Nelle Marche, oltre a esprimersi sul referendum costituzionale, i cittadini hanno votato per rinnovare per il consiglio regionale. I risultati, non ancora definitivi, danno per certa la vittoria del candidato di centrodestra Francesco Acquaroli, al 46,9%, con quasi 10 punti di stacco dal principale sfidante, Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia del centrosinistra, che si ferma al 38% (dati terza proiezione Swg per La7, su una copertura del campione del 43%). La vittoria del nuovo governatore era chiara già dai primi exit poll. Staccato il candidato del M5s, Gian Mario Mercorelli del M5S, sotto il 10%. La Regione era da sempre governata dal centrosinistra.

Dopo lo scrutinio del 20% delle sezioni elettorali marchigiane (317 su 1.576), le percentuali dei voti assegnati ai candidati presidenti, rilevate dall'Ufficio elettorale della Regione Marche vede appunto in testa Francesco Acquaroli al 48,14%, seguito da Maurizio Mangialardi al 37,62% e da Gian Mario Mercorelli, all'8,81%.

Il dato dell'affluenza definitiva è stato del 59,7%, nel 2015 era stata del 49,78%. Alle urne erano chiamati 1.310.843 marchigiani (637.290 uomini e 673.553 donne) per 1.576 seggi, distribuiti nei 227 Comuni, per eleggere il presidente e i 30 consiglieri dell’undicesima legislatura della Regione Marche. Acquaroli (RicostruiAmo le Marche) e Mangialardi (Insieme Marche) erano sostenuti da sei liste. Per Mangialardi: Pd, Marche Coraggiose, Le nostre Marche e il Centro, Mangialardi Presidente, Italia Viva-Psi-Demos-Civici Marche, Rinasci Marche. Per Acquaroli: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia – Civici per le Marche, Udc-Popolari Marche, Movimento per le Marche e Civitas-Civici per Acquaroli. I restanti sei candidati a governatore, erano invece sorretti da una sola lista, a partire da Gian Mario Mercorelli, l’aspirante presidente per il Movimento 5 Stelle. Gli altri candidati alla poltrona di presidente della Regione Marche erano: Roberto Mancini (Dipende da Noi), Fabio Pasquinelli (Lista Comunista! Per le Marche), Sabrina Paola Banzato (Vox Italia-Marche), Anna Rita Iannetti per il "Movimento 3V Libertà di scelta, Alessandra Contigiani, con Riconquistare l’Italia – Fronte Sovranista Italiano.

"Trionfo Marche. Grazie a Francesco Acquaroli e a Fratelli d'Italia un'altra roccaforte della sinistra sarà amministrata dal centrodestra. Da nord a sud Fratelli d'Italia è l'unico partito che cresce in tutte le regioni al voto", ha scritto su Facebook la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, commentando l'esito delle Regionali.

"Auguro buon lavoro a Francesco Acquaroli", ha detto il candidato governatore del centrosinistra, Maurizio Mangialardi. "Era una missione veramente complicata- ha detto ancora Mangialardi durante la conferenza stampa ripresa da Etv Marche-. Il centrosinistra ce l'ha messa tutta, ce l'ho messa tutta io. Ci sono state troppe cose, la crisi economica, il terremoto e la sanità che hanno determinato questo risultato. Acquaroli avrà un'opposizione sicuramente competente. Saremo li' vigili perché arriveranno le risorse del Recovery fund e spero anche del Mes. Saremo fermi e determinati".

Anche in questa Regioni, come nelle altre sei al voto, tranne la Liguria, Pd e M5s non sono riusciti a trovare un accordo su un candidato comune. E questo ha sicuramente avvantaggiato il centrodestra: "Se il Pd perderà in maniera netta solo nelle Marche, come si sta profilando dalle prime proiezioni, vuol dire che erano sotto terra da tempo". aveva commento oggi pomeriggio il candidato governatore del M5s Gian Mario Mercorelli, parlando di "una sconfitta marcatamente della sinistra marchigiana".

L'esponente pentastellato ha detto di "non avere alcun pentimento" per il mancato accordo con il centrosinistra per la guida della Regione Marche. "È stato il Pd che non ha voluto discutere con noi – ha spiegato – il nostro passo per convenire a un accordo lo avevamo fatto, ma la sinistra voleva comandare". La vittoria di Acquaroli non sorprende il pentastellato: "Non mi meraviglia, i marchigiani hanno esclusivamente esperienza di sinistra al governo e hanno concentrato la propria delusione nel punire scelte della sinistra".