Con il nuovo dpcm, entrato in vigore il 6 novembre, aumentano le restrizioni e le limitazioni per tutti i cittadini. Aumentano, di conseguenza, anche i controlli delle forze dell’ordine, soprattutto nelle zone arancioni e nelle zone rosse, ma anche dopo le 22, quando scatta il coprifuoco in tutta Italia. Allo stesso tempo le restrizioni comportano sanzioni e il rischio di processo in alcuni casi. Il pericolo maggiore, in caso di inosservanza di molte delle norme previste dall’ultimo dpcm, è quello di andare incontro a una sanzione amministrativa, ovvero una multa da 400 a mille euro. In caso di pagamento della sanzione entro cinque giorni si ha uno sconto del 30%, quindi la multa scenderebbe a 280 euro. In caso di recidiva, inoltre, questa cifra può salire a 560 euro. A stabilire l'importo delle multe è il decreto di marzo, secondo cui il mancato rispetto delle norme comporta un aumento delle sanzioni di un terzo se si infrangono le norme con l'uso di un'auto.

Le violazioni che portano alla multa riguardano soprattutto gli spostamenti non giustificati o il mancato utilizzo della mascherina quando è obbligatoria. La sanzione si applica, nello specifico, per chi viola il coprifuoco, chi non rispetta i divieti di assembramento o sul distanziamento. Per giustificare gli spostamenti serve un’autocertificazione: per chi, comunque, non ce l’ha con sé non scatta la multa. Serve, invece, una giustificazione per gli spostamenti: sono consentiti quelli per lavoro, necessità o per motivi di salute. In caso di movimenti non giustificati si rischia la multa. Per il mancato rispetto delle regole da parte delle attività commerciali si rischia anche la chiusura dell'esercizio da 5 a 30 giorni.

Oltre alle multe le sanzioni penali

In caso di mancato rispetto delle norme, però, si può rischiare anche un processo penale. Avviene, per esempio, quando si esce da casa pur essendo positivi al Covid, con il rischio di essere accusati di epidemia colposa con una pena da sei mesi a tre anni. Altro rischio è quello di fornire false informazioni: se si esce durante il coprifuoco o nelle zone rosse senza una giustificazione è meglio ammettere di averlo fatto senza motivo che inventare una motivazione non reale, perché in questo ultimo caso si rischia anche il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale, che prevede la reclusione da uno a sei anni. Ancora, chi non rispetta la quarantena rischia la reclusione da 3 a 18 mesi, oltre a un’ammenda da 500 a 5mila euro.

Gli spostamenti per motivi di necessità

Un dubbio rimane sul concetto di necessità che giustifica alcuni spostamenti. Non si possono comminare multe, infatti, per motivi di lavoro, salute o necessità. Una giustificazione vaga, al cui interno rientrano più casi. Per esempio, ci sono alcuni negozi che restano aperti, come i parrucchieri nella zona rossa. Andare in uno di questi negozi dovrebbe quindi essere considerata una necessità, evitando la multa. Però lo si deve fare restando nel territorio del proprio comune, fatta eccezione per quei servizi che non sono disponibili nel proprio comune.