Carta d’identità cartacea, vacanze a rischio senza CIE: quando il documento provvisorio non è valido

Dal 3 agosto la carta d'identità cartacea non sarà più valida per viaggiare. Il governo Meloni ha prorogato la scadenza per concedere più tempo a chi deve passare al formato elettronico, evitando così di ingolfare gli uffici comunali. Le vecchie carte potranno essere utilizzate fino alla loro naturale scadenza mentre per viaggiare serve un documento provvisorio. Ma chi varca i confini nazionali potrebbe incorrere in brutte sorprese: il documento potrebbe non essere accettato da alcuni Stati. Proviamo a fare un po' di chiarezza.
Quando scade la carta d'identità cartacea e quando passare alla CIE
La scadenza per le carte d'identità cartacee è stata fissata dal regolamento europeo 2019/1157, che impone a tutti i cittadini Ue di completare il passaggio alla CIE (Carta d'identità elettronica) e abbandonare il vecchio documento di carta. Il termine del 3 agosto vale per tutti i formati cartacei, indipendentemente dalla loro scadenza.
In Italia milioni di cittadini possiedono ancora la vecchia carta. In molti casi quei documenti scadrebbero tra il 2027 e il 2030 ma per effetto della normativa europea perderanno validità già da quest'estate.
Lo scorso giugno, con il decreto legge 108/2026, il governo Meloni ha deciso di far slittare l'addio ai formati cartacei per consentire ai cittadini di rimanere con un documento valido, nell'attesa che i Comuni smaltiscano le lunghe code di appuntamenti per completare il passaggio al formato elettronico. La carta d'identità cartacea dunque continuerà a valere, almeno per quel che riguarda i rapporti con la pubblica amministrazione, l'accesso alle prestazioni sanitarie, previdenziali e simili, fino al 31 gennaio 2027. Poi, anche se il proprio documento non è ancora scaduto, bisognerà obbligatoriamente passare alla CIE.
Per chi varca i confini nazionali il documento provvisorio potrebbe non essere valido
Il discorso cambia per chi varca i confini nazionali. In quel caso serve possedere il formato elettronico o in alternativa un passaporto. Per permettere gli spostamenti in periodo denso di partenze come quello estivo, è stata concessa la possibilità di viaggiare con un documento provvisorio valido anche per l'espatrio, rilasciato dai Comuni.
Il documento provvisorio ha una validità inferiore ai sei mesi e non è rinnovabile. Viene rilasciato in formato cartaceo dal Sindaco secondo quanto stabilito dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza nei casi di urgenza "validamente prospettata dal cittadino". Il documento è classificato come carta valori ed è prodotto dalla società Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.
Una volta completato il passaggio alla CIE, il cittadino dovrà restituire il documento all'ufficio Comunale. C'è però un problema. Il documento potrebbe non essere accettato fuori dall'Italia. È lo stesso decreto a mettere nero su bianco l'avvertimento. "All'atto del rilascio, il cittadino è avvertito che il documento di identità provvisorio può non essere accettato da alcuni Stati esteri ai fini dell'ammissione nel loro territorio", si legge al comma 4 dell'articolo 11.
Un rischio non da poco considerato se si pensa a quanti italiani avranno prenotato le loro vacanze estive fuori dal territorio nazionale. Spetta quindi al cittadino attivarsi per verificare se il Paese di destinazione del proprio viaggio accetterà il documento provvisorio ed evitare così di rimanere bloccato alla frontiera.