Matone lascia la Lega e passa a FI dopo la conferma di Salvini a segretario: “Contraria a derive sovraniste”
All'indomani del Congresso della Lega, che ha confermato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini alla guida del partito con 465 voti favorevoli, iniziano i primi mal di pancia e smottamenti nel partito: l'onorevole Simonetta Matone lascia il Carroccio e aderisce al gruppo della Camera di Forza Italia.
"Contraria a derive sovraniste": le dichiarazioni di Simonetta Matone
"Io rimango saldamente nel centrodestra – spiega – ma sono contraria a derive sovraniste e a prese di posizione estreme e irrealizzabili. Forza Italia rappresenta un centrodestra illuminato, solido punto di riferimento dei moderati, erede da sempre del garantismo portato avanti con coraggio da Silvio Berlusconi, e saldamente ancorato a una visione equilibrata anche in politica estera".
Leggendo queste dichiarazioni è difficile non pensare alle posizioni del leader del Carroccio sul sostegno a Kiev, con cui il leader del Carroccio segna una linea di demarcazione tra le sue idee e quelle degli alleati Fdi e Forza Italia, nel tentativo di inseguire l'ex generale Vannacci: "Questo congresso, se mi risceglierete come segretario, mi dara' il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all'Ucraina", ha detto, per poi aggiungere: "È da ormai più di 4 anni che noi sosteniamo, giustamente, il popolo aggredito e bombardato, approvando sanzioni su sanzioni, inviando 90 miliardi di euro e non so quanti pacchetti di armi, ormai ho perso il conto. Ci si può domandare al congresso della Lega, forza di governo responsabile e leale ma mai silente, se dopo 4 anni di conflitto e migliaia di morti, pensare di mandare altre armi e altre soldi e approvare altri sanzioni sia la via migliore per approvare la pace? Ci si può porre questo quesito?", ha detto ieri il vicepremier dopo la rielezione a segretario della Lega parlando della guerra in Ucraina. "Abbiamo sempre sostenuto il popolo aggredito" ma ora "investiamo in diplomazia perché nel 2026 le guerre non finiscono sul campo ma al tavolo diplomatico. Prima si riporta al tavolo della diplomazia e meglio è per tutti".
L'ex magistrata aveva fatto parlare di sé nei giorni scorsi a proposito del caso del ritrovamento di un prezioso anello nei bagni della Camera, che la deputata aveva subito riconsegnato ai commessi perché se ne cercassero la proprietaria, che è stata poi individuata.
Le reazioni dopo l'uscita di Matone dalla Lega
"Benvenuta a Simonetta Matone, che da oggi entra in Forza Italia. La sua vocazione garantista e la sua esperienza rappresentano un importante valore aggiunto per il nostro movimento e una risorsa preziosa per rafforzare il nostro impegno per una giustizia giusta, per la tutela dei diritti e delle garanzie dei cittadini. Forza Italia è la casa naturale di chi crede nella libertà, nello Stato di diritto e in una giustizia pienamente rispettosa delle garanzie individuali. L'ingresso di Simonetta Matone arricchisce la nostra comunità politica e conferma la capacità del nostro movimento di attrarre personalità di grande esperienza e competenza", ha dichiarato Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia.