Prima l’ultimatum del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Poi le rassicurazioni, seppur non del tutto convinte, dei suoi vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Una tregua momentanea che sembrava però poter reggere, almeno fino a un nuovo vertice chiarificatore, previsto nei prossimi giorni. Ma la pace è durata ben poco: neanche un’ora dopo le rassicurazioni dei due leader di Lega e Movimento 5 Stelle arriva un nuovo scontro nel governo. Il vertice di Palazzo Chigi sul decreto Sblocca cantieri è finito con una fumata nera. Nessuna intesa tra i due partiti di maggioranza sull’emendamento presentato dal Carroccio per rimandare di due anni l’applicazione del codice degli appalti. La riunione di Palazzo Chigi era stata convocata proprio per trovare la quadra sul caso, ma è stata interrotta dopo meno di un’ora dall’inizio per le diverse vedute su questa norma che riguarda l’articolo 1 del decreto.

Il decreto Sblocca cantieri rischia, a questo punto, di non essere approvato nei tempi utili. L’approvazione deve infatti arrivare entro il 17 giugno, ma manca ancora un nuovo passaggio alla Camera. E se lo scontro non si chiuderà in tempi brevi, difficilmente il decreto potrà effettivamente essere convertito in legge. Fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti se la prendono con il Carroccio: “Se la Lega vuole far saltare il decreto Sblocca cantieri e magari così mettere a rischio lo stesso governo, lo dicesse in maniera chiara e se ne assumerà le responsabilità”.

Al vertice sul decreto non era presente Matteo Salvini, che continua invece il suo tour elettorale, questa sera di tappa a Cremona. Erano invece presenti il presidente del Consiglio Conte, con i capigruppo al Senato Patuanelli e Romeo, oltre al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Al tavolo anche i sottosegretario Crippa, Santangelo e Valente. Secondo quanto riportano alcune agenzie di stampa, Conte avrebbe chiesto di rimuovere tutte le proposte non concordate, proprio come affermato durante la conferenza stampa del pomeriggio. E tra queste ci sarebbe anche l’emendamento che blocca il codice degli appalti per due anni. Secondo quanto scrivono l’Adnkronos e la Dire, il presidente del Consiglio si sarebbe irritato: “Così non va bene”. E su Palazzo Chigi scende il gelo, con un primo vertice dopo l’appello di Conte che non porta segnali incoraggianti sulla tenuta dell’esecutivo.