Bollo auto, con la mini riforma cambiano le regole su pagamenti e scadenze: le novità dal 2028

Avatar autore
A cura di Luca Pons
Immagine
La mini riforma del bollo auto approvata dal governo Meloni non interviene sull’importo della tassa, ma sulle tempistiche. Per il primo pagamento ci sarà più tempo e le scadenze successive andranno di dodici mesi in dodici mesi. Niente di cui preoccuparsi per le auto già in circolazione, che manterranno le attuali scadenze. La novità entrerà in vigore dal 2028.

Cambiano le regole del bollo auto dal 2028. Non si tratta di novità sull'importo da pagare, dato che i criteri restano gli stessi, ma sulle tempistiche da rispettare, sia per il primo pagamento sia per i successivi. In un decreto legislativo sui tributi regionali e locali che il governo Meloni ha approvato all'ultimo Consiglio dei ministri ci sono anche alcuni articoli che riguardano la tassa sulle automobili.

Il vecchio testo è disponibile tra gli atti parlamentari, ma il governo ha detto di aver modificato quello definitivo tenendo conto delle osservazioni fatte dalle commissioni di Camera e Senato; per avere la certezza di tutti gli aggiornamenti, quindi, bisognerà attendere il testo definitivo in Gazzetta ufficiale.

È utile mettere subito in chiaro che il decreto non si è occupato di modificare il metodo di calcolo del bollo auto, che si basa principalmente sulla potenza del mezzo e la classe ambientale. Non ci sono novità, quindi, sull'importo della tassa, né sul Superbollo, che pure in passato il governo Meloni promise di cancellare. Per il momento, ecco ciò che sappiamo.

Quando bisogna fare il primo pagamento del bollo auto

La differenza più grande che scatterà dal 1° gennaio 2028 riguarda le scadenze del bollo auto. Innanzitutto, il primo pagamento. Oggi la normativa può confondere, dato che prevede date diverse da rispettare a seconda di quando si acquista l'auto. Chi la immatricola nei primi 20 giorni del mese deve pagare entro l'ultimo giorno del mese stesso. Chi invece la immatricola negli ultimi 10 giorni può aspettare fino all'ultimo giorno del mese successivo.

Il decreto mette fine alle distinzioni. Si legge: "Il termine per il primo pagamento della tassa è fissato nell’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione". Quindi, a prescindere dalla data specifica, chi immatricola un'auto a gennaio ha tempo fino a fine febbraio per pagare, e così via. Tempi più lunghi e calcoli più semplici, quindi, per gli autisti.

Le nuove scadenze del bollo auto dal 2028

Il decreto interviene anche sulle scadenze di tutti gli altri pagamenti del bollo auto, dopo il primo. Niente più scadenze fisse ad aprile, agosto o dicembre. In particolare, "per le scadenze successive alla prima, il termine per il pagamento della tassa è fissato nell’ultimo giorno del mese in cui il veicolo risulta essere stato immatricolato".

Anche in questo caso, si cerca di semplificare. Il bollo va versato in un'unica soluzione annuale e ha durata di dodici mesi. Quindi, chi ha immatricolato l'auto a gennaio effettua il primo pagamento entro fine febbraio, e poi tutti quelli successivi entro l'ultimo giorno di gennaio di ogni anno.

Si lascia poi un margine di autonomia alle Regioni: possono anche decidere di riscuotere il bollo auto ogni quattro mesi, quindi in tre pagamenti all'anno. In questo caso i quattro mesi si contano comunque da quello di immatricolazione. Nell'esempio di prima: si paga a gennaio, poi a maggio, poi a settembre, poi nuovamente a gennaio.

Attenzione: tutto questo vale solo per le auto immatricolate dal 2026 in poi. Chi ha già un'auto non deve preoccuparsi. Restano valide le scadenze che erano in vigore al 31 dicembre 2025, a meno che non sia la propria Regione a decidere di fare diversamente.

Pagano anche le auto in fermo amministrativo

L'ultima novità per gli autisti riguarda le auto sottoposte a fermo amministrativo. Da quest'anno è già possibile scegliere di cancellarle dai registri e rottamarle per smettere di pagare il bollo. Il decreto specifica che la tassa automobilistica "è comunque dovuta nel caso di fermo amministrativo del veicolo" che sia stato disposto dall'Agenzia delle Entrate. Questo significa che, per il periodo in cui il mezzo rimane fermo, continua comunque a maturare il bollo auto. Il fatto che l'auto non possa circolare non blocca la tassa.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views