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Beatrice Venezi fuori dalla Fenice: “Decisione da chiarire, sono stata diffamata per mesi”

Beatrice Venezi rompe il silenzio dopo la decisione della Fondazione Teatro La Fenice di interrompere ogni collaborazione futura con lei: “Negli ultimi otto mesi sono stata costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, in Italia e in tutto il mondo”.
A cura di Andrea Parrella
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Beatrice Venezi rompe il silenzio dopo la decisione della Fondazione Teatro La Fenice di interrompere ogni collaborazione futura con lei. La direttrice d’orchestra affida a una nota la sua posizione, sottolineando di aver appreso inizialmente la notizia “dall’ANSA” e solo in un secondo momento di aver ricevuto una comunicazione formale con la risoluzione della nomina.

La nota stampa di Beatrice Venezi

“Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno”, si legge nella nota stampa. Venezi non nasconde una certa amarezza anche per le modalità della comunicazione, limitandosi però a osservare di “astenersi da ogni commento sull’eleganza della forma”.

"Mai mancato di rispetto ai lavoratori"

Nel suo intervento, la direttrice d’orchestra allarga il discorso a quanto accaduto negli ultimi mesi, parlando apertamente di un clima ostile nei suoi confronti. “Mai ho mancato e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro”, afferma, denunciando invece di essere stata oggetto di attacchi continui: “Negli ultimi otto mesi sono stata costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, sui social, sui giornali, in tv, in Italia e in tutto il mondo”.

Secondo Venezi, le polemiche recenti sarebbero nate da una distorsione delle sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano argentino La Nación lo scorso 23 aprile. Parole che, a suo dire, avrebbero dovuto essere lette nel loro contesto e che invece sarebbero state “strumentalizzate”.

Le polemiche sul caso Venezi

La direttrice parla anche di una “comunicazione lesiva” protratta nel tempo, invitando a guardare alla cronaca recente per comprendere la portata degli attacchi subiti. In chiusura, una riflessione più ampia sul suo percorso professionale: “In Italia essere giovane è un handicap, e poi donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta”. Resta ora da chiarire nel dettaglio la posizione della Fondazione Teatro La Fenice e le motivazioni che hanno portato alla decisione, mentre la vicenda continua ad alimentare il dibattito nel mondo musicale e culturale.

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