La definisce come la “crisi politica più folle del mondo”. L’accusa il senatore del Pd, Matteo Renzi, la rivolge al leader leghista Matteo Salvini: “L’Italia è abituata alle convulsioni governative ma quella innescata da Matteo Salvini è senza precedenti. Nessuno aveva mai provocato una crisi in piena estate per non dover fare la manovra”. L’ex presidente del Consiglio parla della crisi di governo in un’intervista a Le Monde e spiega: “Bisogna impedire il ritorno alle urne voluto da Matteo Salvini. Non è un obbligo, solo una scelta personale”.

Secondo Renzi siamo di fronte a due “giganteschi problemi: il primo è il posizionamento internazionale dell'Italia, le sue alleanza tradizionali; il secondo è il timing della crisi che impedisce il voto sulla legge finanziaria e rende inevitabile l'aumento dell'Iva al primo gennaio in virtù delle clausole di salvaguardia. Mentre la crescita, che era dell'1,7% nel 2017, è scesa a zero e una misura di questo tipo spingerebbe l'Italia in una recessione terribile”.

Il senatore del Pd attacca il governo per quanto fatto in questi 14 mesi: “Questo Governo aveva promesso di cambiare tutto. Dopo un anno e due mesi il suo fallimento è evidente. Dimostrazione che i populisti una volta al potere sono degli incapaci, degli incompetenti. Per questo il 20 agosto voteremo la sfiducia. Allora dovrebbe iniziare il percorso istituzionale previsto dalla Costituzione”. Renzi replica anche alla giornalista che gli fa notare come in passato abbia ritenuto impossibile un’alleanza con i 5 Stelle: “La situazione è un po' cambiata. La Lega persegue una linea di estrema destra che considero inaccettabile mentre il M5S sembra – speriamo che sia durevole – avere modificato il suo orientamento. Mi sembra – vedremo se succederà veramente – che voglia prendere le sue distanze dalla follia della Lega”.

Renzi parla anche di migranti e del decreto sicurezza bis: “Bisognerà affrontare il problema di quel decreto: salvare un uomo in mare non può essere un delitto. Ma bisognerà fare molto di più, definire una strategia”. E sul voto favorevole del M5s a quel provvedimento, il senatore del Pd conclude: “Non si tratta di un problema fra Pd, M5S e Lega, ma fra l'Europa e l'Africa. Bisogna aiutare quel continente a svilupparsi. L’indifferenza dell'Europa di fronte a questi problemi non può durare”.