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3 Marzo 2017
20:07

Consip, Renzi: “Se mio padre è colpevole spero in una pena doppia”

“Ma – ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio intervistato a Otto e mezzo – i processi non li fate voi giornalisti, ma le aule del tribunale. Se è colpevole dev’essere condannato più degli altri cittadini, ma i processi non si fanno sui giornali”.
A cura di Claudia Torrisi
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"Se c'è un parente di un politico indagato in passato si pensava a trovare le soluzioni per scantonare il problema ed evitare i processi. Io sono fatto in un altro modo: per me i cittadini sono tutti uguali. Anzi. Se mio padre secondo i magistrati ha commesso qualcosa mi auguro che si faccia il processo in tempi rapidi. E se è davvero colpevole deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con una pena doppia". A parlare è l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervistato da Lilli Gruber a Otto e mezzo, con riferimento all'indagine a carico del padre, Tiziano, nell'ambito dell'inchiesta su Consip. "Ma – ha aggiunto l'ex presidente del Consiglio – i processi non li fate voi giornalisti, ma le aule del tribunale. Se è colpevole dev’essere condannato più degli altri cittadini, ma i processi non si fanno sui giornali".

"Se ci sono ricatti – ha proseguito Renzi – si va dai magistrati. Vogliamo essere chiari: stiamo parlando di soldi pubblici e allora se ci sono ricatti e reati, se ci sono tangenti c'è il dovere di fare i processi. Noi siamo persone perbene, non abbiamo paura dei processi. Anzi. Erano quelli di prima che facevano i lodi e il legittimo impedimento per non fare i processi. Si va in tribunale e si guarda chi ha ragione e chi ha torto". L'ex presidente del Consiglio ha spiegato che riterrebbe una cosa "gravissima se mio padre fosse condannato, ma lui risponde di se stesso. Io so chi è mio padre, dal punto di vista processuale dovrà rispondere alle domande. Già una volta è stato assolto, vediamo come va questa volta". In questi anni in cui abbiamo governato, ha detto ancora Renzi, "ci sono stati una serie di cambiamenti ai vertici della macchina pubblica e non c'è stato alcuno scandalo verificato dalla magistratura, e non dai giornalisti". Poi una stoccata al M5s: "Non sto in un partito guidato da un pregiudicato, io ai miei principi ci tengo. Io ho una fedina penale diversa da Beppe Grillo".

"C'è un principio – ha detto ancora Renzi – siamo garantisti sempre e si aspetta la sentenza sempre. Quando è uscita la vicenda dell'avviso di garanzia alla sindaca Raggi io ho detto ‘difendo il sindaco di Roma'. Spero sia innocente e sicuramente lo è fino" all'eventuale condanna. Se "la buttiamo sulla questione processuale e penale – ha aggiunto – devo dire con molta forza, a tutela della comunità di persone che ho rappresentato, a iniziare dal Pd, che si aspetta la sentenza sempre, si è garantisti e si rispetta la presunzione di innocenza".

L'interrogatorio a Piazzale Clodio di Tiziano Renzi, indagato per traffico di influenze nell’ambito dell’inchiesta Consip, si è concluso intorno alle 19 e 40. Quasi quattro ore di colloquio, iniziato poco dopo le 15 di questo pomeriggio. Il padre dell'ex presidente del Consiglio ha risposto alle domande dei magistrati Paolo Ielo e Celeste Carrano, assistito dal suo avvocato, Federico Bagattini di Firenze. Al termine dell'interrogatorio, il legale ha spiegato: "Abbiamo risposto a tutte le domande. Si è abusato del cognome di Renzi. Con Romeo non abbiamo alcun rapporto. L’incontro con Marroni c’è stato ma per tutt’altra faccenda". Secondo i pm il padre dell'ex presidente del Consiglio avrebbe aiutato l'imprenditore Alfredo Romeo in cambio della promessa di denaro nel rafforzare i suoi rapporti in Consip.

L'ex presidente ha spiegato di avere le idee chiare sulla situazione del ministro dello Sport Luca Lotti: "Non deve assolutamente dimettersi. Lo conosco da anni e la sua famiglia deve sapere di avere in casa una persona estremamente onesta. Non accetto processi sommari. Luca Lotti è indagato insieme al comandante generale dell'Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette. Sono pronto a scommettere che Lotti e Del Sette, cui va la mia stima, non hanno commesso niente. Ma sta ai magistrati valutare". Lotti, ha aggiunto, "non ha alcun rapporto con Romeo", che è u"na persona che è stata indagata, processata e assolta la volta scorsa e adesso è di nuovo sotto procedimento". Ma, ha concluso, "ho l'impressione che si voglia discutere di tutto tranne che dei problemi delle persone". Secondo Renzi "c'è un disegno evidente in queste ore di tentare di mettere insieme cose vecchie di mesi". L'indagine su Lotti e Del Sette "è una cosa di tre mesi fa. Cosa è successo?", ha chiesto l'ex premier, che ha parlato di una "discussione incredibile".
La condanna di Denis Verdini in primo grado, invece, è "pesante" e se "verrà confermata" in via definitiva, è un "fatto rilevante, grave e con conseguenze non solo politiche ma anche personali. Quanto al giudizio politico, se si è fatto Jobs act, Expo e Giubileo e una serie di cose concrete, è perché c'è stata una maggioranza che nonostante il fallimento delle elezioni 2013 ha governato. Se non c'era Verdini non passavano i diritti civili, perché Bersani non ha vinto le elezioni nel 2013", ha detto l'ex segretario del Pd. Renzi ha poi ammesso: "Sono stato molto tentato dal mollare tutto. Quando vedo che si vuole parlare di tutto, tranne che dei problemi delle persone, mi viene voglia di rilanciare ancora più forte".

L'ex premier ha confermato la data delle primarie il 30 aprile, "una bellissima sfida, non vedo motivo per rinviarle": "Nella campagna congressuale che partirà con Lingotto farò un ticket con il ministro Martina, non sarò solo. Non sarà il congresso dell'uomo solo al comando. Ci saranno altre persone che saranno coinvolte e sarà una bella esperienza, con una campagna fatta di proposte".

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