Il Governo chiede e ottiene la fiducia alla Camera sul decreto Immigrazione. La discussione sul dl che modifica i cosiddetti "decreti Salvini" continuerà anche domani, quando verrà votato il testo che sarà poi, in caso di esito positivo, inviato al Senato per l'approvazione. La fiducia dei deputati è arrivata con 298 favorevoli, 224 contrari e zero astenuti sui 522 presenti. Il decreto legge è stato approvato dal Consiglio dei ministri a inizio ottobre, dopo le lunghe trattative tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Il Pd aveva dichiarato dalla formazione del secondo Governo Conte di voler modificare i decreti Salvini.

La Lega annuncia battaglia contro le modifiche ai decreti Salvini

La Lega e il suo leader, Matteo Salvini, hanno annunciato fin da subito che avrebbero "alzato le barricate" in Aula per ostacolare il percorso del decreto, sul quale c'è profondo disaccordo. Venerdì scorso i deputati del Carroccio, ma anche di Fratelli d'Italia e Forza Italia, avevano chiesto di rimandare il testo in Commissione per la mancanza di una relazione tecnica – richiesta cinque giorni prima dalle forze di opposizione – con alcuni dati sulle ammende alle Ong. Il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, aveva spiegato che la richiesta era inammissibile. Matteo Salvini aveva scritto su Twitter: "Gli italiani sono preoccupati per salute e lavoro, ma la maggioranza occupa la Camera con il decreto clandestini. La Lega farà dura battaglia".

Cosa cambia con il decreto Immigrazione

Il decreto Immigrazione modifica, in parte, i decreti Sicurezza voluti da Matteo Salvini, quando era ministro dell'Interno. Vengono ridotte le multe alle Ong, abbassate nella fascia dai 10 mila ai 50 mila euro, escluse però le operazioni di soccorso che sono "comunicate tempestivamente". Ripristinata la protezione umanitaria, che era stata eliminata dai decreti Salvini, e ridotte le tempistiche per richiedere la cittadinanza italiana: da 4 a 3 anni. Rivoluzionato il sistema di accoglienza. Tra le altre modifiche è prevista anche una misura che vieta l’accesso ai locali e ai pubblici esercizi a chi si è distinto per vicende di violenza negli ultimi tre anni, il cosiddetto daspo urbano. Dopo le ultime tristi vicende di cronaca, il governo ha pensato a una sorta di Daspo che impedisce l’accesso a bar e altri luoghi della movida ai violenti.