
Le notizie del 3 giugno dalla guerra tra Iran, Usa e Israele.
Iniziato il nuovo round di colloqui tra Libano e Israele a Washington. Netanyahu: "Con Trump disaccordi tattici ma li appianiamo sempre, i leader europei non hanno fegato per combattere i barbari". Notte di raid nel Golfo dove forze Usa hanno colpito una torre radio iraniana nell'isola di Qshem. Teheran ha risposto con lancio di missili sulle basi statunitensi in Kuwait e Bahrein colpendo anche un aeroporto e causando un morto e diversi feriti. Trump: "L'Iran ha accettato di non avere l’atomica. Probabilmente prima o poi incontrerò Khamenei". Pasdaran: "Mente, trattative sospese".
Iran smentisce il raid al Kuwait: “Danni causati da errore dei sistemi Patriot Usa”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno negato di aver colpito il terminal passeggeri dell’aeroporto del Kuwait, attribuendo invece i danni a un malfunzionamento dei sistemi di difesa statunitensi Patriot.
Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, che cita un portavoce del corpo militare, un’indagine interna avrebbe escluso qualsiasi responsabilità iraniana nell’attacco.
Il portavoce ha affermato che la Forza Aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie non avrebbe “sparato alcun colpo”, sostenendo che “la distruzione del terminal passeggeri dell’aeroporto del Kuwait è stata causata da un errore nei sistemi Patriot americani, che sono atterrati sul terminal dopo non essere riusciti a intercettare i missili iraniani”.
Iran: “Colpito un centro di comando Usa nel Mar d’Oman”. Il Centcom smentisce
L'Iran ha rivendicato un'azione contro quelle che definisce attività ostili degli Stati Uniti nel Mar d’Oman. Secondo quanto riportato dall’agenzia semi-ufficiale Tasnim, la Marina della Repubblica Islamica avrebbe preso di mira un "centro di comando e controllo" situato su un cacciatorpediniere americano che, secondo Teheran, si stava avvicinando alle acque territoriali iraniane.
Nella ricostruzione fornita dalle autorità iraniane, l'operazione sarebbe stata una risposta alle "azioni aggressive", alla presunta "violazione delle norme dello Stretto di Hormuz" e alle "atrocità commesse contro navi mercantili iraniane nel Mar d'Oman" da parte delle forze statunitensi.
La versione iraniana è stata però respinta nel giro di poche ore dal Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom). "L'Iran sta mentendo. Le risorse militari statunitensi in mare continuano a volare, navigare e operare in sicurezza e senza ostacoli", ha dichiarato il comando americano, negando qualsiasi attacco riuscito contro le proprie unità navali.
Idf arresta studente diretto a Tor Vergata: "Terrorista di Hamas"
Secondo il sito di notizie della Striscia di Gaza Drop Site, al Najjar era tra gli studenti palestinesi giunti ieri a Roma ed è stato fermato "mentre era in viaggio verso l'Italia per proseguire i suoi studi universitari presso l'Università di Roma Tor Vergata, dopo mesi di tentativi per ottenere l'autorizzazione all'uscita da Gaza"
L’Oil apre alla Palestina: approvata a larga maggioranza la partecipazione ai lavori
La Palestina è stata ammessa a partecipare ai lavori dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) durante la 114ª sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro in corso a Ginevra. La decisione è stata approvata con una larga maggioranza: 394 voti favorevoli e 17 contrari.
A renderlo noto è stato il ministero del Lavoro egiziano, che ha accolto con favore l’esito della votazione. La proposta era stata avanzata dall’Egitto.
Secondo il ministro del Lavoro egiziano Hassan Raddad, presidente dell’Organizzazione Araba del Lavoro, il voto “ha rispecchiato l’ampio sostegno internazionale alla partecipazione della Palestina ai lavori dell’organizzazione, in linea con i diritti e i privilegi precedentemente concessi dall’Oil”.
Per Raddad, “l’adozione della risoluzione sottolinea il crescente sostegno internazionale ai legittimi diritti del popolo palestinese in seno alle organizzazioni internazionali e ai forum multilaterali”.
