"Stefano Bonaccini è il vero vincitore in Emilia Romagna. Gli altri possono metterci il cappello, ma la vittoria nelle elezioni regionali ha il suo nome e cognome. Questo risultato dimostra come si può vincere contro il populismo con il buon governo e con il buon senso". Matteo Renzi non ha dubbi: la vittoria all'appuntamento elettorale in Emilia Romagna è tutta di Stefano Bonaccini, governatore riconfermato e sostenuto dal centrosinistra. Che però, a quanto emerge dalle parole del leader di Italia Viva pronunciate questa mattina in diretta da Radio Capital, non ha avuto un peso poi così rilevante nel voto di domenica 26 gennaio. "C'è anche la soddisfazione", prosegue il senatore, "perché chi aveva immaginato di costruire una campagna di scontro, vale a dire Salvini, è rimasto al palo. E questo è un bene".

Ma attenzione: "Non è che improvvisamente, siccome ha perso, Salvini è finito", avverte Renzi. "La campagna di Salvini in Emilia Romagna non ha funzionato come in altre Regioni, perché lì c'era il buon governo di Stefano Bonaccini, il vero vincitore delle elezioni. Gli errori di personalizzazione di Salvini sono gli stessi che altrove, ma Salvini non è finito. Noi dobbiamo fare un passo alla volta per batterlo", aggiunge il leader di Italia Viva. Ed è per questo che "bisogna stilare un'agenda riformista, capace di cambiare le cose per gli italiani". Il senatore sembra quindi porsi sulla stessa linea tracciata ieri dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, secondo cui, chiusa la campagna elettorale, è necessario "rafforzare sempre più un ampio fronte (che potete chiamare come volete, ‘progressista', ‘riformista', ‘alternativo alle destre') dove possano trovare posto tutte le forze, pur con diverse sensibilità, che vogliono condurre una politica alternativa alle destre". Rivolgendosi proprio a Conte, però, l'ex sindaco di Firenze specifica: "Se il governo è più forte lo scopriremo solo vivendo, ma deve darsi una mossa, deve cambiare marcia, deve cambiare passo, la ricreazione è finita".

Questo cambio di rotta, tuttavia, non può essere fatto continuando a "seguire il populismo giudiziario sulla prescrizione (definita un "obbrobrio firmato da Bonafede e Salvini") o rincorrendo una revoca quando si può far pagare Autostrade", continua Renzi in un chiaro affondo al Movimento Cinque Stelle. D'altronde il leader di Italia Viva non ha mai nascosto la sua opinione sui pentastellati, che ora si trovano in un momento sempre più critico. "Credo che il declino dei Cinque Stelle sia inesorabile. Di fatto non hanno futuro", prosegue il senatore. Assicurando che il governo arriverà a fine legislatura, Renzi però sottolinea: "Credo che i parlamentari del M5s non vogliano far finire la legislatura perché non rivedrebbero il Parlamento nel prossimo giro". Per quanto riguarda invece il Partito democratico, Renzi dice di rispettare l'azione del segretario Nicola Zingaretti e il progetto di voler riformare l'area dem, ma afferma di voler fare "una cosa diversa, più fresca e innovativa". Sicuramente, tuttavia, "si apre una fase politica nuova", resa anche necessaria dal tracollo del Movimento Cinque Stelle.