Si torna a parlare delle concessioni autostradali, un tema centrale in sede al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal giorno del crollo del ponte Morandi, lo scorso agosto a Genova. Lo riprende, attraverso un post su Facebook, proprio il ministro Danilo Toninelli, in prima fila negli attacchi del Movimento 5 Stelle a "chi si è enormemente arricchito attraverso quel vergognoso scambio di favori tra vecchia politica e grandi potenti economici, a danno dello Stato e dei cittadini, e non può ora continuare a gestire quel bene pubblico". Al centro delle polemiche le società, come il gruppo Atlantia della famiglia Benetton, che gestiscono migliaia di chilometri autostradali. Il leader pentastellato Luigi Di Maio, subito dopo la tragedia, aveva definito Atlantia, la principale azienda nel mondo attiva nel settore delle infrastrutture autostradali che possiede oltre l'88% di Autostrade per l'Italia, una società di "prenditori che hanno preso possesso delle infrastrutture italiane, pagate dai nostri nonni e dai nostri padri, e grazie a politici compiacenti le hanno trasformate in macchinette mangia soldi dei cittadini".

Ora Toninelli annuncia un "ritorno dello Stato" in un post dove afferma di fare luce sugli accordi che sanciscono le concessioni e di spiegare come sarà infine possibile revocarle. "Tutti voi conoscete bene lo strapotere esercitato dai concessionari autostradali nei confronti dello Stato. Un potere che poggia su contratti miliardari e di durata pluridecennale, blindati per legge con una impressionante comunanza di intenti tra centrodestra e centrosinistra. È la peggiore eredità che ho ricevuto al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti", comincia Toninelli, chiarendo che questi "scellerati accordi" sono stati approvati con una norma primaria che "nessun funzionario pubblico avrebbe mai firmato, consapevole dei rischi di responsabilità erariale a cui sarebbe andato incontro, così come non avrebbe mai siglato la revoca degli stessi". Ma, sottolinea il ministro, con il Movimento al governo le cose sono destinate a cambiare.

"Siamo arrivati ad un giro di boa. Solo con un ministro M5S ciò poteva accadere.  Infatti, nello Sblocca cantieri abbiamo presentato una norma che inizia a riequilibrare i rapporti di forza tra Stato e colossi miliardari attraverso la ‘protezione' dalla ‘colpa grave' a favore dei dirigenti pubblici che firmano eventuali atti di cancellazione anticipata delle concessioni, grazie a un parere preventivo dell'Avvocatura dello Stato. L’obiettivo è di scongiurare la ‘firmite' (paura di firmare) che spesso colpisce il dirigente pubblico in queste situazioni", prosegue Toninelli. Ora non resta che approvare l'emendamento, aggiunge il ministro, consapevole delle critiche che riceverà in merito alla questione: "Sappiamo benissimo chi c'è dietro questi attacchi nei miei confronti. Ma noi non abbiamo paura perché siamo consapevoli di essere dalla parte giusta di questa brutta storia. E sappiare anche che nei tempi e modi giusti manterremo, sulle concessioni, tutte le promesse fatte".

Promesse che però, al momento non sono ancora state concretizzate. Subito dopo il crollo del viadotto Polcevera, Toninelli e Di Maio affermavano di voler revocare immediatamente la concessione alla società della famiglia Benetton, accompagnando l'abrogazione con una multa da svariati milioni di euro. Tuttavia, ciò non è successo: Atlantia non solo è attualmente considerata nelle trattative di salvataggio per Alitalia, ma ha mantenuto il controllo di 2.964,7 km di autostrade in Italia e mantiene la data di scadenza di fine mandato al 2038. Andrea Ferrazzi, senatore del Partito democratico e capogruppo della Commissione Ambiente e Territorio a Palazzo Madama, ha contestato la posizione dei Cinque Stelle in materia nella sua pagina Facebook, scrivendo: "Vi ricordate il Ministro Toninelli quando annunciava che per i Concessionari autostradali era finita la mangiatoia? Che le concessioni sarebbero state annullate e le reti autostradali statalizzate? Che la politica collusa con i concessionari sarebbe stata mandata a casa? Ve lo ricordate quando speculava sulla tragedia di Genova dicendo tutto ciò? Bene, oggi lo stesso Governo nel Decreto Sblocca cantieri non solo non revoca le concessioni, ma le proroga senza gara. E boccia il nostro emendamento per eliminare tale proroga. Toninelli, vergognati".