La Fondazione Gimbe chiede al governo di rivedere il sistema della suddivisione delle Regioni in diverse fasce di colore, ovvero la zona gialla, arancione e rossa. Secondo la fondazione questa sperimentazione ha evidenziato “numerosi limiti” e servono quindi “nuovi parametri nazionali per attuare tempestive chiusure locali”. Nel suo report settimanale Gimbe evidenzia i dati sull’emergenza Coronavirus negli ultimi sette giorni, sottolineando che i nuovi casi registrati sono stati 90.030 contro i 106.326 della settimana precedente, mentre i decessi sono stati 2.545 contro 3.083. Gli attualmente positivi scendono da 519mila a 482mila, così come le persone in isolamento domiciliare. Per quanto riguarda i ricoveri, sono 23.255 contro i 26.952 della settimana precedente, mentre le terapie intensive scendono da 3.526 a 3.151. Il calo dei decessi è del 17,5%, quello di ricoveri del 13,7%, quello delle terapie intensive del 10,6%. Minori le riduzioni per gli isolamenti domiciliari (-6,6%), dei nuovi casi (-7,8%) e degli attualmente positivi (-7%).

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, commenta: “La circolazione del virus nel nostro Paese rimane ancora sostenuta. Con la progressiva riduzione dei nuovi casi settimanali, i casi attualmente positivi, raggiunto il picco della terza ondata il 5 aprile (n. 570.096), sono scesi a 482 mila, numero molto elevato e sottostimato dall’insufficiente attività di testing & tracing”. Inoltre, sottolinea Gimbe, il dato nazionale risente di situazioni regionali completamente differenti tra loro, tanto che la variazione percentuale dei nuovi casi aumenta in tre Regioni, mentre crescono gli attualmente positivi in sei Regioni.

I dati della Fondazione Gimbe sui ricoveri

I ricoveri in area medica hanno raggiunto il picco il 6 aprile, con 29.337 pazienti: la discesa è stata del 20,7% in due settimane, con quattro Regioni che però superano ancora la soglia del 40%. Per le terapie intensive, la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile, con 3.743 ricoveri in area critica, ma la discesa è più lenta: la riduzione è del 15,8% in 14 giorni. Però sono ancora ben 12 le Regioni in cui la soglia del 30% dell’occupazione dei posti letto in terapia intensiva viene superata. La media mobile a 7 giorni degli ingressi si attesta a 182 casi, ma è in calo da ormai un mese.

Le vaccinazioni, gli over 80 e i fragili

Al 21 aprile, secondo i dati della Fondazione Gimbe, sono state consegnate all’Italia 17.752.110 dosi di vaccini anti-Covid, ovvero il 25,9% di quelle totali previste per il primo semestre del 2021. Finora è stato consegnato il 36,3% delle dosi previste da Pfizer, il 28,9% di Moderna, il 27% di AstraZeneca. “Nelle ultime due settimane sono state consegnate circa 5,7 milioni di dosi: numeri in crescita, ma ancora lontani dal garantire le 3,5 milioni di somministrazioni settimanali del piano Figliuolo”, afferma Cartabellotta. Il 18,8% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 7,8% ha completato il ciclo con il richiamo, seppure restino importanti differenze regionali. Nelle ultime tre settimane si è registrato un incremento del 35,5% delle dosi somministrate, la media mobile a 7 giorni è di 315.506 dosi al giorno, oltre 180mila in meno rispetto alle 500mila quotidiane annunciate per metà aprile.

Per quanto riguarda gli over 80, su oltre 4,4 milioni di persone ha completato il ciclo vaccinale il 51,6% di loro, mentre un altro 30,2% ha ricevuto la prima dose. Nella fascia 70-79 anni, che comprende 5,9 milioni di persone, hanno completato il ciclo il 4,8% con la prima dose ricevuta da un ulteriore 35,7%. Infine nella fascia 60-69 anni, che comprende 7,3 milioni di persone, ha completato il ciclo vaccinale il 6% mentre il 13,1% ha ricevuto solamente la prima dose.

Le riaperture e il sistema a colori delle Regioni

Secondo la Fondazione Gimbe il decreto sulle riaperture varato ieri in Consiglio dei ministriè basato su un ‘rischio ragionato’: è una decisione politica presa sul filo del rasoio se guardiamo ai dati della pandemia e alle coperture vaccinali, ma al tempo stesso un coraggioso atto di responsabilità del Governo per rilanciare numerose attività produttive e placare le tensioni sociali che affida ai cittadini una grande responsabilità. Chiaramente, se le graduali riaperture saranno interpretate come un ‘liberi tutti’, una nuova impennata dei contagi rischia di compromettere la stagione estiva”.

La Fondazione Gimbe esorta il governo a elaborare una strategia per evitare la “verosimilerisalita dei contagi. La previsione è che gli effetti della zona arancione e rossa si vedranno fino a metà maggio, ma con il ritorno alle zone gialle la risalita dei contagi sembra inevitabile, secondo la Fondazione, tanto che è ritenuto “impossibile in tempi brevi ridurre l’incidenza settimanale dei nuovi casi al di sotto di 50 casi per 100mila abitanti”. Per quanto riguarda il sistema a colori delle Regioni, Gimbe “richiede un’adeguata revisione dopo quasi sei mesi di sperimentazione che ne ha rilevato numerosi limiti. Servono nuovi parametri nazionali per attuare tempestive chiusure locali ed evitare la diffusione del contagio, arginando così la necessità di restrizioni più estese e rigorose”. La Fondazione chiede anche una strategia di “screening di massa a cadenza periodica” per le scuole e un investimento sullo smart working, che “non è mai stato incentivato tramite misure di sgravio fiscale”.