavia che la priorità insindacabile del testo resta la garanzia di stabilità governativa. Riguardo alle recenti tensioni internazionali con Donald Trump, ha rivendicato la totale autonomia dell'Italia, affermando che il governo non avrà timore di criticare le scelte statunitensi non condivise. Poi ha ha definito preoccupanti gli elementi emersi dalla Commissione d'inchiesta sul Covid relativi alla gestione del governo Conte, auspicando possibili sviluppi giudiziari, e ha rivendicato l'efficacia delle attuali politiche migratorie italiane, citando una riduzione del 60% degli sbarchi e l'adozione delle stesse linee guida da parte dell'Unione Europea.
"Die Welt" sull'ascesa di Vannacci: "Futuro Nazionale cresce e mette in difficoltà Meloni"
Il quotidiano tedesco "Die Welt" analizza la rapida crescita nei consensi di "Futuro Nazionale", il neonato partito guidato da Roberto Vannacci, definendolo un "serio problema per la presidente del Consiglio in vista delle elezioni parlamentari del prossimo anno". Secondo l'analisi della testata, il successo dell'ex generale sta logorando la Lega di Matteo Salvini, con cui si registrerebbe ormai un pareggio nei sondaggi, costringendo Meloni a competere su temi come la migrazione, l'identità nazionale e i rapporti con la Russia. Una rincorsa elettorale che tuttavia rischia di rivelarsi "controproducente per la premier, minacciando l'alleanza con l'ala moderata di Forza Italia", che giudica le posizioni radicali di Vannacci un "pericolo per la credibilità internazionale dell'Italia".
Carburanti, Urso: "Ci sono margini per tagliare i prezzi subito"
In un'intervista a Il Messaggero, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha affermato che esistono ulteriori margini di manovra per ridurre il costo dei carburanti, sollecitando un intervento immediato da parte delle compagnie petrolifere. Il ministro ha spiegato che l'esecutivo non esclude la tassazione degli extraricavi in assenza di risposte, rivendicando l'efficacia del sistema di monitoraggio introdotto a inizio legislatura. Si è poi detto "pronto" a varare nuove misure di sostegno su energia e benzina a seconda dell'esito dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, evidenziando infine l'aumento degli investimenti in Italia da parte dei Paesi del Golfo, attratti dalla stabilità politica della presidenza Meloni.
Mollicone (FdI): "Dialogo con Vannacci solo se smette di votare contro il governo"
In un'intervista a La Repubblica, il presidente della commissione Cultura alla Camera Federico Mollicone (FdI) ha espresso una linea di netta chiusura verso Roberto Vannacci, accusando i suoi sostenitori di votare contro l'esecutivo esattamente come le opposizioni di sinistra. L'esponente di Fratelli d'Italia ha posto come condizione per qualsiasi futuro confronto che l'ex generale interrompa gli attacchi alla maggioranza e chiarisca la propria posizione su Vladimir Putin, ricordando la ferma linea filo-ucraina del governo Meloni. Mollicone ha poi precisato che un'eventuale ricucitura tra Vannacci e la Lega non riguarda il suo partito, rimandando ogni valutazione politica al momento in cui saranno chiari i posizionamenti definitivi del movimento "Futuro Nazionale".
Quirinale, Renzi: "Meloni scopre le carte, vuole il Colle per sé o per un fedelissimo"
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha commentato tramite un post su X le ultime dichiarazioni di Meloni sulla presidenza della Repubblica, sostenendo che la premier "abbia ormai svelato le proprie intenzioni". Secondo Renzi, l'obiettivo della presidente del Consiglio sarebbe quello di puntare al Quirinale "per sé o per un esponente a lei strettamente legato". L'ex premier ha poi lanciato un monito al campo progressista, dichiarando che chiunque divida il centrosinistra si rende nei fatti complice di questo disegno istituzionale e finisce per fare il gioco della destra.
Lavoro, Meloni: "Il salario giusto è più efficace e liberale del salario minimo"
Sempre intervenendo su Rete 4, Meloni ha espresso la propria contrarietà al salario minimo, definendolo una misura "imposta dall'alto dallo Stato a tutte le categorie". La premier ha sostenuto la preferenza per il concetto di "salario giusto", giudicandolo più liberale ed efficace in quanto valorizza il ruolo della contrattazione tra le associazioni dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro. Secondo la presidente del Consiglio, questo modello sarebbe preferibile "poiché permette di garantire la totalità dei diritti e delle tutele già previsti all'interno dei contratti collettivi".
Renzi: "A Palazzo Chigi sicuramente Schlein, l'obiettivo è battere Meloni"
Ospite al Tg3, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha dichiarato che, in un ipotetico ballottaggio secco per la presidenza del Consiglio tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, sosterrebbe senza dubbio la segretaria del Partito Democratico. L'ex premier ha spiegato che la sua priorità è impedire altri cinque anni di governo di centrodestra con Meloni, Vannacci e Salvini. Per questo motivo, Renzi ha manifestato l'intenzione di contribuire alla vittoria del centrosinistra, auspicando al contempo una maggiore apertura e generosità da parte di tutti gli altri leader della coalizione.
Migranti, Meloni a Rete 4: "La remigrazione? Sono i rimpatri volontari assistiti, li facciamo già"
Sempre a "10 minuti" su Rete 4, Giorgia Meloni ha espresso la propria posizione sul concetto di "remigrazione", spiegando di "intenderla come la formula dei rimpatri volontari assistiti". La premier ha evidenziato che si tratta "di una procedura già ordinariamente attivata dall'Italia, dall'Unione Europea e dall'Unhcr attraverso accordi con i diretti interessati". La vera complessità nella gestione dei flussi, ha concluso Meloni, si concentra invece "sui casi in cui i migranti non intendono lasciare il territorio nazionale".
Piano Casa, Meloni a Rete 4: "Primi risultati entro la fine della legislatura"
Ospite della trasmissione "10 minuti" su Rete 4, Meloni ha fatto il punto sul Piano casa, stimando di mostrare i primi progressi del progetto prima della fine dell'attuale legislatura, a fronte di un orizzonte complessivo di dieci anni. La premier ha spiegato che l'intervento si muoverebbe su due fronti: da un lato la ristrutturazione di 60mila case popolari attualmente inutilizzabili perché non a norma, dall'altro il sostegno alla fascia di popolazione con reddito medio attraverso l'immissione sul mercato di decine di migliaia di abitazioni a prezzi inferiori di almeno il 30% rispetto a quelli di mercato.
Meloni a Rete 4: "Un Quirinale di destra non è più un tabù"
Ospite di Nicola Porro al programma "10 Minuti" su Rete 4, Giorgia Meloni ha difeso la nuova legge elettorale ed evocato la possibilità di un "futuro Capo dello Stato di centrodestra". Sul fronte interno ha escluso intese con Vannacci, assimilandolo all'opposizione, mentre in politica estera ha contestato le dichiarazioni della Nato sui voli USA e rivendicato autonomia da Trump. Uno scenario che si inserisce nel contesto degli ultimi sondaggi tra cui Piepoli, che registra la fiducia complessiva alla premier solo al 42%, ma con un netto sostegno (61%) sulla sua linea di fermezza internazionale.