PODCAST

La tregua in Iran è appesa a un filo: le trattative in Qatar non stanno andando bene

Immagine
Audio wave

Segui Nel caso te lo fossi perso.
Ascolta la notizia più importante del giorno.

Immagine

Sono passate esattamente due settimane da quando Stati Uniti e Iran hanno firmato l’accordo di pace dopo mesi di guerra e missili nel Golfo. Il 17 giugno scorso, a Ginevra, si sono anche dati una cornice di tempo per definire meglio i punti dell’intesa, dalla gestione del programma nucleare alla riapertura dello stretto di Hormuz. Adesso il tempo stringe e non solo non si sono fatti concreti passi avanti nei negoziati, ma c’è stata anche una sorta di involuzione. Per cui la tensione è tornata alle stelle e il rischio che scoppi di nuovo la guerra è concreto.

Ti è piaciuto questo episodio di NEL CASO TE LO FOSSI PERSO?

Le trattative tra Iran e Stati Uniti

A Doha, in Qatar, ci sono l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Donald Trump. Non starebbero parlando direttamente con gli iraniani, ma con i mediatori dell’emirato e quelli pakistani. A complicare tutto il quadro, ancora una volta, è lo stretto di Hormuz, di cui l’Iran ne rivendica il controllo. Perché controllare quella rotta vuole anche dire, ad esempio, poter chiedere un pedaggio a chiunque ci passi.  Nei giorni scorsi, in quelle acque, non è mancato il fuoco incrociato quando alcune navi hanno cercato di attraversare lo stretto senza il benestare dei Pasdaran, passando dal lato dell’Oman.

E proprio l’Oman è un’altra grande incognita di questa partita: ha il controllo dell’altra sponda del canale e se l’Iran dovesse mettere un pedaggio chiaramente tenterebbe di prendersi la propria parte. Nelle scorse ore avrebbe anche discusso con Teheran di una strategia comune, in modo da presentare una cornice normativa come unico blocco. Ma allo stesso tempo non vuole far arrabbiare più del dovuto gli americani e gli europei. Una proposta di cui si starebbe discutendo sarebbe una sorta di tassa volontaria, non obbligatoria. Ma per l’Occidente è comunque problematica. Perché alla fine il vero problema non è la somma da versare, ma quello che rappresenta: accettare un pedaggio, anche minimo o comunque non obbligatorio, vorrebbe dire riconoscere all’Iran di avere effettivamente potestà sullo stretto di Hormuz e di conseguenza, la possibilità di tenere sotto scacco l’economia mondiale.

I pedaggi nello stretto di Hormuz

Oggi il Corriere della Sera scrive che è quasi certo, ormai, che per passare dallo stretto di Hormuz bisognerà pagare, come del resto avviene in altri canali, come lo stretto di Malacca, tra l’Oceano indiano e il Mare cinese meridionale. Sono da capire le modalità: l’Iran vorrebbe appunto un pedaggio corposo e obbligatorio, l’Oman aprirebbe anche a una formula più flessibile e meno onerosa, l’Europa ribadisce la libertà di navigazione. Gli Stati Uniti difficilmente possono fare i paladini della libertà di navigazione, visto che non hanno firmato la convenzione Unclos, ma ovviamente non vogliono lasciare troppo potere a Teheran e opterebbero quindi per dei contributi volontari.

Gli Ayatollah sanno bene cosa hanno per le mani. Oggi il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito che lo stretto di Hormuz è il loro più grande strumento di potere e ha avvertito gli Stati Uniti che non permetteranno loro di fare sofismi a riguardo. Il vicepresidente statunitense JD Vance, da parte sua, ha detto che ovviamente la Casa Bianca desidera che questi colloqui abbiano esito positivo, ma che comunque, anche se così non dovesse essere, gli Stati Uniti sono comunque in una posizione di forza rispetto all’Iran e che sono pronti a riprendere gli attacchi militari se dovesse essere necessario o se le loro navi venissero attaccate nello stretto di Hormuz.

L'escalation dietro l'angolo

C’è anche un altro attore che è responsabile dell’innalzamento delle tensioni: Israele. Il ministro della Difesa Israel Katz oggi ha detto che il suo Paese ha già attaccato due volte l’Iran e può benissimo farlo una terza. Insomma, ancora una volta la tregua sembra appesa a un filo, nonostante le ultime dichiarazioni di Donald Trump. Che ha detto che i colloqui stanno andando molto bene, che la denuclearizzazione dell’Iran prosegue e che le due parti vanno molto d’accordo. Certo, Trump aveva anche detto letteralmente 40 volte di aver trovato l’accordo di pace, prima che questo venisse effettivamente firmato, ma questa è un’altra storia.

Se questo contenuto ti è piaciuto, clicca su "segui" per non perderti i prossimi episodi.

Se vuoi accedere ad altri contenuti esclusivi e sostenere il nostro lavoro, abbonati a Fanpage.it!

Immagine

Segui Nel caso te lo fossi perso.
Ascolta la notizia più importante del giorno.

Immagine

Il Podcast daily per i Sostenitori di Fanpage.it che, ogni giorno, fa il punto sulla notizia più importante del momento, quella da non perdere, per aprire gli occhi sul mondo. L’appuntamento è dal lunedì al venerdì alle 18.00, con la nostra giornalista, Annalisa Girardi.

[Altro]
api url views
Ascolta la notizia più importante del giorno.
Crea un account su Fanpage.it ed inizia a seguire Nel caso te lo fossi perso
Immagine
Immagine

Nel caso te lo fossi perso