Chi è Elif Eralp, musulmana e figlia di immigrati turchi: la candidata di Linke che può diventare sindaca di Berlino

A cura di Giulia Renda
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“Abbiamo scritto la storia”, Elif Eralp ha festeggiato così il risultato della Linke, arrivata prima alle elezioni di Berlino. Figlia di immigrati turchi e politica della sinistra berlinese, ha costruito la sua campagna attorno al caro-affitti e al diritto alla casa. Ora dovrà trovare una maggioranza in Parlamento per diventare la nuova sindaca della capitale tedesca.

Elif Eralp ha 45 anni, è nata a Monaco di Baviera da una famiglia di origine turca ed è una politica della Linke, il partito della sinistra tedesca che alle elezioni del 20 settembre è risultato il più votato a Berlino. Con il 25,7 per cento delle seconde preferenze, Die Linke ha superato CDU, Verdi, AfD e SPD e ora si trova al centro dei negoziati per la formazione del prossimo governo della capitale. Eralp, di fede musulmana, potrebbe diventare la prima sindaca berlinese della Linke e la prima alla guida della città con origini turche.

La sua campagna è stata costruita attorno a una parola molto semplice: accessibilità. Rendere Berlino di nuovo una città in cui sia possibile vivere, soprattutto per chi oggi fatica a pagare un affitto, ma anche per studenti, artisti e giovani lavoratori che negli ultimi anni sono stati spinti sempre più ai margini dall'aumento del costo della vita. Tra le sue proposte ci sono un tetto agli affitti, più edilizia pubblica, la limitazione delle case utilizzate per gli affitti turistici e l'attuazione del referendum del 2021 sulla socializzazione dei grandi patrimoni immobiliari. In campagna elettorale ha anche portato nelle piazze una sorta di mensa di quartiere, dove venivano distribuiti pasti a tre euro.

Le origini di Elif Eralp e la carriera della nuova sindaca di Berlino

La storia politica di Elif Eralp comincia in casa. I suoi genitori erano socialisti e sindacalisti in Turchia e nel 1980 lasciarono il Paese dopo il colpo di Stato militare. Il padre era medico, la madre lavorava come formatrice per le infermiere. In Germania e Eralp è cresciuta tra Monaco, Dortmund e Amburgo, dove ha studiato e poi si è laureata in Giurisprudenza. Nel 2009 ha superato il secondo esame di Stato per diventare giurista.

Prima di arrivare alla politica elettiva ha lavorato per la Linke al Bundestag come consulente per le questioni giuridiche e si è occupata anche di attività sindacale. Il suo interesse politico si è concentrato negli anni soprattutto sui diritti dei migranti, sull'antirazzismo e sulla casa. Dal 2018 fa parte della dirigenza della Linke berlinese e dal 2021 è deputata all'Abgeordnetenhaus, il Parlamento regionale della città. È anche vicepresidente del gruppo parlamentare del partito.

Il suo legame con Kreuzberg, uno dei quartieri più multiculturali di Berlino, è particolarmente forte. È qui che ha costruito una parte importante della sua attività politica, occupandosi di diritto alla casa, partecipazione delle persone con una storia migratoria e contrasto alla discriminazione. Nella sua idea di Berlino, la città dovrebbe essere una "Solidarity City", una città dove nessuno venga costretto ad andarsene perché non riesce più a pagare l'affitto. Negli ultimi dieci anni gli affitti sono aumentati del 77 per cento e circa l'85 per cento dei berlinesi vive in affitto. Per la Linke il problema non si può risolvere soltanto costruendo nuove abitazioni: bisogna intervenire anche sul patrimonio già esistente.

Da qui arriva la proposta più discussa di Eralp: espropriare e trasferire sotto controllo pubblico circa 220mila abitazioni appartenenti ai grandi gruppi immobiliari. La proposta riprende il referendum del 2021, quando il 57,6 per cento dei votanti berlinesi si espresse a favore della socializzazione dei grandi patrimoni immobiliari. Non è quindi un'idea nata durante questa campagna, ma una questione rimasta aperta per anni nella politica berlinese.

