Il caso dell’anello “da 30mila euro” trovato nei bagni della Camera da Matone (Lega): non è di una deputata

Avatar autore
A cura di Luca Pons
Immagine
Ha sollevato curiosità la vicenda di un anello dall’aspetto costoso trovato nei bagni di Montecitorio dalla deputata della Lega Simonetta Matone, che l’ha consegnato ai commessi stimando un valore di “30mila euro”. Alla fine, è tornato alla proprietaria, che non è una parlamentare.

Nei corridoi della Camera, nelle scorse ore, si è parlato con una certa curiosità di un anello. È un gioiello ritrovato da Simonetta Matone, deputata della Lega, nei bagni di Montecitorio. La stessa parlamentare, vedendolo, ha pensato che fosse un anello estremamente costoso: "Varrà almeno 30mila euro", ha poi detto ai giornalisti commentando la vicenda.

Non è una novità che, a Montecitorio così come al Senato, si smarriscano vari oggetti anche di valore. Matone ha raccontato di aver visto "una cosa che brillava nel bagno delle donne, quello che si trova nella galleria dei presidenti di Montecitorio". Dopo essersi avvicinata, ha capito che era "un anello molto prezioso". Ha poi dato una descrizione più precisa: "Un anello con un brillante quadrato al centro e due laterali su una base di oro bianco".

Subito dopo averlo trovato, ha fatto un giro tra le colleghe, soprattutto "quelle che sono solite portare gioielli preziosi". Gli ha chiesto se avessero perso qualcosa, ma nulla. A quel punto la  73enne deputata, ex magistrata, si è rivolta ai commessi della Camera. Fatto il verbale, ha lasciato a loro il prezioso, chiuso in cassaforte dal responsabile sicurezza: "Vedremo adesso chi si farà avanti".

Negli ambienti parlamentari l'episodio ha fatto chiacchierare, sono partite le speculazioni sul possibile proprietario o proprietaria. Qualcuno si è anche stupito che Matone non avesse esitato a restituirlo. Lei ha reagito: "La cosa che mi meraviglia è la meraviglia verso questo gesto. È una cosa normale, ho fatto il magistrato tutta la vita forse questo fa la differenza".

Alla fine, dopo alcune ore – in cui la notizia si era diffusa ben al di fuori della Camera – la proprietaria si è presentata negli uffici di Montecitorio per reclamare l'anello. Ha dimostrato in modo inequivocabile di esserne la proprietaria, e poi se n'è andata. Con una certa delusione da parte di chi aveva sperato di poter continuare le chiacchiere, si è scoperto che la donna in questione non è una parlamentare. La sua identità è rimasta nascosta, e naturalmente non rivelata dai commessi del Parlamento. "Quella toilette viene usata anche da chi arriva, ospite della Camera, dalla galleria dei presidenti", ha precisato Matone. È plausibile, quindi, che si trattasse di una persona esterna entrata a Montecitorio per motivi di lavoro, come avviene spesso a giornalisti, lobbisti, visitatori o persone invitate per eventi istituzionali.

Va detto che la vicenda ha fatto discutere soprattutto per il presunto valore dell'anello, ma su questo non ci sono conferme ufficiali. La stima di "30mila euro" è stata fatta da Matone a colpo d'occhio, e sembra piuttosto alta. Nessun esperto ha potuto osservare l'anello da vicino, e ovviamente la Camera non si occupa di valutare i beni che tiene nell'ufficio oggetti smarriti. Se si trattasse di un falso, è inutile dirlo, il valore sarebbe ben più basso: anche solo poche decine di euro.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views