Giornalista licenziato per domanda su Israele fa causa all’agenzia di stampa: “Mi batto per i miei diritti”

In un video sui social, Gabriele Nunziati ha annunciato che farà causa contro la sua ex agenzia di stampa. Lo scorso ottobre il giornalista era stato licenziato dopo aver interrogato la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho sulle responsabilità di Israele nella ricostruzione di Gaza.
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In un video sui social, il giornalista Gabriele Nunziati ha annunciato che farà causa contro la sua ex agenzia di stampa, Agenzia Nova. Lo scorso ottobre Nunziati era stato cacciato dopo aver chiesto alla portavoce della Commissione europea Paula Pinho se Israele dovesse pagare per i lavori di ricostruzione nella Striscia di Gaza, distrutta dai bombardamenti dell'Idf.

"Ho deciso di fare causa all'Agenzia Nova. La prima udienza si terrà martedì 9 giugno a Roma", ha dichiarato in un filmato diffuso sui suoi canali social. "Il mio caso non è un caso isolato. Ce ne sono tanti altri", ha aggiunto il giornalista.

L'episodio risale a diversi mesi fa. A rivelare per la prima volta quanto accaduto era stata proprio Fanpage.it. Durante un punto stampa con l'esecutivo Ue, Nunziati – che al tempo lavorava come inviato a Bruxelles per l'Agenzia Nova – aveva posto una semplice domanda: "Se la Russia dovrà pagare per la ricostruzione dell'Ucraina, Israele dovrà fare lo stesso per Gaza?".

La portavoce della Commissione, visibilmente colta alla sprovvista, aveva preferito evitare di rispondere. Lo scambio era stato ripreso e aveva rapidamente fatto il giro del web. Qualche settimana dopo, Nunziati si era ritrovato senza un lavoro. L'agenzia si era giustificata sostenendo che la domanda fosse tecnicamente sbagliata e che si fondasse su presupposti erronei perché la Russia "ha invaso l'Ucraina" mentre Israele "ha subito un'aggressione armata". Sebbene il governo israeliano si sia reso responsabile di un genocidio, ampiamente documentato e ancora in corso nella Striscia.

La vicenda aveva fatto discutere ed era arrivata fino al Parlamento italiano. Ora il caso si appresta ad entrare nelle aule di giustizia. Nunziati infatti ha deciso di adire per vie legali contro l'agenzia che l'aveva cacciato ingiustamente. La prima udienza è fissata per martedì 9 giugno. "Sono contento di poter dire che con Amnesty International abbiamo deciso di fare una mobilitazione di categoria, proprio per il 9 giugno. Ci sono tanti giornalisti, colleghi e organizzazioni di stampa che hanno aderito", ha affermato.

Il giornalista sarà appoggiato dall'Associazione Stampa Romana, che coprirà le spese legali. "Se io oggi sono qui a poter almeno provare a battermi per i miei diritti è perché un sindacato, Stampa Romana, ha deciso di coprire le mie spese legali. Altrimenti io non sarei potuto essere qui. Non avrei avuto le possibilità economche", ha spiegato. "In un sistema capitalistico, anche la giustizia diventa una questione di classe".

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