Eralp ha accompagnato questa parte più politica del programma con iniziative immediate. Durante la campagna ha distribuito pasti a tre euro in diversi quartieri della città, con l'idea di trasformare quelle cucine di quartiere in un servizio più strutturato se fosse arrivata al governo. Nel programma ci sono anche 7.500 nuovi appartamenti all'anno e misure per riportare le abitazioni destinate ai turisti verso il mercato residenziale.

"Abbiamo scritto la storia": la vittoria della candidata di Linke a Berlino

Domenica sera, quando sono arrivati i risultati, Eralp ha celebrato la vittoria della Linke parlando di una giornata storica: "Abbiamo scritto la storia", ha detto, aggiungendo che "l'amore e la giustizia hanno prevalso sull'odio". Il dato elettorale le ha dato sicuramente un motivo per festeggiare: Die Linke è arrivata al 25,7 per cento delle seconde preferenze, davanti alla CDU al 18,8 per cento, all'AfD al 16,3, ai Verdi al 14,3 e alla SPD al 12,1.

Il risultato di Eralp va letto alla luce del sistema elettorale berlinese. Nel collegio di Friedrichshain-Kreuzberg 1 ha ottenuto il 50,5 per cento delle prime preferenze, un risultato che le ha permesso di essere eletta in Parlamento, ma non direttamente alla carica di sindaca. A Berlino gli elettori eleggono il Parlamento regionale, l'Abgeordnetenhaus. Ogni persona ha due voti: con il primo sceglie un candidato nel proprio collegio, con il secondo vota un partito. Il primo può portare direttamente un candidato in Parlamento; il secondo serve invece a determinare il peso dei diversi partiti nella distribuzione dei seggi. È così che Eralp è stata eletta personalmente nel suo collegio, mentre la Linke ha ottenuto la posizione di primo partito in tutta la città.

Il sindaco, o più precisamente il Regierende Bürgermeister, viene scelto successivamente dal Parlamento. Per questo Eralp non è ancora formalmente la sindaca di Berlino: la Linke ha vinto le elezioni regionali, ma ora dovrà trovare una maggioranza parlamentare che sostenga la sua candidatura.

I numeri rendono possibile soprattutto un'alleanza tra Linke, Verdi e SPD. Ma tra questi partiti restano differenze importanti, soprattutto sulla politica della casa e sulla proposta di socializzare i grandi patrimoni immobiliari. La fase che si apre ora è quindi quella dei negoziati: programma, incarichi e soprattutto la maggioranza necessaria per portare Eralp al Rotes Rathaus.

Elif Eralp e Zohran Mamdani, il parallelismo tra la sindaca di Berlino e il primo cittadino di New York

Il paragone con Zohran Mamdani, sindaco di new york da gennaio di quest'anno, è diventato quasi inevitabile durante la campagna. Anche Mamdani è figlio di immigrati, è musulmano, appartiene alla sinistra socialista e ha costruito una parte della sua campagna sulla questione del costo della vita e della casa.

Il punto di contatto più evidente è proprio il messaggio sull'accessibilità delle grandi città. Mamdani ha fatto della lotta al caro-affitti uno dei pilastri del suo programma e ha legato la sua campagna ad altre misure sul costo della vita, mentre Eralp ha messo al centro il tetto agli affitti, l'edilizia pubblica e la socializzazione dei grandi patrimoni immobiliari. Entrambi hanno cercato di parlare soprattutto a chi vive direttamente il problema di quanto sia diventato costoso restare nella propria città.

Anche il modo di fare campagna ha avuto qualche elemento in comune: molta attenzione alla comunicazione sui social, un'immagine politica più riconoscibile e iniziative pensate per mostrare concretamente le proposte invece di limitarle agli slogan.

Per Elif Eralp la porta del Rotes Rathaus, il municipio rosso di Berlino, è dunque aperta. Ma il passaggio decisivo sarà nelle prossime settimane: la Linke ha conquistato il primo posto alle elezioni, adesso deve trasformare quel risultato in una maggioranza parlamentare capace di sostenere Eralp alla guida della città.

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