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“Ci scusiamo per aver mentito per anni”: tv di Stato in Ungheria sospende i notiziari in attesa di una riforma

La televisione di Stato ungherese ha sospeso temporaneamente la trasmissione dei notiziari nell’attesa di una riforma complessiva dei media pubblici. Per il primo ministro ungherese, Peter Magyar, “la propaganda trasmessa dai media pubblici ungheresi” durante gli anni di Viktor Orban “giunge finalmente al termine”.
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"I media pubblici sono in fase di rinnovamento, affinché possano essere indipendenti e credibili in futuro. La trasmissione dei notiziari è temporaneamente sospesa. Restate con noi!". È l'annuncio trasmesso dall'emittente M1 in Ungheria, dove la televisione di Stato ha sospeso temporaneamente i notiziari in attesa di una riforma dei media pubblici, affinché siano finalmente indipendenti e credibili.

La comunicazioni ai cittadini è arrivata tramite un messaggio che il canale principale della televisione di Stato, M1, ha pubblicato  su sfondo nero: "I media del servizio pubblico non possono mentire. Ci scusiamo, ciononostante, per averlo fatto per molti anni".

Per il primo ministro ungherese, Peter Magyar, si tratta di una "giornata storica" nella quale "la propaganda trasmessa dai media pubblici ungheresi" durante gli anni di Viktor Orban "giunge finalmente al termine".

"Hanno mentito di notte. Hanno mentito di giorno. Hanno mentito su ogni canale. Ora è finita", ha aggiunto il premier. "Settant'anni dopo la Rivoluzione ungherese del 1956, simbolicamente alle 19:56, torna in onda il canale televisivo pubblico ‘M1'. Per ora, trasmetterà solo film, senza notiziari", ha precisato Magyar in un messaggio su X.

Dunque nella giornata di ieri sono stati interrotti non solo i programmi televisivi ma anche quelli della radio pubblica Kossuth, che ha mandato in onda brani del compositore ungherese Béla Bartók. Dopo alcune ore in cui i canali sono stati del tutto oscurati, sono ricominiciate le trasmissioni ma senza notiziari, che invece torneranno al termine del processo di ristrutturazione.

La riforma dei media pubblici è una delle promesse che Magyar ha fatto durante la campagna elettorale che lo ha portato alla vittoria alle elezioni del 12 aprile, e che gli ha permesso di prendere il posto di Orban, battendo la formazione nazionalista Fidesz dopo 16 anni di governo. Il leader del partito Tisza ha assicurato di voler creare un servizio di informazione veramente equilibrato e obiettivo, ripristinando meccanismi di controllo e bilanciamento del potere e arginando la corruzione.

Durante il governo di Orban i media di Stato sono stati di fatto controllati dall'esecutivo, in seguito all'adozione di leggi ad hoc, mentre diverse testate private sono state chiuse o acquisite da imprenditori filo-governativi. L'ex primo ministro però ha sempre negato di aver esercitato un controllo diretto sui mezzi di informazione e di averli sostanzialmente usati come strumento di propaganda. È un fatto però che il Paese è sceso vertiginosamente nella classifica sulla libertà di stampa stilata da Reporters Sans Frontières: l'Ungheria è passata dal 23esimo posto del 2010 al 74esimo del 2026.

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