Il bonus bebè cambia di nuovo. Dopo mesi di continue modifiche al buono per i neo-genitori sembra arrivare la versione definitiva di una misura molto attesa dalle famiglie italiane. Il bonus bebè per i bambini nati o adottati nel 2018 (tra il primo gennaio e il 31 dicembre dell’anno) sarà pieno ma verrà erogato solo per il primo anno di età e non più per 36 mesi come inizialmente previsto. La nuova formulazione di questa misura è stata decisa da un emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio della Camera.

La norma riguarderà circa 280mila famiglie nel 2018, secondo quanto riportato nella relazione tecnica. Di queste, il 50% avrà un Isee non superiore ai 7mila euro mentre il restante 50% avrà un Isee compreso tra i 7 e i 25mila euro. In base a quanto riportato dall’emendamento vengono previste spese per 185 milioni di euro nel 2018 e di 218 milioni di euro per il 2019. Rispetto alla precedente formulazione approvata in Senato, quella secondo cui il bonus era triennale ma non pieno, la nuova misura comporterà risparmi da 17 milioni di euro nel 2018 e da 201,5 milioni nel 2019.

Gli importi previsti dal bonus bebè vengono confermati: 960 euro l’anno (80 al mese per 12 mesi) per chi ha un Isee compreso tra i 7 e i 25mila euro; 1.920 euro (160 al mese per 12 mesi) per chi ha un Isee inferiore ai 7mila euro annui. Secondo quanto riportato sempre nella relazione tecnica le possibili famiglie beneficiarie potrebbero essere 280mila.

Nonostante la decisione di portare avanti il bonus bebè a pieno regime nel 2018 non mancano le lamentele e le polemiche. Antonio Satta, segretario dell’Unione Popolare Cristiana (Upc) commenta: “Sul bonus bebè ci sono state troppe versioni. Le politiche familiari hanno bisogno di stabilità se vogliamo che gli italiani facciano più figli. Nella prossima legislatura bisognerà cominciare a parlare, seriamente, di bonus famiglia. Con una politica frammentata si fanno pochi passi in avanti, è necessaria una riforma fiscale che abbia al suo centro la famiglia”. Critica anche la Lega Nord, i cui deputati lamentano che “saranno pochissimi gli italiani beneficiari del misero bonus bebè: l'ennesima goccia nel mare che nulla cambia”. “È assurdo – affermano – che la maggioranza pensi di risolvere l'emergenza demografica del nostro Paese con un bonus. L'emendamento passato in legge di bilancio è infatti insufficiente e limitato”.

Anche questo bonus bebè, sbandierato ai quattro venti dalla maggioranza, non è altro che l'ennesimo intervento circoscritto che poco o nulla risolve – concludono i parlamentari leghisti -. È evidente che la sinistra preferisce lavarsi le mani dei problemi che riguardano la famiglia. Per il Pd e company è infatti più conveniente far rinunciare gli italiani a far figli con la scusa che saranno gli immigrati a risolvere l'emergenza demografica”.