PODCAST

Caro affitti, emergenza abitativa e un commissario da 490mila euro di stipendio: il Piano Casa del governo

Immagine
Audio wave

Segui Nel caso te lo fossi perso.
Ascolta la notizia più importante del giorno.

Immagine

Nelle tante battaglie per i diritti che si sono fatte in questi anni, spesso si è finiti per lasciarne ai margini una fondamentale. Quella per la casa. Avere un tetto sopra la testa non è più un problema che riguarda solo una fascia ben precisa di popolazione, quella più vulnerabile, in povertà assoluta. Con i prezzi degli affitti sempre più alti e i costi delle proprietà alle stelle – tanto che comprare casa non è più accessibile a tutti, anche volendo indebitarsi praticamente per tutta la vita – il tema della casa è diventato ostico per sempre più persone. Perché mentre la quota per il mutuo o l’affitto è sensibilmente cresciuta negli anni, gli stipendi sono rimasti gli stessi. E se il prezzo di un bilocale, in città come Roma o Milano, è salito anche 1.000 / 1.500 euro, lo stipendio medio è ancora attorno ai 1.500/2.000: questo significa che ben oltre la metà della busta paga se ne va in affitto e resta ben poco per coprire le altre spese, anche quelle sensibilmente in crescita negli ultimi anni, dalle bollette al cibo, a qualsiasi cosa.

Ti è piaciuto questo episodio di NEL CASO TE LO FOSSI PERSO?

La crisi abitativa

C’è uno studio fatto qualche mese fa da Locare che mette in relazione gli affitti e gli stipendi medi e che racconta come ad esempio a Milano la quota dell’affitto assorbe circa il 65,7% del reddito mensile. Una percentuale insostenibile.

Il governo Meloni aveva quindi messo la questione abitativa tra le sue priorità. Ma ad ogni legge di bilancio la coperta era sempre particolarmente corta e finora non si è riusciti a fare granchè. Fino ad oggi, almeno, quando ha ricevuto il via libera alla Camera il cosiddetto Piano Casa, che ora dovrà essere approvato in tempi stretti anche in Senato. Il testo deve essere infatti convertito in legge entro il 6 luglio e questo significa che non ci sarà molto spazio per le modifiche. Per le opposizioni però ne servirebbero parecchie.

Cosa prevede il Piano Casa

In generale questo decreto prevede da un lato di recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato – l’edilizia residenziale pubblica, cioè tutte quelle case popolari delle varie ATER regionali che sarebbero anche disponibili, ma non possono essere utilizzate perché sarebbero da ristrutturare – e dall’altro aumentare il numero di abitazioni da affittare o vendere a prezzi calmierati, per quelle fasce che non hanno diritto a un alloggio pubblico, ma allo stesso tempo non sono in grado di sostenere i prezzi di mercato. Più specificatamente studenti (in più in questo piano c’è anche il rifinanziamento del fondo per gli affitti degli studenti fuori sede), giovani lavoratori, stagionali. L’obiettivo del governo è di coinvolgere anche il settore privato e mobilitare, nei prossimi dieci anni, 10 miliardi di euro per 100 mila alloggi totali, tra case popolari e quelle a prezzi ridotti.

Il commissario straordinario

Il problema, e da qui deriva una prima critica delle opposizioni, è che per ora in questo decreto sono stati messi sono 1,2 miliardi di euro. Il resto il governo spera di trovarlo in vari fondi, tra europei e nazionali, oltre che dagli investimenti privati. Però per ora questi soldi non ci sono. Invece sono già stati definiti i compensi per il commissario straordinario, che è stato nominato immediatamente. Si tratta di Felice Squitieri, nominato appunto “commissario straordinario per la riorganizzazione dei fabbisogni e il programma di interventi in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale". Resterà in carica fino alla fine del 2027 e per questi 18 mesi gli verrà corrisposto in totale quasi mezzo milione di euro dallo Stato. 181 mila euro lordo per quest’anno, mentre il prossimo lo stipendio massimo per i manager della pubblica amministrazione, quindi 311.658,33 euro lordi. È un uomo molto vicino alla Lega, la sua nomina sarebbe arrivata su esplicita richiesta di Matteo Salvini, e ricopre già degli incarichi al ministero dell’Ambiente, come commissario per le valutazioni sull’impatto ambientale dei progetti.

Mancano i fondi

In generale tutti i soldi verranno gestiti da Invitalia, società controllata dal ministero dell’Economia, che dovrà anche occuparsi dei progetti che presenteranno anche i vari soggetti privati all’interno di questo Piano Casa. Ma al di là dei fondi che mancano, l’Ance, cioè l’Associazione nazionale dei costruttori, ha sottolineato che anche su quelli delineati nel Piano non sono chiare le modalità di funzionamento.

Le polemiche sono destinate a protrarsi dalla Camera al Senato. Nel frattempo, una nota di colore: su questo provvedimento i deputati del partito di Vannacci, a Montecitorio, non hanno votato la fiducia al governo, per l’ennesima volta.

Se questo contenuto ti è piaciuto, clicca su "segui" per non perderti i prossimi episodi.

Se vuoi accedere ad altri contenuti esclusivi e sostenere il nostro lavoro, abbonati a Fanpage.it!

Immagine

Segui Nel caso te lo fossi perso.
Ascolta la notizia più importante del giorno.

Immagine

Il Podcast daily per i Sostenitori di Fanpage.it che, ogni giorno, fa il punto sulla notizia più importante del momento, quella da non perdere, per aprire gli occhi sul mondo. L’appuntamento è dal lunedì al venerdì alle 18.00, con la nostra giornalista, Annalisa Girardi.

[Altro]
api url views
Ascolta la notizia più importante del giorno.
Crea un account su Fanpage.it ed inizia a seguire Nel caso te lo fossi perso
Immagine
Immagine

Nel caso te lo fossi perso