Durante la sessione inaugurale della conferenza, il ministro è intervenuto a nome del Gruppo Arabo, composto da 22 Stati membri dell’Oil, chiedendo che la risoluzione venisse approvata per consenso. Ha inoltre ribadito l’impegno dell’Egitto e dei Paesi arabi nel sostenere “i legittimi diritti del popolo palestinese” e nel rafforzarne la presenza nelle organizzazioni internazionali, “in linea con i principi di giustizia, equità e rispetto della legittimità internazionale”.
Trump: "Con Netanyahu siamo allineati sulla questione libanese"
"I miei rapporti con Netanyahu sono ottimi, è una brava persona. Sulla questione libanese siamo allineati". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in una telefonata al corrispondente dell'emittente israeliana Channel 11 a Washington.
Rubio: “Atteso okay dell’Iran sul nucleare per chiudere l’accordo di pace”
Gli Stati Uniti stanno “aspettando il via libera definitivo” da parte dell’Iran sulla questione del nucleare per poter finalizzare un accordo che metta fine al conflitto. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio nel corso di un’audizione alla Camera.
Rubio ha sottolineato che “sarebbe impossibile firmare un accordo che non riguardi l’uranio altamente arricchito”, precisando che fino a pochi mesi fa Teheran “si era rifiutata di discutere” del proprio programma nucleare, mentre ora la questione risulta “chiaramente affrontata” nelle bozze dei documenti negoziali.
Il segretario di Stato ha inoltre aggiunto che, al momento, “non abbiamo ancora ricevuto l’approvazione definitiva da parte loro, almeno fino a stamattina”, lasciando aperto il nodo della firma finale dell’intesa.
Iran, Ghalibaf: "Era minacce impunite finita. Risponderemo"
L'Iran reagirà a qualsiasi aggressione. A ribadirlo è stato il presidente del parlamento e negoziatore capo iraniano, Mohammad Ghalibaf. "L'imam Khomeini (che Dio lo preservi) ha insegnato alla nazione iraniana a non indietreggiare di fronte alle prepotenze e all'egemonia, e oggi la nazione iraniana, ispirata da quella stessa scuola di pensiero, ha dimostrato nella sua lotta contro l'America e il regime sionista che l'era delle minacce impunite contro l'Iran è finita, e che qualsiasi aggressione riceverà una risposta decisa, severa e proporzionata", ha dichiarato a quanto riporta l'agenzia Isna.
Iran: “Attacchi contro basi USA nel Golfo sono autodifesa, risposta a ogni aggressione”
L’Iran ha ribadito che i blitz contro basi americane nel Golfo Persico sono “autodifesa”. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha parlato di attacchi contro siti usati dagli USA per colpire la navigazione civile e ha avvertito: “Qualsiasi atto ostile sarà accolto con risposta immediata”.
Rubio al Congresso USA: “Conclusa l’operazione USA contro l’Iran, ora solo difesa”
Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha dichiarato al Congresso che l’operazione militare contro l’Iran “si è conclusa”. Ha precisato che eventuali azioni americane future sarebbero esclusivamente difensive, per proteggere le navi civili nello Stretto di Hormuz, mentre gli attacchi continuano.
Media: Israele avrebbe respinto più proposte per un cessate il fuoco con il Libano
Israele avrebbe respinto tra sei e sette proposte di accordo per un cessate il fuoco immediato con il Libano, secondo l’emittente libanese Mtv. La notizia arriva mentre a Washington sono in corso colloqui tra le delegazioni israeliana e libanese al Dipartimento di Stato.
Netanyahu: "Con Trump disaccordi tattici ma li appianiamo sempre"
Benjamin Netanyahu ha minimizzato l'ipotesi di una frattura con Donald Trump sull'Iran, affermando che, sebbene a volte vi siano "disaccordi tattici" lui e il presidente "concordano sulle questioni fondamentali". Tra queste rientra l'impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare e di minacciare Israele. "A volte abbiamo, come accade nelle migliori famiglie, questi disaccordi tattici" ha detto il premier israeliano in un'intervista a Cnbc. "Ma troviamo sempre il modo di appianarli, e lo facciamo come grandi amici".
