179 CONDIVISIONI
Covid 19
8 Marzo 2020
22:31

Covid-19, che cosa prevede la nuova ordinanza della Protezione Civile

La Protezione civile ha annunciato una nuova ordinanza che tende a uniformare il comportamento delle varie Regioni con un unico provvedimento. Angelo Borrelli ha spiegato che il provvedimento ricalca il Dpcm e non vieta gli spostamenti per motivi di lavoro e salute sul territorio nazionale. Inoltre sottolinea che le misure approvate con il Dpcm valgono per le persone fisiche, e non per le merci.
A cura di Annalisa Girardi
179 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Covid 19

Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile e commissario per il coronavirus ha firmato una nuova ordinanza che ricalca il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri approvato ieri e che tende a uniformare il comportamento delle varie Regioni con un unico provvedimento. Borrelli ha presentato la nuova ordinanza in conferenza stampa affiancato dai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia, rispettivamente i titolari del ministro della Salute e di quello per le Autonomie.

Che cosa prevede l'ordinanza? "L'ordinanza che sto andando a firmare ricalca il Dpcm e non vieta gli spostamenti per motivi di lavoro e salute sul territorio nazionale. Abbiamo previsto che le Regioni si uniformino a questa norma con un unico provvedimento", ha spiegato Borrelli. L'ordinanza prevede inoltre che non ci siano "limitazioni agli uffici pubblici" e che il decreto ministeriale si applichi solo alle persone fisiche e non alle merci. Il ministro Boccia ha quindi specificato: "L'ordinanza riguarda tre punti su un passaggio a nuova fase per l'intero Paese, esplicitati per le Regioni specie del Sud che hanno ritenuto di dover approvare, riguardano circolazione merci, lavoratori e specie di chi ha legami continui e su più territori, così come apertura uffici pubblici".

Che cosa stabilisce il decreto? Nel nuovo decreto, firmato nella notte tra il 7 e l'8 marzo dal premier Giuseppe Conte, si stabiliva la chiusura di fatto della Lombardia e di altre 14 province del Veneto, Emilia Romagna, Marche e Piemonte: si tratta di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Alessandria, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola. Questi territori di fatto sono diventati zona rossa, per cui non è permesso entrare o uscire da queste aree o muoversi "all'interno dei medesimi territori, salvo che per quelli motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza".

Nel Dpcm è stata inoltre riconfermata la chiusura di cinema, teatri, discoteche, sale bingo, sale da ballo e qualsiasi altro luogo che preveda assembramento di persone. Sono sospese, inoltre, le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri. Inoltre sono previste delle multe in caso di mancato rispetto delle direttive: sanzioni che vanno dai 206 euro di ammenda all'arresto fino a tre mesi. Bar e ristoranti, invece, potranno svolgere le attività dalle 6 alle 18 "con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro".

179 CONDIVISIONI
32117 contenuti su questa storia
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni