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26 Settembre 2022
15:15

Chi è Giorgia Meloni: la storia politica della prossima (probabile) presidente del Consiglio

Dal Fronte della gioventù ad Azione giovani, da ministra con Berlusconi a leader di partito. Giorgia Meloni, che tra poche settimane probabilmente sarà presidente del Consiglio, ha un lungo passato politico nella destra, anche radicale.
A cura di Luca Pons
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Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ha vinto le elezioni. Il suo partito, con il 26% dei voti, è il primo in Italia e guida la coalizione di centrodestra, che avrà la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Sembra quasi garantito che Giorgia Meloni sarà la prossima presidente del Consiglio: la prima donna a svolgere il ruolo, ma anche la prima persona proveniente da un partito con radici post-fasciste.

La militanza giovanile, dal Fronte della gioventù ad Azione giovani

Meloni nacque a Roma nel 1977. Ha una sorella più grande di due anni, Arianna, che dopo le elezioni ha scritto un lungo post per farle le congratulazioni. A soli 15 anni, nel luglio 1992, Giorgia entrò nella sezione della Garbatella del Fronte della gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano, partito nato nel 1946 dai nostalgici del regime fascista. Nel libro "Io sono Giorgia" ha parlato del suo ingresso nel Fronte: fu una scelta d'istinto, ha spiegato, seguita all'uccisione di Paolo Borsellino da parte di Cosa Nostra. Borsellino era di destra e aveva posizioni non lontane da quelle dell'Msi, ma Meloni non ha mai detto se questo abbia influenzato la sua scelta.

Quando Giorgia si unì al Fronte, l'ambiente della Garbatella non era particolarmente orientato a sinistra, per quanto il quartiere storicamente abbia avuto carattere operaio: due anni dopo l'ingresso di Meloni, alle elezioni nazionali del 1994, nel collegio di Ostiense-Garbatella vinse il candidato di Forza Italia. Il passo successivo per Meloni fu il passaggio alla sezione del Fronte di Colle Oppio, la più grande e importante di Roma. Qui svolse attività di vera e propria militanza: dai volantini, ai comizi, ai dibattiti di quartiere.

Nel 1994, quando Gianfranco Fini trasformò l'Msi in Alleanza nazionale, il Fronte della gioventù diventò Azione giovani. Il simbolo rimase lo stesso – una mano nera che impugna una fiaccola con una fiamma tricolore – e sarebbe rimasto simile anche per Gioventù nazionale, l'organizzazione giovanile del partito di Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia. Qui la mano è blu, e regge una bandiera tricolore nella stessa forma della fiamma del Fronte della gioventù.

La presidenza di Azione giovani e l'elezione in Parlamento

In questo periodo, nel 1996, Meloni fu intervistata dalla televisione francese d’Oltralpe Soir 3 come militante di Alleanza nazionale, e in lingua francese (si è diplomata al liceo linguistico) disse che "Mussolini è stato un buon politico. Tutto quello che ha fatto l'ha fatto per l'Italia. Non abbiamo avuto altri politici così negli ultimi 50 anni". Negli anni successivi, Meloni si è poi allontanata dal fascismo, ma non si è mai dichiarata antifascista. In un video per la stampa estera, ha preso le distanze dal fascismo affermando che "la destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia da decenni, condannando senza ambiguità la privazione della democrazia e le infami leggi anti-ebraiche".  In una recente intervista, le è stato chiesto di commentare le parole con cui Gianfranco Fini definì il fascismo un "male assoluto": Meloni si è limitata a ricordare che non si dissociò da queste parole, quando vennero pronunciate.

Una parte importante del percorso politico di Giorgia Meloni sono stati i raduni Atreju, che lanciò nel 1998 come dirigente di Azione giovani. Si tratta di incontri annuali che si svolgono a Roma, dal 2014 sono organizzati da Gioventù nazionale. Negli anni queste manifestazioni hanno raccolto come ospiti numerosi esponenti politici, non solo del mondo della destra. Non sono mancati, però, anche ospiti controversi come Viktor Orbán, primo ministro ungherese ospitato nel 2019 e più volte condannato dall'Unione europea come promotore di un regime illiberale nel suo Paese.

Nel marzo 2004, Meloni fu eletta presidente di Azione giovani e diventò la prima presidente donna in un'organizzazione giovanile di destra. A sostenerla, nella sua candidatura, furono uomini politici che poi sono rimasti nella sua cerchia di confidenti, come Ignazio La Russa, ma ci fu anche Maurizio Gasparri, oggi passato a Forza Italia. Lo slogan di Giorgia in quell'occasione era "Figli d'Italia". Proprio da questo sarebbe poi nato il nome del suo partito.

L'ingresso in Parlamento avvenne nel 2006, quando Meloni aveva 29 anni. Fu la parlamentare più giovane di quella legislatura. Diventò subito vicepresidente della Camera, affiancando il presidente Gianfranco Fini, leader del suo partito. Due anni dopo, le venne affidato dal governo Berlusconi il Ministero delle Politiche giovanili, che fu rinominato Ministero della Gioventù. Ancora un anno dopo, nel 2009, Alleanza nazionale si sciolse e entrò a far parte del Popolo della libertà, partito di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi. Nel 2010, Fini avrebbe lasciato il PdL, ma Meloni sarebbe rimasta.

Fratelli d'Italia, sempre all'opposizione fino a oggi

La nascita di Fratelli d'Italia, infine, è arrivata nel 2012. Meloni lasciò il PdL quando Berlusconi decise di non svolgere le elezioni primarie, per decidere chi sarebbe stato il leader del partito alle elezioni politiche del 2013. Insieme a Ignazio La Russa e Guido Crosetto, Meloni creò Fratelli d'Italia. Il neonato partito prese poi l'1,9% dei voti nel 2013, e crebbe marginalmente fino al 4,3% nel 2018. Come candidata sindaca di Roma, nel 2016, Meloni prese il 20,6% dei voti, mentre la lista del suo partito ottenne il 12,2%.

Da quando è entrato in Parlamento, Fratelli d'Italia è sempre rimasto all'opposizione, sia nei governi di centrosinistra (come quello di Enrico Letta, o il Conte bis), sia in quelli più orientati a destra (come nel primo governo Conte, fondato sull'alleanza tra Movimento 5 stelle e Lega). Il prossimo governo, invece, sarà il primo in cui il partito di Giorgia Meloni sarà parte della maggioranza.

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