Doveva essere il provvedimento da approvare durante il primo Consiglio dei ministri da Matteo Salvini. Poi è diventata una misura da far entrare in vigore entro l’estate. Alla fine si è rinviato tutto alla legge di bilancio e, quindi, alla fine dell’anno. Ma il taglio delle accise sulla benzina continua a essere in bilico, al di là degli annunci di parte del governo (l’ala leghista guidata dal vicepresidente del Consiglio Salvini). La nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza, mette in dubbio l’approvazione del taglio delle accise sulla benzina  promesso più volte. In tutto il documento l’argomento compare in quattro occasioni. Ma in tre di queste solamente per annunciare che non ci saranno aumenti (nel 2019, per quanto riguarda 2020 e 2021 non c’è neanche questa certezza). Solo in una tabella le accise compaiono come possibile voce di riduzione della pressione fiscale. Ma senza alcuna specifica né riguardante le tempistiche né le modalità.

Accise, niente aumento nel 2019: rischi per il 2020

Nella nota di aggiornamento al Def si fa riferimento alle accise soprattutto quando si parla delle clausole di salvaguardia e del loro disinnesco per evitare un aumento delle accise e, contestualmente, delle aliquote Iva. Nella premessa del Documento si parla della pressione fiscale in Italia che “rimane assai elevata” e del quadro tendenziale di finanza pubblica che “prevede un ulteriore inasprimento dell’imposizione indiretta, contro cui il nuovo Parlamento si è già pronunciato, impegnando il governo ad assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti all’aumento delle aliquote Iva e delle accise su benzina e gasoli”.

Nel capitolo relativo quadro complessivo si parla nuovamente degli aumenti di “Iva e accise previsti dalla legislazione vigente”, annunciando che “per gli anni 2020 e 2021 verranno parzialmente cancellati, rinviando al Programma di Stabilità 2019 la definizione di interventi di revisione della spesa corrente e di miglioramento della riscossione delle imposte che consentano la completa eliminazione delle clausole di salvaguardia”. Non c’è, quindi, almeno per il momento, la certezza che questi aumenti vengano cancellati per il 2020 e il 2021.

Di accise si parla anche all’interno del capitolo sul percorso programmatico e del paragrafo sula “programmazione di bilancio per i prossimi anni”. Si parte da vincoli finanziari definiti “stringenti”, dentro cui, però, trovare il modo di disinnescare “le clausole di salvaguardia inerenti all’aumento delle aliquote Iva e delle accise su benzina e gasoli: il governo ritiene pertanto opportuno intervenire sulle clausole di salvaguardia contenute nella legge di bilancio 2018, neutralizzando completamente quelle relative al 2019 e parzialmente quelle riguardanti il 2020 e 2021”.

Il taglio delle accise sulla benzina

C’è poi, all’interno della nota di aggiornamento al Def, un altro riferimento alle accise. Rientra nella tavola sulle “azioni strategiche del cronoprogramma”. Nella voce relativa alle politiche fiscali c’è un riferimento, molto generico. Quando si parla di “riduzione della pressione fiscale per sostenere la crescita” appaiono alcune voci accanto: flat tax, tax expenditures, cuneo fiscale e poi proprio le accise. Si lascia quindi intuire che la possibilità di tagliare le accise sia concreto. E questa misura possa quindi essere ripresa dalla legge di bilancio. Ma rimane molta l’incertezza: le tempistiche non vengono definite (si parla di un generico 2018-2020). Così come non si parla da nessuna parte delle modalità. Un taglio entro la fine dell’anno, come promesso da Salvini, dunque è tutt’altro che certo. E a giudicare dalla poca rilevanza data al tema nel Def, non c’è da giurare che il taglio arrivi veramente in tempi stretti.