Netanyahu contro i leader europei: "Non hanno il fegato per combattere i barbari"
Benjamin Netanyahu si è scagliato contro i leader europei, come il presidente francese Emmanuel Macron, che hanno criticato le azioni militari di Israele. "Il modo in cui i leader europei assecondano le minoranze islamiche radicali nei propri Paesi è vergognoso", ha affermato in un'intervista a Cnbc. "Sanno che stiamo proteggendo anche loro, ma non hanno il fegato di alzarsi in piedi e schierarsi dalla parte giusta, quella che salverà la nostra civiltà contro questi barbari", ha aggiunto.
Beirut, 48 morti negli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore
Almeno 48 persone sono morte e oltre 90 rimaste ferite in raid attribuiti alle forze israeliane avvenuti nelle ultime 24 ore circa in Libano: lo riferisce il ministero della Sanità di Beirut, citato da Haaretz.
USA, Rubio: "Khamenei è vivo e sempre più attivo"
Mojtaba Khamenei è vivo e "sempre più attivo". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio alla commissione esteri della Camera precisando tuttavia che tutte le comunicazioni tra gli Stati Uniti e il leader dell'Iran "sono avvenute in forma scritta e tramite intermediari"
Pasdaran replicano a Trump: "Scambio messaggi con Usa è sospeso"
"Nonostante le fantasie di Trump, l'Iran in questi ultimi giorni non ha dato alcuna risposta agli americani". Lo scrive l'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, in risposta alle ultime dichiarazioni del presidente Usa. "Negli ultimi giorni l'Iran non ha fornito alcuna risposta agli americani in merito al testo dell'accordo e, a causa dei crimini del regime sionista in Libano, ha di fatto sospeso lo scambio di testi tramite intermediari fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni poste dall'Iran riguardo al Libano". "Le affermazioni di Trump secondo cui l'Iran starebbe confermando la questione è completamente in contrasto con la realtà. L'Iran e il fronte della resistenza hanno inoltre sottolineato che non rimarranno in silenzio di fronte ai crimini sionisti in Libano", sottolinea ancora l'agenzia.
Kallas propone Operazione Aspides per lo sminamento di Hormuz: "Gesto politico Ue"
L'alto rappresentante Ue Kaja Kallas propone che all'operazione Aspides "venga affidato il ruolo principale nelle operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz", quale contributo dell'Ue agli sforzi della coalizione ad hoc franco-britannica e "segnale politico". A tal fine, però, gli Stati membri devono "potenziare" le capacità attualmente a disposizione dell'operazione. In caso di "accordo" – si legge nella proposta, anticipata da Reuters e consultata dall'agenzia di stampa Ansa – l'attuazione della missione potrebbe richiedere 4-6 settimane. I 27 ministri della Difesa Ue torneranno ad esaminare l'idea all'informale di Cipro di settimana prossima.
Sirene nel nord d'Israele per il lancio di ordigni dal Libano
Le sirene stanno suonando nel nord di Israele, nei pressi del kibbutz Misgav Am, a causa del lancio di ordigni dal Libano.
Libano, Idf: "Intercettati due razzi Hezbollah a Misgav Am"
Due razzi lanciati da Hezbollah dal Libano contro la comunita' di confine di Misgav Am poco fa sono stati intercettati dalla difesa aerea. Lo ha riferito l'esercito israeliano, citato dai media locali. Al momento non si segnalano feriti nell'attacco. Le sirene d'allarme sono risuonate nella comunita'.
Trump: "Se non avessi attaccato l'Iran, Israele adesso non esisterebbe"
Donald Trump, in un'intervista a un podcast del Nyp, ha deriso le affermazioni secondo cui sarebbe stato ingannato dal premier Benyamin Netanyahu per entrare in guerra contro l'Iran. "Mi ha ingannato? Sono stato io a cominciare", ha detto. "Ho iniziato perché non possiamo permettere che l'Iran si doti di un'arma nucleare". Questo, ha aggiunto, "riguarda Israele, perché probabilmente sarebbero stati i primi a essere colpiti. Israele non esisterebbe. Sapete cosa? Se non ci fossi stato io, Israele non esisterebbe adesso".
Il Libano condanna gli attacchi iraniani in Kuwait e Bahrein.
