Ma queste benedette riforme istituzionali, passeranno o non passeranno l’esame del Senato? “Of course!” possiamo rispondere oggi. Esattamente come Fedele Confalonieri ha risposto a “la Stampa”, che questa mattina pubblica una sua succulenta intervista. Alla domanda: “Berlusconi ha sbagliato a rompere il Patto del Nazareno?”, Fidel risponde proprio così: “Of course”.
Non solo: il più caro amico di Silvio Berlusconi lascia anche intendere che l’ex premier è sempre più lontano dalla politica: “E’ il capo politico di un partito importante, uno stakanovista” eppure “il tempo passa per tutti”. E su Matteo Renzi: “Dico di farlo lavorare. Perché mi pare che qualcosa la stia facendo, ha iniziato un percorso: ora vediamo un po' dove arriva”. In sostanza, se non è un via libera al Ddl Boschi, poco ci manca.

E del resto, già nelle ultime settimane era apparso evidente che le eventuali defezioni della minoranza del Pd oppure di qualche “malpancista” di Ncd rispetto alla riforma del Senato saranno ampiamente compensate dal “sì” di molti senatori di Forza Italia. Senatori che non hanno seguito né Raffaele Fitto né Denis Verdini nelle rispettive scissioni, rimasti quindi a pieno titolo tra gli “azzurri” ma pronti a votare in dissenso con la posizione ufficiale di Forza Italia, ovvero il “no” al Ddl Boschi.

“Il gruppo di Forza Italia al Senato – spiega Altero Matteoli al tg1 – voterà come deciderà il partito, senza eccezioni. Io auspico – aggiunge il senatore berlusconiano – che si possa aprire con il Pd un tavolo di trattativa sulle riforme per giungere ad un testo condiviso”. Un altro tavolo? La riflessione di Matteoli sembra più un avvertimento ai vertici del proprio partito: si rischia un’altra clamorosa spaccatura.
“Le riforme – incalza Maurizio Gasparri, altro senatore forzista di lungo corso – non sono solo una questione del tavolo del Pd. Pensare di risolvere tutto con qualche defilé della Boschi in mini vertici del Pd impegnato nel suo eterno congresso non porterebbe da nessuna parte. Bisogna cercare un ampio consenso, FI vuole le riforme e il cambiamento, il superamento del bicameralismo e la riduzione del numero dei parlamentari”.

In sostanza, Forza Italia rischia un altro clamoroso terremoto interno, e per evitarlo spera che Matteo Renzi conceda qualche modifica alla riforma del Senato che possa “giustificare” l’ennesimo dietrofront e quindi il “sì” ufficiale del partito. Se non arrivasse, le parole di Confalonieri sono comunque un “liberi tutti”. C’è da scommettere che per chi, tra gli azzurri, dovesse sostenere comunque le riforme, non ci sarebbe nulla da temere. Anzi: arriverà sul cellulare un sms di approvazione. Firmato Fidel…