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19 Febbraio 2020
13:05

Air Force Renzi: indagine per truffa su Airbus da 168 milioni voluto (ma mai usato) dall’ex premier

Un accordo dal valore di 168 milioni di euro voluto dal governo di Matteo Renzi, che però non ha mai messo piede sullAirbus 340 500. Un modello che serviva a realizzare voli intercontinentali, ma che non è mai stato premiato dal mercato: infatti il costruttore ne aveva sospeso la produzione già nel 2011. Tuttavia, il governo Renzi, sembrava interessato a uno specifico aereo, quello in mano alla compagnia di Abu Dhabi che aveva appena comprato il 49% di Alitalia.
A cura di Annalisa Girardi
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Air Force Renzi: così viene denominato l'Airbus 340-500 voluto da Matteo Renzi quando era presidente del Consiglio e su cui ora c'è un'indagine per truffa aggravata. Il fascicolo è stato aperto dalla procura di Civitavecchia, che da alcuni mesi ha formalizzato la sua ipotesi di reato sul contratto firmato tra Palazzo Chigi, Etihad (la compagnia aerea di bandiera degli Emirati Arabi) e Alitalia. Inizialmente il procedimento era a carico di ignoti, e non si sa al momento se siano stati iscritti dei nomi al registro degli indagati, come scrive oggi Il Fatto Quotidiano,

Il 17 maggio 2016 Alitalia ha siglato il contratto con il ministero della Difesa per la fornitura di "un servizio di mobilità aerea per le esigenze istituzionali delle massime Autorità dello Stato". Un accordo dal valore di 168 milioni di euro voluto dal governo Renzi e stracciato poi dal primo esecutivo di Giuseppe Conte. Le trattative iniziarono già nel 2015, quando il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, scriveva all’ex ministra della Difesa, Roberta Pinotti, che fosse "intendimento del presidente del Consiglio garantire al Paese, al presidente della Repubblica, alle più alte cariche dello Stato e al governo tutto la disponibilità di un servizio di volo basato su una piattaforma della classe Airbus A340-500 con capienza adeguata, dotato di idoneo allestimento protocollare e opportunamente configurata con sistemi di comunicazione che garantiscano il necessario grado di tutela e riservatezza".

Non solo: De Vincenti descriveva anche l'acquisto come "urgente e prioritario,  soprattutto in previsione di una serie di missioni assai importanti già previste nei prossimi mesi, in particolare da parte del presidente del Consiglio dei ministri". Renzi, da parte sua, ha detto di non avere nulla a che fare con il contratto sull'A340 500: "Quell’aereo non era per me, ma per le missioni internazionali delle imprese. Io non ci ho mai messo piede".

L'aereo doveva rispondere alle esigenze delle cariche dello Stato di effettuare voli intercontinentali, senza doversi fermare per uno scalo. Una prerogativa dell'Airbus 340 che però, segnala il Fatto Quotidiano, è un modello che non è mai stato premiato dal mercato per motivi noti agli esperti. Infatti, il costruttore ne aveva sospeso la produzione già nel 2011. Tuttavia, il governo Renzi, sembrava interessato a uno specifico aereo, quello in mano alla compagnia di Abu Dhabi che aveva appena comprato il 49% di Alitalia.

Le Fiamme Gialle segnalano anche come “sin dalle comunicazioni iniziali della Presidenza del Consiglio dei ministri, risulta non solo essere individuato un modello specifico di aeromobile (Airbus A340-500), ma viene indicato anche il numero di matricola dello stesso (748)”. Insomma: non volevano un aereo, volevano quell’aereo.

Gaetano Intrieri, ex consulente esperto dei Trasporti al ministero di Danilo Toninelli, inoltre racconta: "Era un aereo facile da acquisire, in quanto nessuno lo voleva. C'era offerta ma non c'era domanda". Intrieri racconta inoltre che l'amministratore delegato di una società con la quale collaborava in America aveva ricevuto l'offerta di acquisire il modello appena successivo per 7 milioni di dollari: una proposta avanzata da un broker, non direttamente dalla compagnia aerea, per cui nel prezzo finale si deve aggiungere anche un guadagno di quest'ultimo. "Secondo me Etihad dava via quell'aereo gemello per 5 milioni di dollari, non di più". Inoltre nel 2017, pochi mesi dopo aver consegnato l'aereo all'Italia, la compagnia ha messo fuori servizio tutti gli altri A340 500.

Al momento l'Air Force Renzi rimane parcheggiato in un hangar all'esterno dell'aeroporto di Fiumicino, dopo essere stato utilizzato pochissime volte. E nel frattempo le indagini proseguono. "Io credo che l'Italia volesse quell'aereo perché era il modo per cui si poteva più facilmente rimborsare Etihad", conclude Intrieri.

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