Questa mattina tutta Italia si è svegliata con le immagini degli scontri avvenuti nella notte a Napoli, contro la decisione della Regione di imporre il coprifuoco per contrastare la diffusione del coronavirus. Dietro la guerriglia urbana, al netto di qualche commerciante esasperato dalla crisi, vi sarebbero ultras, clan e forze di estrema destra. "Da Napoli è partita la rivolta ora tutte le città devono gridare libertà contro chi ci sta riducendo alla fame e tenendo a catena. E solo il primo giorno, è soltanto l’inizio", ha infatti detto il leader di Forza Nuova, Giuliano Castellino, all'Adnkronos. Dichiarazioni che sono state commentata anche dal candidato sindaco nella capitale e leader di Azione, Carlo Calenda, che ha chiesto di sciogliere Forza Nuova. "Disperderli-processarli-scioglierli. Con il vigore tipico di uno Stato che si fa rispettare", scrive l'europarlamentare condividendo la notizia sul suo profilo Twitter.

Il leader di Forza Nuova era anche sceso in piazza a Roma, nel primo giorno di coprifuoco in Lazio: "In piazza contro i Dpcm, il coprifuoco e la dittatura in corso", aveva detto. Dichiarazioni a cui Calenda ha risposto chiedendo di sciogliere il partito neofascista. A chi, sempre sui social, gli ha chiesto se intendesse abolire tutte le proteste dei cittadini, il leader di Azione ha risposto: "Scusa hai ragione, mai dare per scontata la capacità di leggere e associare concetti. Sciogliere Forza Nuova". E ancora: "Intendi i fascisti?". "Si".

Anche il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, aveva confermato sui social la presenza in piazza a Napoli. "Pronti a scendere in piazza. Mentre Mattarella riunisce il consiglio di guerra e De Luca prepara un vergognoso lockdown, Forza Nuova è pronta a scendere in piazza al fianco del popolo di Napoli senza paura, con il vigore tipico della nostra gente. No dittatura sanitaria", aveva scritto su Twitter condividendo un comunicato stampa in cui si annunciavano le manifestazioni di protesta. "Che sia Napoli la prima città che si solleva contro la dittatura sanitaria. Che si accenda a Napoli la prima scintilla della Rivoluzione", concludeva il comunicato.