Anche il Libano condanna gli attacchi iraniani in Kuwait e Bahrein. Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato gli attacchi iraniani contro obiettivi civili in Kuwait e Bahrein, definendoli una violazione della sovranità e del diritto internazionale, come riportato dal suo ufficio in un post su X. "Il presidente Aoun ha ribadito la sua solidarietà con il Kuwait e il Bahrein, chiedendo che la regione venga risparmiata dalle conseguenze di questi attacchi per evitare un'escalation", ha aggiunto il suo ufficio.
Trump: "Non abbiamo bisogno di truppe sul campo in Iran"
Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti "non hanno bisogno" delle loro forze sul terreno in Iran, sostenendo che la sua guerra sta andando bene anche senza la necessità di inviare truppe. "Non abbiamo bisogno di truppe sul terreno adesso", ha dichiarato in un'intervista a un podcast della giornalista del Wp, ripreso dal Guardian. "Abbiamo annientato gran parte del loro esercito solo con i bombardamenti. Non abbiamo mandato nessuno sul campo", ha aggiunto.
Pasdaran: "Trump mente, scambio di messaggi con Usa è sospeso"
I Pasdaran hanno smentito che Iran e Stati Uniti si stiano parlando, come invece sostenuto dal presidente americano Donald Trump. "Malgrado le fantasie di Trump, l'Iran in questi giorni non ha dato alcuna risposta agli americani sul testo dell'accordo", si legge in una dichiarazione riportata dall'agenzia Tasnim. "A causa dei crimini del regime sionista in Libano", hanno ribadito, Teheran "ha di fatto sospeso lo scambio di testi tramite intermediari, fino a quando le condizioni poste dall'Iran sul Libano non saranno soddisfatte". Dunque, "quello che dice Trump non corrisponde alla realta'", hanno assicurato.
Arabia Saudita ed Egitto condannano attacchi in Kuwait e Bahrein
Il ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita ha espresso "la sua indignazione" per gli attacchi iraniani in Kuwait e Bahrein. In una nota, Riad ha condannato "l'aggressione iraniana e la palese violazione della sovranità del Regno fraterno del Bahrein e dello Stato fraterno del Kuwait, inclusa l'attacco all'aeroporto del Kuwait e a diverse delle sue strutture vitali". L'Egitto condanna "con la massima fermezza" "l'atroce attacco iraniano contro l'aeroporto internazionale del Kuwait, che ha causato feriti e danni significativi alle infrastrutture aeroportuali". "Tale attacco – afferma una nota del ministero degli Esteri – costituisce una flagrante violazione della sovranità e dell'integrità territoriale del fraterno Stato del Kuwait e una pericolosa escalation che minaccia la sicurezza e la stabilità della regione del Golfo e dell'intera regione".
Un morto e 63 feriti in attacco iraniano in Kuwait: alcuni gravi
Una persona è morta e 63 sono rimaste ferite nell'attacco all'aeroporto internazionale del Kuwait. Ad aggiornare il bilancio del bombardamento è stato il portavoce del ministero della Salute, Abdullah al-Sanad. Alcune delle persone ricoverate "sono gravi", ha spiegato, "hanno ferite alla testa, emorragie cerebrali e subito amputazioni". La vittima è un cittadino indiano. I Pasdaran hanno rivendicato i raid sulle basi americane in Kuwait e Bahrein come risposta a un raid Usa su un radar.
Ambasciatore di Israele contro Tajani: "Non c'è equità nelle dichiarazioni sul Libano"
"Ho avuto alcune divergenze con il ministro degli Esteri italiano, perché le sue dichiarazioni includono sempre la sofferenza del popolo libanese, e non c'è dubbio che il popolo libanese stia soffrendo, ma non c'è l'equivalenza nel riportare anche la sofferenza delle comunità israeliane, che noi invece cerchiamo sempre di sottolineare. E questo è un motivo di scontro anche con il ministro degli Esteri italiano" ed "è motivo di attrito che abbiamo con il governo italiano". Lo ha dichiarato l'ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, conversando con i giornalisti a margine di un briefing sulla situazione in Libano.
