28 Maggio 2021
22:53

Dl Recovery, via libera del Cdm a norme su governance e semplificazione: soglia subappalti al 50%

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto Recovery, contenente norme sulla governance e sulla semplificazione di alcune procedure relative alle opere legate al Pnrr. Tra le principali novità ci sono la soglia dei subappalti che viene portata al 50% e gli incentivi alle aziende che assumono giovani e donne.
A cura di Stefano Rizzuti

Arriva il via libera del Consiglio dei ministri al decreto Recovery, contenente le norme sulla governance del Pnrr e sulle semplificazioni. Tra le principali novità c’è la revisione delle regole sul subappalto, con una nuova soglia fissata al 50% e con precise garanzie a favore della sicurezza dei lavoratori. Questa soglia vale per i subappalti fino al 31 ottobre 2021: poi, dal primo novembre, viene rimosso ogni limite quantitativo al subappalto ma devono essere indicate le motivazioni legate a una singola specificità. Tra le novità viene inserito un requisito necessario per le aziende che partecipano alle gare del Pnrr: hanno l’obbligo di assumere una quota non inferiore al 30% di under 36 e donne. Novità anche per le imposte per gli atti scaricati attraverso l’anagrafe tributaria della popolazione residente: non si pagheranno più il bollo da 16 euro o i diritti di segreteria.

La governance del Pnrr tra cabina di regia e segreteria tecnica

Per quanto riguarda la governance del Pnrr, si ricorda che è articolata su più livelli, a partire da una responsabilità di indirizzo assegnata alla presidenza del Consiglio: il presidente presiede la cabina di regia a cui partecipano ministri e sottosegretari competenti. La cabina di regia ha poteri di indirizzo, impulso e coordinamento. Alla cabina di regia possono partecipare anche presidenti di Regioni e Province autonome. Sempre presso la presidenza del Consiglio viene istituita una segreteria tecnica che supporta le attività della cabina di regia, con una durata che arriva fino al 31 dicembre 2026. Altra elemento è quello dell’Unità per la razionalizzazione e il miglioramento dell’efficacia della regolazione per superare gli ostacoli normativi e burocratici. Viene istituito anche un tavolo permanente per il partnerariato economico, sociale e territoriale. La parte di monitoraggio e rendicontazione del Piano viene affidata al Servizio centrale per il Pnrr, istituito al ministero dell’Economia, fungendo da punto di contatto con la Commissione europea. Al Mef viene istituito anche un sistema di monitoraggio anticorruzione. In caso di mancato rispetto da parte dei soggetti attuatori (per esempio Regioni o Comuni) degli obblighi derivanti dall’attuazione del Pnrr, il presidente del Consiglio dei ministri su proposta della cabina di regia assegna al soggetto attuatore una scadenza di non oltre 30 giorni. In caso di ulteriore inadempienza può affidare la responsabilità a un altro soggetto.

Le semplificazioni introdotte dal decreto Recovery

Per quanto riguarda il capitolo delle semplificazioni, il decreto punta a snellire le procedure in diversi modi. Per la Valutazione di impatto ambientale (Via) si prevede una riduzione dei tempi per i progetti che rientrano nel Pnrr con una durata massima di 130 giorni. Vengono semplificate le procedure anche per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’installazione di infrastrutture energetiche, impianti di produzione e accumulo di energia elettrica. Procedure più semplici anche per l’accesso al Superbonus e per le opere di impatto rilevante, un concetto che comprende molti progetti: alta velocità, altre linee ferroviarie, dighe, ammodernamento del sistema idrico. Vengono anche istituiti dei premi di accelerazione per ogni giorno di anticipo sul termine contrattuale per l’esecuzione dei contratti pubblici finanziati con le risorse del Pnrr e del fondo complementare. Previste anche delle penali in caso di ritardi.

Gli incentivi alle aziende che assumono giovani e donne

Un altro capitolo è quello riguardante l’inserimento al lavoro di donne e giovani: le imprese sopra i 15 dipendenti che partecipano alle gare per il Pnrr hanno l’obbligo di presentare un rapporto sulla situazione del personale in riferimento all’inclusione delle donne nelle attività aziendali. In caso di violazione sono previste penali e l’impossibilità di partecipare a ulteriori procedure per 12 mesi. Vengono inoltre riconosciuti punteggi aggiuntivi per le aziende che ricorrono a strumenti di conciliazione vita-lavoro e che si impegnano ad assumere donne e giovani sotto i 35 anni o che hanno adottato misure per pari livelli retributivi e parità negli incarichi apicali. Infine, per agevolare il superamento del divario digitale viene favorito il sistema delle deleghe da parte dei soggetti titolari di identità digitale.

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