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Fondi russi alla Lega, Conte attacca Salvini: “Io riferisco e lui tace, deve chiarire”

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, attacca Matteo Salvini sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega. Dopo aver riferito al Copasir sul caso del Russiagate, Conte sottolinea di aver spiegato la sua posizione, al contrario di Salvini che non ha ancora chiarito i suoi legami con Savoini e il ruolo di quest’ultimo a Mosca.
A cura di Stefano Rizzuti
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Dopo aver riferito al Copasir sul cosiddetto Russiagate, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si toglie qualche sassolino dalle scarpe e attacca il leader della Lega, Matteo Salvini, sottolineando come si sia rifiutato di chiarire, nelle opportune sedi istituzionali, la vicenda dei presunti fondi russi alla Lega. Rispondendo a una domanda sull’inchiesta di Report sul coinvolgimento di Salvini nella vicenda e sul suo legame con Gianluca Savoini, Conte accusa l’ex ministro dell’Interno di non avere alcuna “sensibilità istituzionale” e gli chiede di chiarire “cosa ci faceva con Savoini quando portava avanti incontri istituzionali con le autorità russe”. Il presidente del Consiglio si chiede come faccia Salvini a non avvertire “la responsabilità di chiarire questa vicenda: io sono stato in forte imbarazzo, sono andato al Senato a riferire al suo posto, tra l’altro non avendo informazioni da lui”.

Conte spiega di non aver visto la puntata di Report sul caso, aggiungendo di non essere uno che guarda spesso la tv. Però “ho orecchiato, ho letto qualcosa. Mi par di capire che ci sono ulteriori elementi su questa vicenda. Però, voglio essere chiaro, non è mia abitudine attaccare gli avversari politici, non l’ho mai fatto”. Eppure il presidente del Consiglio non risparmia le critiche, anzi: “Certo, io rimango sorpreso quando Matteo Salvini si ritrova a pontificare quotidianamente sulla questione Barr e mi ha invitato chiarirla perché non gli tornava”. Conte ritiene che la richiesta di Salvini fosse legittima e per questo “ho detto tutte quello che sono le informazioni in mio possesso”.

Quello che mi sorprende – attacca però Conte – è come Matteo Salvini, che ha una grande responsabilità perché non solo era ministro dell’Interno, quindi aveva un ruolo istituzionale quando sono accaduti i fatti, ma si è anche candidato a guidare il Paese, come lui non avverta la responsabilità di chiarire questa vicenda”. Conte non nega di essere stato in forte imbarazzo: “Sono andato al Senato a riferire al suo posto, tra l’altro non avendo informazioni da lui. Il ministro non ha passato al suo presidente del Consiglio informazioni per riferire in Parlamento: lui non ha risposto a una richiesta scritta”.

Per Conte Salvini non ha sensibilità istituzionale: “Qui non c’è sensibilità istituzionale. Forse lo dovrebbe chiarire cosa ci faceva con Savoini in occasione degli incontri istituzionali con le autorità russe, con Savoini che non aveva alcun ruolo”. Una richiesta che Salvini dovrebbe soddisfare “per noi ma anche per gli elettori leghisti, per chi lo sta vagliando per capire se è idoneo o no a guidare il Paese”.

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