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Giorgia Meloni deve decidere come gestire il generale Vannacci in vista delle prossime elezioni

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Il generale Vannacci è sicuramente uno dei protagonisti della campagna elettorale che formalmente non è ancora iniziata, ma che si fa sentire nell’aria ormai da mesi. Non è ancora chiaro, però, quale sarà il suo ruolo nella corsa, se giocherà in squadra o farà il battitore libero. Se lo chiedono da settimane le linee dirigenziali del centrodestra, mentre è anche in cantiere la nuova legge elettorale che rende ipotetica qualsiasi simulazione attuale. Per la Lega ovviamente, se includere o meno Futuro Nazionale nel perimetro della coalizione, non è solo una questione politica. È anche personale, perché il Carroccio aveva spalancato le porte del partito al generale e gli aveva steso un tappeto rosso, che però poi è servito solo ad accompagnarlo verso il suo progetto personale. La Lega, quindi, non ha alcuna voglia di ritrovarsi Vannacci al tavolo della coalizione e Matteo Salvini questo fine settimana lo ha detto espressamente.

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Salvini chiude all'alleanza con Vannacci

Dal palco della convention dei giovani della Lega, sulla riviera romagnola, è stato intervistato da Giuseppe Cruciani e si è tolto un bel po’ di sassolini dalle scarpe. Ha detto che l’affaire Vannacci è stato più che altro una delusione umana, più che politica, visto che “rimangiarsi nel giro di qualche settimana tutta questa apertura da parte di un uomo in divisa” obiettivamente “è stata una delusione”. Però assicura di non avere alcuna ansia da prestazione, di seguire il percorso di Futuro Nazionale con la dovuta attenzione ma nulla di più. Ha anche detto di non averlo più sentito al telefono e poi la frase con cui ha chiuso le possibilità di alleanza: “Mi freghi una volta, ma non mi faccio fregare una seconda”.

Salvini è convinto che nel 2027 – sempre che non si vada a elezioni anticipate, qualche mese fa aveva aperto alla possibilità dicendo che tutto dipendesse dai conti pubblici, ma evidentemente ha cambiato idea – il centrodestra vincerà ancora e lui tornerà a fare quello che ha sempre voluto: il ministro dell’Interno.

Nemmeno Forza Italia vuole il generale

Ma non è solo Salvini a non voler avere nulla a che fare con il generale Vannacci e il suo partito. Anche Forza Italia, come è noto, ha messo i paletti. E oggi il segretario Antonio Tajani, lo ha ripetuto alla radio. Ha detto che è stato Vannacci ad aver deciso di stare fuori dal centrodestra, votanto di continuo contro il governo, una scelta che ripete ogni singola volta ormai. Quindi, ha ribadito Tajani, non ha senso la discussione sull’imbarcare o meno il generale nella coalizione: lui era vicesegretario della Lega e lui ha deciso di mettersi fuori dai giochi. Per ora comunque, ha detto ancora Tajani, Vannacci sta dicendo cose molto diverse da quelle che sostiene Forza Italia, ragion per cui appunto vota sempre contro il governo andando a fare sempre di più “la quinta gamba della sinistra”.

Insomma, Futuro Nazionale sembra aver messo finalmente d’accordo Lega e Forza Italia, quasi al termine di una legislatura in cui non hanno fatto che rimarcarsi sempre di più le differenze tra i due alleati di governo. Questa volta a tentennare sul da farsi sembra essere più che altro Fratelli d’Italia. Come leader del primo partito della coalizione Meloni probabilmente sa che deve tenere uniti tutti gli animi della destra, così come sa che i voti di Vannacci potrebbero essere ago della bilancia alle urne. Allo stesso tempo però nemmeno alla presidente del Consiglio va giù il fatto che gli uomini del generale (e una donna, da quando Laura Ravetto si è unita ai vannacciani) in Parlamento continuino a votare contro i provvedimenti del governo.

Cosa farà Meloni?

Alcuni retroscena usciti oggi sui giornali raccontano che Meloni sarebbe disponibile ad avviare una discussione a un patto: che i deputati di Futuro Nazionale inizino a votare la fiducia al governo. Altrimenti continuano a comportarsi come se facessero parte dell’opposizione e con l’opposizione, ovviamente, non ha alcun senso discutere di alleanze e coalizioni in vista delle prossime elezioni.

Non è chiaro che linea darà Vannacci ai suoi da qui in poi, ma sicuramente il generale si è mostrato più conciliante del solito nel fine settimana. Da un evento a Vicenza, anche lui intervistato da Cruciani che appena qualche ora prima era sul palco con Salvini, il generale ha detto di essere disponibile a entrare in coalizione, se venissero rispettate le linee rosse del suo partito, dal posizionamento in politica internazionale (quindi addio al sostegno all’Ucraina) e interna (a partire dalla remigrazione). Vannacci ha anche detto di non aver mai parlato con Meloni, ma che lei ha il suo numero e può chiamarlo in qualsiasi istante perché lui è sempre pronto a sostenere qualsiasi tipo di discussione. La discussione però al momento è ancora interna a Fratelli d’Italia, con alcuni nel partito che vorrebbero coinvolgere il generale e altri che preferirebbero tenerlo fuori dai giochi. Alla fine deciderà Meloni.

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