"Benetton Group, con il suo presidente Luciano Benetton, nel dissociarsi nel modo più assoluto dalle affermazioni di Oliviero Toscani a proposito del crollo del Ponte Morandi, prende atto dell'impossibilità di continuare il rapporto di collaborazione con il direttore creativo": così la famiglia Benetton, che controlla il gruppo Autostrade oltre che al famoso marchio di abbigliamento, decide di troncare i rapporti lavorativi con il fotografo Oliviero Toscani e direttore creativo di Fabrica, il centro culturale che nei giorni scorsi era finito al centro delle controversie per la visita delle Sardine. Nel tentativo di mettere un punto alle polemiche, Toscani era intervenuto alla radio affermando: "Ma a chi interessa che caschi un ponte? A me non interessa questa storia qui. Benetton sponsorizza un centro culturale. Avevamo finito la visita, è arrivato Benetton per un saluto e abbiamo fatto una foto ricordo che non sarebbe dovuta diventare pubblica. Noi come Fabrica con Autostrade non abbiamo niente a che fare".

Delle parole pesanti che le scuse del fotografo, arrivate il giorno seguente, non sono riuscite a cancellare. La famiglia Benetton ha voluto dissociarsi completamente dalle dichiarazioni del fotografo, troncando ogni rapporto lavorativo e "rinnovando la sincera vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questa tremenda tragedia". Il comunicato del gruppo Benetton pone fine a una collaborazione che dura decenni: dal 1982, infatti, il fotografo milanese curava le campagna pubblicitarie del marchio di abbigliamento, ed era poi stato chiamato a dirigere anche il centro di formazione collegato all'imprenditore veneto.

"Sono umanamente distrutto, mi scuso nel modo più profondo", aveva detto Toscani. "Ho detto quelle parole infelici, ma la mia frase è stata estrapolata dal contesto. Volevo solo dire che Fabrica è un centro culturale che non ha nulla a che fare con Autostrade. E che non stavamo discutendo di quello, del ponte Morandi che è cascato. Il ponte non c'entra nulla con le nostre attività, noi ci confrontavamo sulle forme di comunicazione moderna. E insomma tutto il casino che è stato montato ad arte su quell'incontro con le Sardine, Benetton, il ponte…ecco quello non ci interessa". Delle scuse che, tuttavia, non sono bastate.