Continua la guerra nel centrodestra, Meloni: “Vannacci? Non vedo differenze con le altre opposizioni”

"Vannacci? Non vedo grande differenza con altre opposizioni, votano come la sinistra". È l'affondo durissimo di Giorgia Meloni, ospite della trasmissione Dieci Minuti su Retequattro. Si tratta dell'ultima stoccata della presidente del Consiglio nei confronti del leader di Futuro Nazionale con il quale è in corso da tempo una guerra interna al centrodestra.
Nel corso del suo breve intervento, Meloni ha paragonato Roberto Vannacci ai maggiori esponenti dei partiti di opposizione: "Prima avevamo Schlein, Conte, Bonelli e compagnia cantante, oggi abbiamo Schlein, Conte, Bonelli, compagnia cantante e Vannacci. Ne prendo atto".
Secondo la premier, lo schieramento cambia, ma l'obiettivo resta il medesimo: "I temi sono diversi, ma poi difficilmente puoi costruire qualcosa con qualcuno che palesemente vuole solo distruggere". E ancora: "Votano come la sinistra, parlano contro di noi tutto il giorno. Non vedo differenza".
Si tratta dell'ultimo atto di uno scontro tutto interno al centrodestra, come dimostrano anche le dichiarazioni rilasciate oggi in radio dal segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, il quale ha ribadito che Vannacci "ha scelto di stare fuori dal centrodestra, votando di continuo contro il governo".
Stressa chiusura anche da parte di Matteo Salvini, il quale intervistato da Giuseppe Cruciani sull'ormai ex amico, entrato in parlamento proprio grazie al Carroccio, ha detto: "Mi freghi una volta, due no", ribadendo il no a una possibile alleanza.
Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega sono quindi compatte – almeno su questo fronte – nella battaglia contro il generale Vannacci. Un clima tesissimo a causa delle migrazioni ormai quotidiane di deputati e senatori verso la neoformazione di Futuro Nazionale, fatto che ha portato già i primi vannacciani in Parlamento, ancora prima della tornata elettorale.
Il vero tema sul tavolo sono infatti le elezioni del 2027. Gli ultimi sondaggi hanno dato una fotografia rassicurante a Meloni, indicando il suo come il primo partito se si votasse domani, con il 27,5% delle preferenze. Lo schieramento dell'ex leghista sarebbe solo a poco più del 5%. Per Vannacci si tratta di un numero positivo: "Le cose stanno andando bene", ha detto pochi giorni fa.
Da poco si è conclusa ufficialmente la costituente di Futuro Nazionale dove è stato il suo turno di parlare, dove ha criticato molti dei provvedimenti del Governo. Esternazioni a cui la destra sta rispondendo compatta, almeno in apparenza.