Patrimoniale sui super ricchi e taglio delle tasse a tutti gli altri: la proposta di AVS per le elezioni

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A cura di Luca Pons
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Immagine di repertorio.
Si chiama “restituzione fiscale” il piano di Alleanza Verdi-Sinistra in vista delle elezioni 2027: una riforma dell’Irpef che abbasserebbe le imposte per “il 98% dei contribuenti”. Misura da pagare contrastando l’evasione fiscale e, soprattutto, con una tassa patrimoniale per chi ha più di 5,4 milioni di euro. L’appello a Schlein e Conte: “Serve coraggio”.

Alleanza Verdi-Sinistra mette sul tavolo la sua proposta fiscale per la prossima legislatura: la "restituzione fiscale", ovvero una riforma per tagliare l'Irpef a quasi tutti i contribuenti (in alcuni casi fino all'85% dell'importo) da finanziare con la lotta all'evasione fiscale e una imposta patrimoniale su chi ha da parte oltre 5,4 milioni di euro.

La norma è stata lanciata oggi dai leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che hanno chiesto "coraggio" anche a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Il messaggio è chiaro: quando il campo largo si siederà al tavolo per stilare un programma comune, Avs spingerà per portare avanti la patrimoniale. Che non è molto popolare né dalle parti del  M5s (Conte ha allontanato più volte la questione, che infatti non è apparsa tra i quesiti da votare per gli iscritti) né nel Pd (Schlein ha detto più volte che non è contraria per principio, ma servirebbe un'iniziativa europea).

Il taglio dell'Irpef per "il 98% dei contribuenti"

La proposta sarebbe di cancellare le aliquote Irpef attuali, che sono tre, per sostituirle con una "unica funzione continua molto progressiva". La proposta non entra nei dettagli, ma cita gli esempi di Germania e Danimarca. Guardando al primo caso come esempio, l'imposta sui redditi tedesca parte dal 14% (per chi dichiara circa 12mila euro) e si alza in modo graduale e continuo fino al 42% (per chi ne prende circa 68mila), poi salta al 45% oltre i 277mila euro di entrate. Insomma, non ci sono scaglioni ma una percentuale che aumenta gradualmente in base al reddito.

Secondo i calcoli di Alleanza Verdi-Sinistra, questo significherebbe "per il 98% dei contribuenti", ovvero "41,5 milioni di persone", ricevere un "considerevole taglio delle tasse". Ad esempio, tutti coloro che oggi dichiarano meno di 20mila euro si troverebbero a pagare fino all'85% di Irpef in meno.

Ma il miglioramento non sarebbe solo per i più fragili. Tra 20mila e 40mila euro di reddito lordo, in cui ricade la maggior parte degli italiani, il taglio medio sarebbe del 29%: "Circa 1.200 euro all'anno, significa 100 euro in più al mese nelle tasche di insegnanti, infermieri, commessi, camerieri, operai". In generale, tutti coloro che guadagnano meno di 90mila euro lordi avrebbero un calo delle tasse.

Naturalmente, il problema è che tagliare le imposte alla quasi totalità dei cittadini ha un costo. In particolare, 22 miliardi di euro all'anno. Per Avs, i soldi si potrebbero recuperare in due modi: migliorando la lotta all'evasione fiscale, che potrebbe portare addirittura sette miliardi di euro in più all'anno; e lanciato una tassa patrimoniale per i super ricchi, da 15 miliardi di euro all'anno.

La patrimoniale solo sopra i 5,4 milioni di euro: "Non la paga il ceto medio come dice la destra"

Qui scatta la seconda parte della proposta. La patrimoniale toccherebbe solamente a chi ha patrimoni netti superiori a 5,4 milioni di euro. Si tratta dello "0,1% più ricco d'Italia". Le aliquote non sono specificate nella presentazione della proposta.

Il ragionamento è che oggi "il fisco italiano tassa troppo i redditi da lavoro e non la vera ricchezza contemporanea, i redditi da capitale". Numeri alla mano, sostengono i rosso-verdi, il 7% dei contribuenti più ricco paga in media il 32,6% di imposte; un lavoratore dipendente con un reddito medio, invece, paga il 45%.

Il messaggio centrale è che "la patrimoniale sulle grandi ricchezze non mette le mani in tasca al ceto medio come piace raccontare alla destra". La pagherebbero solo coloro che hanno patrimoni ultramilionari, e la quasi totalità delle entrate – 15 miliardi su 15,9 – verrebbe da chi possiede oltre 10 milioni di euro di patrimonio. Anche in questo caso, c'è un richiamo all'estero: le patrimoniali esistono già, in diverse forme, in Spagna, Norvegia, e Svizzera. L'esempio centrale è quello della Spagna, che va dall'1,7% al 3,5% ed "è stata dichiarata costituzionale".

Il partito sottolinea anche che secondo la "letteratura scientifica" non c'è il rischio di "fuga di capitali" quando si impone una patrimoniale, tanto più se è "di modesta portata". In ogni caso, la proposta include anche una "exit tax sulle plusvalenze latenti" per scoraggiare dal lasciare il Paese: il 26%, in caso di trasferimento all'estero.

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