Beatrice Venezi fuori dalla Fenice: “Decisione da chiarire, sono stata diffamata per mesi”

Beatrice Venezi rompe il silenzio dopo la decisione della Fondazione Teatro La Fenice di interrompere ogni collaborazione futura con lei. La direttrice d’orchestra affida a una nota la sua posizione, sottolineando di aver appreso inizialmente la notizia “dall’ANSA” e solo in un secondo momento di aver ricevuto una comunicazione formale con la risoluzione della nomina.
La nota stampa di Beatrice Venezi
“Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno”, si legge nella nota stampa. Venezi non nasconde una certa amarezza anche per le modalità della comunicazione, limitandosi però a osservare di “astenersi da ogni commento sull’eleganza della forma”.
"Mai mancato di rispetto ai lavoratori"
Nel suo intervento, la direttrice d’orchestra allarga il discorso a quanto accaduto negli ultimi mesi, parlando apertamente di un clima ostile nei suoi confronti. “Mai ho mancato e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro”, afferma, denunciando invece di essere stata oggetto di attacchi continui: “Negli ultimi otto mesi sono stata costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, sui social, sui giornali, in tv, in Italia e in tutto il mondo”.
Secondo Venezi, le polemiche recenti sarebbero nate da una distorsione delle sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano argentino La Nación lo scorso 23 aprile. Parole che, a suo dire, avrebbero dovuto essere lette nel loro contesto e che invece sarebbero state “strumentalizzate”.
Le polemiche sul caso Venezi
La direttrice parla anche di una “comunicazione lesiva” protratta nel tempo, invitando a guardare alla cronaca recente per comprendere la portata degli attacchi subiti. In chiusura, una riflessione più ampia sul suo percorso professionale: “In Italia essere giovane è un handicap, e poi donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta”. Resta ora da chiarire nel dettaglio la posizione della Fondazione Teatro La Fenice e le motivazioni che hanno portato alla decisione, mentre la vicenda continua ad alimentare il dibattito nel mondo musicale e culturale.