Oggi il Piano nazionale di ripresa e resilienza arriva in Senato, dove sarà presentato in Aula prima dell'invio alla Commissione europea entro il 30 aprile. Nel Pnrr un'intera missione, la sesta e ultima, è dedicata alla Salute, per cui vengono stanziati circa 15 miliardi e mezzo di euro. Per la precisione 15,63 miliardi, che andranno divisi tra il rafforzamento delle reti di prossimità, delle strutture e della telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale e, dall'altro lato, andranno investiti in innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale.

La missione del Pnrr dedicata alla salute è infatti divisa in due parti differenti. Da un lato abbiamo, appunto, il consolidamento della medicina sul territorio e dell'assistenza sanitaria di prossimità. A questo obiettivo sono dedicati 7 miliardi di euro. Dall'altro lato ci sono invece 8,63 miliardi per la ricerca e per l'ammodernamento digitale del servizio sanitario nazionale.

Per quanto riguarda la prima riforma da fare, quella dei servizi sanitari di prossimità, il Piano specifica:

L’attuazione della riforma intende perseguire una nuova strategia sanitaria, sostenuta dalla definizione di un adeguato assetto istituzionale e organizzativo, che consenta al Paese di conseguire standard qualitativi di cura adeguati, in linea con i migliori paesi europei e che consideri, sempre più, il SSN come parte di un più ampio sistema di welfare comunitario.

In questo senso le attività principali su cui intende concentrarsi il governo sono due. Da un lato la "definizione standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l’assistenza territoriale e l’identificazione delle strutture a essa deputate da adottarsi entro il 2021 con l’approvazione di uno specifico decreto ministeriale". Dall'altro, si intende stabilire entro il primo semestre del prossimo anno "un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico".

Invece, in merito ai progetti di innovazione e digitalizzazione, si sottolinea come "le infrastrutture tecnologiche e digitali ospedaliere presentano un significativo grado di obsolescenza e risultano carenti in molte strutture", con il rischio di "compromettere la qualità delle prestazioni e l'efficienza del sistema". Il Pnrr prevede allora "l’ammodernamento digitale del parco tecnologico ospedaliero" e l'acquisto di "nuove grandi apparecchiature ad alto contenuto tecnologico". In ultima istanza si mira a "imprimere un profondo cambio di passo nell’infrastrutturazione tecnologica", tra il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico e il rafforzamento del Nuovo Sistema Informativo Sanitario.