Cirielli, vice di Tajani: “Risposta Israele è proporzionata. 28mila morti? A Gaza in 2 milioni in poco spazio”

Alla domanda se la reazione di Israele agli attacchi del 7 ottobre sia spropositata – termine utilizzato oggi anche da Antonio Tajani – il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli dice che le cose non stanno così: “A Gaza vivono 2 milioni di persone in uno spazio molto limitato. Israele cerca di non fare bombardamenti a tappeto, altrimenti ci sarebbero 200mila morti”.
A cura di Redazione
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di Marco Billeci e Annalisa Girardi

Per il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, la risposta di Israele agli attacchi del 7 ottobre è proporzionata. Gli oltre 28mila morti finora accertati sarebbero una conseguenza del fatto che il conflitto abbia luogo in uno spazio molto ristretto e densamente popolato. Intercettato dai microfoni di Fanpage.it, il viceministro afferma: "Il tema vero è lo spazio: a Gaza vivono 2 milioni di persone in uno spazio molto limitato. Israele sta perdendo anche molti soldati proprio perché cerca di non fare bombardamenti a tappeto, se li facesse come li fa la Russia in Ucraina ci sarebbero 200mila morti".

Il ministro poi precisa: "Anche 10 morti ingiusti e inutili rappresentano una cosa inaccettabile".

Le dichiarazioni, però, appaiono in evidente contrasto con quelle rilasciate oggi su Radio Uno dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, secondo cui la reazione di Israele a Gaza è "sproporzionata" eAlla do sta mietendo "troppe vittime che non hanno nulla a che fare con Hamas". Tajani ha anche detto che il governo israeliano dovrebbe "evitare rappresaglie contro la popolazione civile palestinese" e che "sbaglia perché sta provocando troppe vittime civili".

Secondo il suo vice, Cirielli, "gli Stati hanno diritti di difendersi e di fare anche la guerra secondo i principi delle Nazioni Unite nel rispetto del diritto internazionale", una cosa che secondo lui "sta avvenendo" anche nel caso del conflitto in Medio Oriente. Poi aggiunge: "Da osservatori esterni mi sembra che forse il diritto internazionale sia stato rispettato meno in altri scenari in cui l'Occidente è stato impegnato".

Cirielli quindi conclude: "Per noi la priorità del cessate il fuoco umanitario è una cosa importante, va fatta però nell'ambito della sicurezza di Israele. L'Italia sta ricoprendo un ruolo mediazione e di equilibrio per risolvere in maniera diplomatica e pacifica la cosa, ma comprendo la preoccupazione di Israele di impedire che da quel territorio ci siano nuovi 7 ottobre".

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