Pechino: "Profondamente preoccupati per guerra in Medio Oriente, no a nuova escalation"
La Cina "è profondamente preoccupata per l'attuale situazione in Medio Oriente" e "una nuova escalation delle ostilità non giova agli interessi di nessuna delle parti", per questo "esortiamo tutte le parti interessate a cogliere l'opportunità di pace, a onorare i propri impegni di cessate il fuoco, a mantenere lo slancio dei negoziati e ad attenersi a mezzi politici e diplomatici per risolvere le controversie". Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning in conferenza stampa commentando le notizie che giungono dal Golfo. Mao ha anche chiesto la rapida realizzazione di un cessate il fuoco completo e duraturo e la creazione delle condizioni necessarie per ripristinare la pace e la stabilità nella regione del Golfo e in tutto il Medio Oriente.
Trump: "I negoziati con l'Iran evolvono rapidamente, Khamenei coinvolto"
Nell'intervista esclusiva a Pod Force One con Miranda Devine, Donal Trump ha affermato di credere che la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei sia "assolutamente coinvolto" nel processo decisionale su come porre fine alla guerra e che gli iraniani "nutrono grande rispetto per lui". Trump conferma il suo ottimismo sui negoziati, affermando che i colloqui con l'Iran si stanno "evolvendo rapidamente" e che "non avremo un'arma nucleare e accadranno molte altre cose positive".
Teheran: "Nei negoziati insistiamo su arricchimento uranio e revoca sanzioni"
"La delegazione negoziale iraniana insiste sul nostro diritto all'arricchimento dell'uranio, sulla revoca delle sanzioni e sul risarcimento dei danni subiti dall'Iran": lo ha dichiarato il vicepresidente del Parlamento Mojtaba Nikzad, aggiungendo: "Non abbiamo negoziato sul programma missilistico dell'Iran". "Non è corretto dire che ci limitiamo a combattere, ma non dialoghiamo. Le linee rosse tracciate dalla Guida sono all'ordine del giorno. Conduciamo trattative con gli Stati Uniti se necessario, ma non ci fidiamo delle loro promesse", ha aggiunto Nikzad, citato da Mehr.
Trump: "Ho detto a Netanyahu che è pazzo, senza di me non ci sarebbe Israele oggi"
Il presidente americano Donald Trump ha confermato di aver dato del "fottutamente pazzo" al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso della loro recente telefonata per discutere del cessate il fuoco in Libano. Parlando al podcast ‘Pod Force One' di Miranda Devine, Trump ha ammesso comunque di "lavorare bene insieme" a Netanyahu. "Ero un po' turbato dai suoi continui combattimenti in Libano Ma mi piace molto Bibi. E lavoro molto bene con lui. Io sono un presidente in tempo di guerra, e lui è un primo ministro in tempo di guerra" ha detto Trump. "Senza di me non ci sarebbe Israele oggi" ha detto il presidente americano citando i propri sforzi per "terminare l'orribile accordo con l'Iran" di Barack Obama. Trump ha poi smentito l'ipotesi secondo cui sarebbe stato convinto da Benjamin Netanyahu ad attaccare l'Iran: "Sono stato io a iniziarla perché non potevo permettere loro di avere un'arma nucleare. Questo protegge anche Israele perché sarebbero stati probabilmente i primi a venire attaccati".
Trump: "L'Iran ha accettato di non avere l’atomica. Mi piacerebbe incontrare Khamenei"
"L'Iran ha già accettato di rinunciare alle armi nucleari. Possono cambiare idea ma è stata una cosa grossa" lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aggiungendo che che l'Ayatollah iraniano è coinvolto nei negoziati con gli Stati Uniti. "Hanno già accettato di non dotarsi di armi nucleari", ha detto Trump in un'intervista in un'intervista esclusiva in un podcast del New York Post, parlando dell'Iran e aggiungendo: "Mi piacerebbe incontrare Khamenei. Mi piacerebbe incontrare tutti. Mi piacerebbe incontrare lui, e probabilmente ci incontreremo prima o poi, a seconda di come si evolveranno le cose". "A Netanyahu ho detto che è pazzo, ma lavoriamo bene insieme" ha poi confermato Trump.