Carta d’identità cartacea ed elettronica: cosa cambia dal 3 agosto 2026 per viaggiare all’estero

Con la stagione estiva ormai nel vivo e le partenze per le vacanze alle porte, un recente provvedimento del Governo ha generato non poca confusione tra i cittadini in merito alla validità dei documenti d'identità. Un decreto approvato dal Consiglio dei Ministri ha infatti modificato le scadenze per le vecchie carte d'identità cartacee, introducendo però un doppio binario che è fondamentale conoscere per evitare brutte sorprese ai controlli di frontiera. La regola d'oro per chi viaggia quest'anno è netta: la proroga del formato cartaceo vale solo in Italia, mentre per varcare i confini nazionali la svolta digitale è ormai obbligatoria.
Il "doppio binario": cosa cambia in Italia e cosa cambia all'estero
Il Governo ha scelto di allentare la pressione sui cittadini e sugli uffici anagrafici comunali, estendendo l'utilizzo del vecchio documento tradizionale. Tuttavia, questa flessibilità si ferma alle frontiere italiane. Ecco come si articola la nuova normativa:
- Sul territorio nazionale: Le carte d'identità cartacee rimangono valide fino alla loro scadenza naturale per tutti i rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i gestori di servizi pubblici. C'è comunque un limite massimo: la validità non potrà in ogni caso superare il 31 gennaio 2027, data che segnerà il definitivo pensionamento del vecchio modello.
- Per viaggiare oltreconfine: Non ci sono deroghe. A partire dal 3 agosto 2026, in base a un regolamento europeo, la vecchia carta cartacea non sarà più considerata un documento valido per l'espatrio. Per viaggiare fuori dall'Italia verso Paesi UE o dove è accettata la carta d'identità, sarà tassativamente necessaria la Carta d'Identità Elettronica (CIE) o il passaporto. L'unica eccezione riguarda i documenti provvisori con validità inferiore ai sei mesi.
Il rischio di fraintendimenti per i viaggiatori
La concomitanza tra la proroga nazionale e lo stop europeo ai confini ha spinto diversi esponenti politici a lanciare l'allarme sul rischio di interpretazioni fuorvianti, specialmente per chi sta pianificando un viaggio o per gli italiani residenti all'estero (AIRE). Dalle commissioni parlamentari arriva l'invito a non considerare questo rinvio domestico come una scusa per rimandare il passaggio al digitale. Il rischio concreto è quello di presentarsi all'imbarco di un volo o a un posto di blocco doganale scoprendo troppo tardi che il proprio documento non è più legalmente riconosciuto per l'espatrio.
La protesta dei Comuni: "Decisione tardiva che crea caos"
La mossa dell'esecutivo non ha mancato di sollevare accese polemiche sul piano amministrativo. Gli assessori ai servizi demografici di numerose grandi città italiane (tra cui Milano, Torino, Firenze, Bergamo e Padova) hanno criticato duramente il tempismo di Palazzo Chigi. Le amministrazioni locali hanno evidenziato come per mesi sia stato chiesto ai Comuni un immenso sforzo organizzativo per accelerare il rilascio delle CIE e smaltire le liste d'attesa. Secondo gli enti locali, una proroga dell'ultimo minuto e strutturata in questo modo rischia di confondere l'utenza e di depotenziare il lavoro di modernizzazione svolto finora. Per chiunque abbia in programma un viaggio a partire da agosto, il consiglio delle autorità resta quindi lo stesso: verificare immediatamente la tipologia del proprio documento e, in caso si possieda ancora il modello cartaceo, muoversi con anticipo per richiedere la versione elettronica.