Evasione fiscale, collegando scontrini e POS sono emersi 13,5 miliardi di euro nel giro di sei mesi

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A cura di Luca Pons
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Da marzo-aprile è obbligatorio collegare il registratore di cassa al POS. Quest’anno, fino al 30 settembre, sono stati comunicati al Fisco 267,5 milioni di scontrini in più rispetto al 2025: un salto da 13,5 miliardi di euro ‘emersi’, che porteranno anche maggiori entrate allo Stato.

Dall'inizio dell'anno al 30 settembre, il collegamento obbligatorio tra registratore di cassa e POS ha fatto emergere una quantità enorme di transazioni: 267,5 milioni di "documenti commerciali" (cioè, appunto, scontrini) in più per un totale di 13,5 miliardi di euro. E, considerando che l'obbligo non è entrato pienamente in vigore fino al periodo tra marzo e aprile, si parla di un arco temporale effettivo di sei mesi.

La cifra più aggiornata è emersa nella audizione della Corte dei Conti davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, riportata nella memoria depositata. Nel corso delle audizioni, i rappresentanti degli organi interpellati (come in questo caso la Corte) spiegano a voce i punti più importanti, poi rispondono alle domande dei parlamentari presenti, ma nel frattempo lasciano anche a disposizione un documento ufficiale ben più lungo e dettagliato. Nel documento in questione si parla, tra le altre cose, anche degli effetti del collegamento obbligatorio tra POS e registratori di cassa.

Quanti soldi sono emersi (e da dove) grazie al collegamento tra POS e scontrini

"Nel periodo 1° gennaio-30 settembre 2026 i documenti commerciali trasmessi sono aumentati, rispetto all’anno precedente, di circa 267,5 milioni (+1,9 per cento) e il relativo imponibile, al netto di resi e annulli, di circa 13,5 miliardi (+4,1 per cento)", si legge. Dunque, 267,5 milioni di scontrini in più e una base imponibile aumentata di 13,5 miliardi che sono emersi.

Sembra la misura, nel corso dei primi sei mesi circa, abbia mantenuto la sua efficacia da questo punto di vista. Tra gennaio e giugno (ma, di nuovo, l'obbligo è in vigore solo da marzo-aprile) l'Agenzia delle Entrate ha registrato 160 milioni di scontrini extra. A luglio e agosto, mesi di turismo per buona parte del Paese, altri circa 60 milioni in più. A settembre, ulteriori 47 milioni. Un segnale, quindi, che l'arrivo dei turisti – spesso più abituati ai pagamenti elettronici anche per piccoli importi – ha aiutato, ma non è l'unico fattore.

Non è detto che tutto l'aumento sia legato solamente all'obbligo di collegare POS e scontrini: potrebbero c'entrare anche l'inflazione o altri fattori che influenzano i consumi. Ma ci sono pochi dubbi che un rapporto tra le due cose ci sia. Come sottolinea la Corte dei Conti, è soprattutto nel commercio che aumenta l'IVA sugli scambi interni. In altre parole, i commercianti (la categoria più interessata dal collegato POS-registratore) sono il gruppo che ha visto il maggiore incremento di acquisti, e quindi di IVA da versare.

Quanto ci guadagna lo Stato con le tasse recuperate dall'evasione

A proposito di IVA, bisogna tenere a mente che questi 13,5 miliardi non sono la somma che lo Stato incasserà. Si tratta in gran parte di imponibile emerso, ovvero importi che lo scorso anno sarebbero rimasti nascosti dall'Agenzia delle Entrate e invece quest'anno sono state segnalate regolarmente. Le entrate per le casse pubbliche saranno ben più ridotte, e al momento è ancora difficile calcolarle.

Solitamente, in ciascuno pagamento (e quindi ogni scontrino) viene conteggiata anche l'IVA, che si versa al Fisco. In molti casi è il 22%, ma non tutti. Si potrebbe immaginare, a spanne, che lo Stato incassi il 20% circa di quei 13,5 miliardi (2,7 miliardi circa)? Non proprio, perché alcuni contribuenti – quelli che usano la flat tax, per esempio – non sono tenuti a versare l'imposta.

Per di più, questi guadagni extra potrebbero finire nella dichiarazione dei redditi, e quindi portare a versare più IRPEF, IRES e IRAP. Anche in questo caso, però, è presto per dirlo. Le dichiarazioni saranno stilate il prossimo anno, e solo a quel punto si potrà verificare se l'obbligo di collegare POS e scontrini abbia effettivamente portato più soldi allo Stato. Anche la Corte riassume così la questione: per "valutare l’efficacia dell’intervento" è "necessaria un’analisi a consuntivo", cioè a conti chiusi, alla luce "dei dati delle liquidazioni periodiche IVA e delle dichiarazioni annuali"; per il momento, sappiamo già che è "idoneo ad ampliare la base imponibile".

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