La prima fase della vaccinazione contro il Covid sta finendo e la svolta la annuncia, anche se ancora non ufficialmente, il generale Figliuolo. L'uomo che ha preso il comando della campagna di somministrazione e soprattutto che ha avuto il compito di richiamare all'ordine le Regioni che andavano per conto proprio, dalle categorie prioritarie alle fasce d'età, fino agli ultimi open day sempre più frequenti per consumare dosi di AstraZeneca. Nelle prossime ore è attesa una circolare della struttura commissariale per l'emergenza Covid che apre la vaccinazione a tutte le fasce d'età a partire dal prossimo 3 giugno. Comincia una fase nuova, quindi, una vera e propria somministrazione di massa che, secondo il generale, dovrebbe concludersi entro settembre.

Un'altra svolta è arrivata ieri nel pomeriggio – anche se era ampiamente attesa – quando l'Ema ha approvato la somministrazione del vaccino Pfizer per la fascia d'età 12-15 anni. Ora manca l'ok dell'Aifa, che è previsto per lunedì e non dovrebbe riservare sorprese, poi si potrà cominciare a vaccinare anche i ragazzi e le ragazze. Il generale Figliuolo ieri ha spiegato che si tratta di circa 2 milioni e 300mila giovani, che non riceveranno una corsia preferenziale, ma che parteciperanno alla somministrazione di massa a partire da giovedì prossimo. Sulle fasce d'età più basse il commissario richiama spesso l'attenzione: l'obiettivo è evitare di farsi trovare impreparati all'inizio dell'anno scolastico, che rischia di essere un vettore per una nuova impennata dei casi. "Con riferimento alla nuova fase del piano, le Regioni e le Province autonome dovranno garantire, prima dell'inizio dell'anno scolastico, la massima copertura possibile di tutta la popolazione studentesca, nelle fasce di età per le quali la vaccinazione sarà possibile", ha insistito ieri sera il generale.

Durante la sua visita in Umbria di ieri, il commissario straordinario ha annunciato l'inizio della vaccinazione di massa dal 3 giugno e ha invitato Regioni e Province autonome a utilizzare "tutti i punti di somministrazione, anche quelli aziendali". Ma attenzione: "Le dosi saranno 20 milioni ed è chiaro che le Regioni devono regolarsi ed evitare la rincorsa a chiederne di più", ha avvertito il generale Figliuolo. Nel frattempo non vengono dimenticati gli anziani e i fragili che sono rimasti indietro nella prima fase della vaccinazione per i motivi più diversi: si tratta di numeri bassi in percentuale ma alti in senso assoluto, e la struttura commissariale punta a recuperarli tutti il prima possibile.