“Giornalisti servi”: Salvini insulta la stampa dal palco, polemica dopo il congresso della Lega
"Lega di lotta e di governo" è il nome del congresso della Lega che ha visto riconfermato con il 76% dei voti il ministro Matteo Salvini, ma questa non è la sola cosa degna di nota successa all’Allianz MiCo di Milano. "Se altri anni di sacrificio meritano di essere fatti, lo chiedo a voi oggi qua, non sui giornali, e non facendo sorridere quei giornalisti servi che scrivono cazzate". Interviene così il vicepremier sul palco del congresso, aggiungendo poi: "Ho chiesto io di lasciare i giornalisti al piano di sotto… certa gente non è qui per raccontare la Lega".
Al Congresso della Lega la stampa relegata al piano di sotto
Un congresso organizzato per consolidare la sua leadership, lasciando che la stampa venisse relegata a un altro piano, diverso da quello del main stage, dove si sono svolti gli interventi dei vari personaggi politici e non. Oltre 120 giornalisti accreditati di testate internazionali hanno lavorato guardando il tutto da maxi schermi che trasmettevano la diretta video. L’accesso al secondo piano è stato possibile solo in rari momenti o durante le pause, sempre con la scorta del personale o di qualcuno dell’ufficio stampa del partito.
Salvini giustifica e avalla queste sue scelte dicendo: "Da giornalista iscritto all’ordine ho chiesto io agli organizzatori di lasciarli lì", dimenticando forse che il codice deontologico cita: "Il giornalista tutela il diritto dei cittadini all'informazione e alla conoscenza dei fatti, attraverso una informazione pluralista e completa. La libertà di informazione e di critica è un diritto inalienabile del giornalista, fondamentale per l'esistenza di una società democratica". Ma a ricordarlo a Matteo Salvini ci hanno pensato in molti.
Dall'Ordine dei giornalisti alla Fnsi, la stampa schierata contro Salvini
Tra i primi a denunciare a gran voce gli insulti del ministro è stato il presidente nazionale dell‘Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli: "Salvini divide i giornalisti in servi e amici, come nell'Urss. Finché siamo in democrazia il dovere della stampa è anche quello di cercare e offrire ai cittadini notizie che non piacciono a potenti di turno. Se ne faccia una ragione il vice presidente del Consiglio e ritiri gli insulti".
Non tarda ad arrivare anche la risposta di Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana): "Visto che Salvini detesta a tal punto i giornalisti e la stessa libertà di stampa ci chiediamo per quale motivo continui a voler mantenere l'iscrizione ad un ordine di servi. Ci aspettiamo un atto di coerenza da parte sua con la restituzione della tessera di un ordine popolato da servi".
Anche l'Associazione stampa romana affianco dei colleghi attaccati: "L'attacco gravissimo e insistito di Matteo Salvini dal palco del congresso della Lega ai giornalisti di Corriere della Sera e Repubblica e a tutti i colleghi dimostra ancora una volta l'insofferenza del vicepresidente del Consiglio per l'informazione e le notizie che non gli piacciono.Una scelta che si commenta da sola".
I Comitati di Redazione di Rainews24, RaiNews.it, Televideo ed Evelina hanno espresso la sua solidarietà: "I giornalisti non sono presenti agli eventi politici per compiacere le forze politiche né per fare propaganda, ma per raccontare i fatti con indipendenza e spirito critico al servizio dei cittadini. La tutela della libertà d'informazione e del decoro professionale non sono negoziabili", scrive il Cdr di Rainews24.
Le critiche arrivano anche dalla politica
Dopo i commenti e la richiesta di scuse da parte degli organi di stampa, anche alcuni esponenti politici hanno deciso di dire la loro sulla vicenda. Da Stefano Graziano, deputato del Partito Democratico: “Salvini offende la libertà di informazione. Ricordiamo al ministro e a tutto il governo che i giornalisti svolgono una funzione di servizio pubblico di informazione, ma questo concetto evidentemente non è chiaro a chi tenta, da quando è al governo, di piegare il servizio pubblico agli interessi di partito”, fino a Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva: “Salvini può scegliere chi invitare alle feste della Lega, non chi ha il diritto di informare i cittadini”.
Resta ora da capire quale sarà la posizione del governo e della stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni su quanto accaduto. Fino ad ora la premier non ha preso posizione.